FAENZA

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Storia

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La storia

Sebbene il territorio faentino fu interessato da primitivi insediamenti fin dalla preistoria, la fondazione della città risale tuttavia al periodo romano. L’antica Faventia, infatti, sorse intorno al II secolo a.C. in riva al fiume Lamone sul tracciato della Via Emilia. La particolare vocazione agricola del luogo ne favorì rapidamente lo sviluppo economico. Il periodo di massimo splendore è da registrarsi tra il I e il II secolo d.C.: in quegli anni non solo prese piede la produzione di oggetti in ceramica, laterizi e tessili, ma anche la città si trasformò arricchendosi di domus romane così come le campagne di prestigiose ville. La fase di decadimento iniziò nel II secolo d.C., culminando poi nel periodo bizantino, quando Faenza venne ridotta ad ininfluente centro periferico della Ravenna esarcale. Occorre attendere la fine del secolo VIII per assistere ai primi segni di ripresa, quando la città si ricompattò all’interno delle mura, segno di una ritrovata unità spirituale e civica. A questo periodo risale anche la costruzione della Pieve di San Pietro. Dominata in epoca alto-medioevale dai vescovi, divenne nel XII secolo libero comune. Fu questo un periodo di ricchezza ed espansione edilizia per la città, toccando l’apice con l’affermazione della signoria dei Manfredi. In particolare va ricordato il Quattrocento faentino, quando, sotto Astorgio II Manfredi, ebbe inizio la grande stagione umanistica della città, caratterizzata da un grande processo di acculturazione, mediata soprattutto dalla famiglia Medici. In questo periodo Faenza divenne celebre anche per la produzione di oggetti in ceramica, esportati in tutta Europa. Il Cinquecento si aprì invece con l’assedio posto da Cesare Borgia e, nel 1509, la città venne definitivamente annessa allo Stato della Chiesa, sotto il cui governo rimase fino al 1797. L’importanza della cittadina si eclissò sempre di più, fino ad essere considerata, come tutti i possedimenti periferici dello Stato Pontificio, una realtà da sfruttare con tasse e balzelli. Tante difficoltà non frenarono tuttavia la realizzazione di architetture ecclesiastiche e nobiliari. Al XVIII secolo risale la riedificazione o l'ampliamento di diversi palazzi gentilizi e la costruzione di moltissime chiese. Alla fine del Settecento, in seguito all’arrivo delle truppe di Napoleone, la Romagna passava sotto il dominio francese. Nel 1813 fu la volta del governo austriaco. Nel 1815 il Congresso di Vienna riassegnò la Romagna allo stato pontificio e Faenza, sfinita e finanziariamente al collasso, accolse la notizia come una liberazione. Nel 1861 la città entrò a far parte del Regno d'Italia, per cui le sue sorti si unirono a quelle nazionali.

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