CRESCENTINO

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La storia

Il toponimo della Città deriva dal nome proprio latino Crescens, particolarmente utilizzato dalle popolazioni Galliche e nel Medioevo. Crescentino nacque come borgofranco del Comune di Vercelli nel 1242, scelta che provocò aspri contrasti con la vicina Abbazia di San Genuario, antica proprietaria del feudo. L’imperatore Enrico VII sciolse il borgofranco nel 1310, donando il borgo a Riccardo Tizzoni, suo sostenitore, il quale nel tempo riuscì a sottoporre sotto il suo dominio molte delle terre degli abati. Alla morte del feudatario gli succedette il figlio Antonio (1343). I decenni che seguirono furono caratterizzati da relativa pace e prosperità, turbata solamente nel XV secolo da una lunga controversia con Amedeo VII Visconti, per ottenere l’investitura comitale su Crescentino. Nel 1453 venne realizzato il Castello. Il dominio dei Tizzoni conobbe anche un momento di difficoltà interna, dovuto alla tirannia del Conte Riccardo IV. La popolazione, stanca dei suoi soprusi, cominciò la rivolta, alla quale seguì una feroce repressione. Tuttavia, la notte tra il 14 e il 15 febbraio del 1529, i rivoltosi fecero incursione nel Castello dei Tizzoni, trucidando la famiglia e appiccando il fuoco al palazzo. L’episodio causò la rabbia di Giovanni Andrea Tizzoni, zio del tiranno, il quale si vendicò bruciando le osterie in cui gli insorti avevano probabilmente tenuto le loro riunioni e uccidendo numerose persone. Nel giugno di quello stesso anno, il Duca sabaudo Carlo II, concesse la grazia a Crescentino, dietro la costruzione di una cappella in cui celebrare due volte al giorno funzioni in ricordo dei feudatari e dietro il versamento di una somma di risarcimento e di alcune rendite. Quattro anni più tardi, Giovanni Andrea Tizzoni divenne il nuovo Signore di Crescentino tra l’ostilità della popolazione. Solamente con l’ascesa del figlio Gerolamo (1567) i rapporti tra le parti tornarono pacifici. La centenaria egemonia dei Tizzoni terminò nel XVII secolo, quando vennero aboliti i privilegi feudali e Crescentino venne formalmente ceduta alla comunità dietro la corresponsione di una somma in denaro.

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