FABRIANO

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Cenni storici

Il toponimo, menzionato per la prima volta nella Carta di S. Vittore n. 36 dell'anno 1040, si è prestato a varie interpretazioni, ma gli storici maggiori affermano che il vocabolo "Fabriano" trae origine dalla forma oggettivale del gentilizio "Faberius", proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa. E' città dalle origini antichissime: vari ritrovamenti attestano che il territorio è stato abitato fin dall'Era Preistorica. E' certo, tuttavia, che il primo vero nucleo fabrianese fu dovuto al convergere nella zona delle popolazioni degli antichi Municipi romani di Tuficum e di Attidium per la necessità di sfuggire alle invasioni barbariche a cominciare dal 409 d.C. (Goti), 410 (Visigoti) fino al 574 d.C. (Longobardi) e all'896 d.C. (Berengario I). Dalle alture di Castelvecchio (Castrum vetus) e Castelnuovo (castrum novum o Podium), zone in cui i profughi attidiati e tuficani avevano posto il loro primo insediamento, prese il via il graduale ampliamento della città ed accanto alle attività agricole poterono fiorire le prime botteghe artigianali, in particolare verso la zona della Piazza Bassa o del Mercato, che divenne perciò il centro operativo e commerciale della Città. Capofila fu l'Arte dei Fabbri, ma tantissime altre furono le attività artigianali che svolsero nel tempo un fondamentale ruolo, non solo nel ambito dell'economia, ma, una volta raggruppatesi in Arti e Corporazione, anche sotto il punto di vista sociale e politico fino giungere all'Università dei Cartari. E' a tutti noto che l'arte della carta fece acquistare a Fabriano fin dal XIII Secolo il primato in Italia ed in Europa soprattutto della lavorazione della carta filigranata, senza dimenticare che ai Fabrianesi si attribuiscono l'invenzione della pila idraulica a magli multipli e la tecnica della collatura con gelatina animale, che perfezionarono sempre più l'arte di fabbricare la carta. A partire dal sec. XII - XIII Fabriano visse sicuramente un periodo di evidente prosperità. La Signoria dei Chiavelli di stirpe germanica, che dominò su Fabriano dal 1378 al 1435, svolse un ruolo fondamentale nella crescita della città e si fece promotrice di iniziative culturali. La città per essi si arricchì di chiese e di monasteri. Per il mecenatismo dei Chiavelli la cultura fu tenuta in alta considerazione. Non è da sottovalutare il fatto, in particolare, che ai già affermati pittori dei secoli precedenti, ebbe floridezza la cosiddetta Scuola fabrianese che potè annoverare una lunga schiera di apprezzabili artisti. Dopo una breve parentesi di assoggettamento alla Signoria degli Sforza (1435-1444), Fabriano passò sotto il dominio della Chiesa. In questo periodo (seconda metà del sec.XV) la città di Fabriano dette un notevole contributo alla Crociata contro i Turchi. Ciò le valse il diritto di aggiungere sullo stemma del Comune una piccola croce rossa. Dopo alcuni anni tranquilli, in cui Fabriano si potè arricchire di notevoli opere pubbliche, seguirono momenti difficili (saccheggi, carestie, ecc.), ai quali si aggiunsero distruzioni per eventi sismici. Il tutto portò ad una certa decadenza, anche economica. Dal 1610 al 1808 Fabriano fu sottoposta direttamente al potere centrale di Roma e fu guidata quasi sempre da Governatori prelati. Nel 1860 fu annessa con plebiscito al Regno d'Italia. Fonte: Liberamente tratto dal sito: www.comune.fabriano.gov.it

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