CORMANO

Cambia Comune

Storia

Storia

Cenni Storici

Il centro urbano di Cormano è stato fondato dai Celti; ed infatti le antiche carte recano la denominazione di Cormannum la cui struttura linguistica esclude la possibilità di un’origine latina. D’altra parte un’iscrizione, oggi perduta, formata dalle parole “Cor.Man.” fa pensare ad una specie di epigrafie che potrebbe essere completata in “Cortile Manlii” che proverebbe l’esistenza di una Corte Manlia. Il paese dovrebbe così il nome ad una facoltosa famiglia dei Manlii che, presumibilmente, aveva dei possedimenti in queste zone. Al tempo di Desiderio, Re dei Longobardi, un soldato di nome Teoperto possedeva nella contrada molta terra conquistata, si pensa, con le armi. Nel 745, dettando il testamento, ne lasciò una porzione denominata “il Vignone”, ad un’istituzione religiosa per l’erezione di una piccola chiesa. Ciò ha indotto alcuni studiosi a far derivare il toponimo da “Curtis Man”, denominazione di un Presidio militare longobardo. Tuttavia nel 956 il paese viene citato come “Vico Corcomanno” e nel 1061 come “Locus Cortemano”, in queste due eccezioni altri studiosi ravvisano una “Corte Ormanno” ed altri ancora una “Corte Cumani”, cioè una corte comasca. Il vicino villaggio di Brusuglio anticamente era un comune autonomo. Il nome di “Bresurio” secondo un manoscritto del XII secolo, o “Brusilium”, in latino ecclesiastico, deriverebbe dalla voce dialettale “brus” bruciaticcio, con allusione allo stato originario del terreno. Sempre nei dintorni di Cormano, nel Medioevo sorse un istituto destinato a dare ospitalità ai pellegrini e, soprattutto, ai poveri inabili al lavoro. L’edificio dal 1580 ospitò un collegio per le fanciulle che tuttavia nel 1603 fu trasferito e diventò proprietà privata. La località conserva tuttora il nome di Ospitaletto. Nel 1674 Cormano fu concesso in feudo a Paolo Besozzi. A questa casata subentrarono poi altre famiglie nobili milanesi che si recavano in villeggiatura presso i loro poderi. A Cormano sorsero così diverse ville mentre a Brusuglio, accanto alla strada maestra, due palazzi contigui: il più grande fu quello dei conti Imbonati e l’altro quello dei conti Trotti. Queste due famiglie si dividevano praticamente l’intero territorio di Brusuglio, allora un piccolo comune. La popolazione era di 150 anime. A mortificare una popolazione già estenuata dai sacrifici sopraggiunsero due incendi: il primo nel 1815 e il secondo, che distrusse l’intero paese tranne la chiesa e la Villa Manzoni, nel luglio 1848. I contadini ne attribuirono la colpa ad alcuni fautori degli austriaci, appena cacciati da Milano. Un comune di 600 abitanti dovette sembrare troppo piccolo al nuovo governo dell’Italia unita, che nel 1868 lo aggregò a Cormano.

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita