FALCONARA MARITTIMA

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Cenni storici

L'origine dell'abitato è senza dubbio da rapportarsi con la costruzione del castello dei conti Cortesi, militari di origini tedesche giunti in Italia con Belisario, generale di Giustiniano I, al tempo della Guerra Gotica tra Bizantini e Goti. Lo storico Cesare Lardoni, nel suo Istoria di Falconara, fissa la fondazione nel 550. Secondo la storia redatta da Pietro Graziani, vissuto sul finire del Quattrocento e marito di Diana Cortesi, il conte Perio Cortesi fece edificare il castello di Falconara, il conte Uranio Cortesi quello di Varano, mentre Falcone Cortesi fece erigere il castello di Sirolo. C'è anche l'ipotesi che il nome dei Cortesi derivi proprio dalle curtes di cui entrarono in possesso: i Cortesi apparterrebbero quindi alla nobiltà rurale. Cortesi che invece l'umanista del Cinquecento Bartolomeo Alfeo, autore di una storia di Ancona, mette in relazione con la calata in Italia di Brenno, condottiero dei Galli e fondatore di Senigallia, avvenuta alla fine del IV secolo a.C. Dopo la sconfitta da parte di Furio Camillo, tre fratelli Cortesi si sarebbero fermati nell'agro piceno e uno di loro, il minore, avrebbe fatto edificare il castello di Falconara. Le prime notizie certe si hanno attorno all'anno 1225 quando i conti Cortesi, chiesero protezione ad Ancona ed aggregarono tutti i loro castelli al contado. Pur mantenendo una certa autonomia. Falconara divenne così uno dei castelli di Ancona. Nel corso del Trecento il Castello venne assediato e saccheggiato dalla Compagnia di Fra' Moriale. Già dall'inizio del Cinquecento si presero decisioni di carattere comunale, ma solo dopo la metà dello stesso secolo si ebbe un vero organismo degno di questa definizione, anche se per Ancona le castella ricoprirono sempre molta importanza sia strategica che a causa della ricchezza di quelle terre. L'economia fu sempre stazionaria perché i proprietari terrieri rimasero sempre le stesse famiglie: Ferretti, Fatati, Torriglioni e Bourbon del Monte. Si ebbe una grande trasformazione solo dopo la costruzione della linea ferroviaria Ancona-Orte ed Ancona-Bologna (1860-1870), da allora tutta l'attività si spostò dall'entroterra alla costa. Divenne un importante centro di convegni civili e politici.
Durante il fascismo, dal 1928 il Comune venne soppresso: la parte a sud del fiume Esino venne accorpata ad Ancona mentre la zona a nord e Castelferretti finirono sotto Chiaravalle. Solo dopo la guerra, il 2 marzo 1948 ritornò ad essere un comune autonomo.

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