COMUNI DELL'ALTA VALDERA

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Capannoli

Merita una visita la Chiesa di S. Bartolomeo. Si tratta di un edificio sacro il cui nucleo originario era situato tra il torrente Roglio ed il lato destro del fiume Era, in luogo oggi detto La Pievaccia. Nel 1175 fu riconsegnata dai PIsani al vescovo di Lucca, per poi passare nel 1284 alla Diocesi di Firenze. Le prime notizie della chiesa attuale risalgono invece al 1385: la popolazione di Capannoli, dopo che un’esondazione del fiume Era aveva distrutto l’antica pieve di Padule, ottenne dal vescovo di Lucca di costruire una nuova chiesa e di dedicarla a San Bartolomeo, trasferendovi i diritti dell’antica pieve matrice andata distrutta. La chiesa divenne poi abbazia nel 1631, per concessione di Urbano VIII. L'aspetto attuale della chiesa è il risultato dei profondi interventi di metà Ottocento che cancellarono completamente le strutture medievali. Un’altra chiesa interessante è la Chiesa della Santissima Annunziata. Le sue origini risalgono al 1631, quando fu innalzata come ringraziamento alla Vergine per aver protetto la popolazione dalla pestilenza dell’anno precedente; l’edifico ha origini tardo-gotiche ed è preceduta da un’elegante loggia, completamente rinnovata nel 1714 dall'architetto Francesco Melani in stile barocco. Tra le numerose Ville presenti nel Comune, merita una citazione Villa Bourbon del Monte, che sorge nella parte alta di Capannoli, sui resti dell’antico nucleo del castello. Ristrutturata nel XVIII secolo dal Senatore Alessandro Orazio Pucci, nel 1833 passò ai Marchesi Bourbon del Monte, che la rimaneggiarono ulteriormente. Di quell’epoca rimangono pitture a tempera murali. Attualmente la villa è proprietà comunale e ospita al suo interno un Museo Zoologico al primo piano ed un Centro di Documentazione Archeologica al piano nobile.
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Chianni

Dal punto di vista artistico il centro di Chianni presenta come principali emergenze architettoniche le case medievali e la Chiesa di San Donato, della cui esistenza si hanno notizie fin dal 1277. L'edificio fu completamente rifatto nel 1812, ricavando l'abside in una torre del castello ed ampliando la chiesa preesistente. L’interno presenta un’unica navata centrale affiancata da quattro cappelle laterali. Al centro dell’abside è visibile il seicentesco altare maggiore costruito con una raffinata lavorazione di marmi policromi. Nei dintorni si segnala il borgo di origine medievale di Rivalto, con il settecentesco Santuario della Madonna del Carmine, caratterizzato da un elegante portico. La sua fondazione è probabilmente da mettere in relazione all’attività di alcuni frati carmelitani che giunsero nel territorio durante il Seicento e che attraverso le loro predicazioni diffusero in tutta la zona il culto della Madonna del Carmine.
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Lajatico

Tra i simboli storici della Valdera vi è la Torre Civica di Lajatico che scandisce il tempo alla comunità da oltre settecento anni. La sua campana, infatti, risale al 1279, affermandosi, pertanto, come una delle più antiche della provincia pisana. Nell’edificio sottostante la Torre si possono ancora oggi notare alcune epigrafi che rammentano due delle principali vicende della storia locale, ovvero la vendita di Lajatico nel 1405 dai fiorentini a Pietro Gaetani, e lo smantellamento del paese nel 1435. La Torre viene illuminata ogni volta che in uno stato del mondo viene abolita la pena di morte. Altra importante emergenza architettonica di Lajatico è il Palazzo Pretorio, edificio costruito nel XIII secolo, attualmente di proprietà privata. Sulla facciata campeggiano ancora gli stemmi della famiglia Corsini e dei frati Camaldolesi. Sulla strada per Orciatico, su un’altura, svetta ancora la Rocca di Pietracassia, importante punto di avvistamento e controllo fin dall’anno Mille. Originariamente era suddivisa in due strutture, la Rocca e Il Castello, che è la parte più elevata, con ai lati due torri. L’interno del Castello è quasi completamente smantellato. In frazione Orciatico si segnalano anche i ruderi di due mulini a vento risalenti al XVII secolo.
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Palaia

Il monumento più celebre di Palaia è senza dubbio la Pieve di San Martino, ubicata poco fuori dal paese in un bel contesto naturale. La sua fondazione risale alla fine del XIII secolo, costruita in stile tardo romanico con elementi gotici. L’edificio, in cotto, è decorato da archetti pensili; la facciata è movimentata da aperture ogivali. Nel 1874 venne decretata monumento insigne d’Italia. Altro edificio di lontane origini è anche la Pieve di San Giovanni Battista, risalente all’anno Mille. Si presenta a forma basicale, con caratteristiche tipicamente romaniche, sebbene i numerosi rimaneggiamenti eseguiti nel corso dei secoli ne hanno sostanzialmente modificato l’aspetto originario. Della Chiesa di Sant’Andrea si hanno notizie a partire dal XIII secolo. La struttura presenta la facciata e il campanile in stile romanico. Al suo interno sono da segnalare un crocifisso di scuola fiorentina trecentesca, una Madonna col Bambino di Scuola Pisana del Trecento e un dossale in terracotta invetriata attribuito ad Andrea Della Robbia. Sulla piazza principale svetta ancora la duecentesca Chiesa di Santa Maria, in cotto. Il suo campanile è stato adattato su una torretta di guardia della cinta muraria su cui si apre la Porta Fiorentina che consente l’accesso al borgo medioevale di Palaia.
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Peccioli

Nel centro storico del paese si apre la suggestiva Piazza del Popolo con le logge che anticamente ospitavano il mercato del grano. Su di essa si affacciano importanti monumenti di valore storico locale come il Palazzo Comunale, di origini medioevali e attuale sede dell’amministrazione comunale di Peccioli, e Palazzo Pecori, anch’esso di origini medievali ed interventi risalenti al XIX secolo. Sulla stessa piazza svetta anche l’antica Pieve di San Verano, fondata nell’anno Mille in stile romanico pisano. Al suo interno si conservano opere di varia datazione: dalle due icone raffiguranti San Nicola con Storie della sua Vita e la Madonna con Bambino di scuola pisana del XIII secolo alla secentesca tela di Jacopo Vignali dell’Assunzione di Maria. Si segnala anche la Madonna con Bambino e Santi del 1464 di Neri Bicci. La cappella dell’Assunta è adornata da un soffitto a cassettoni in legno dorato. Poco fuori la frazione di Legoli si trova l’Oratorio di Santa Caterina. Di notevole pregio artistico è il tabernacolo al suo interno, interamente affrescato da Benozzo Gozzoli nella seconda metà del XV secolo.
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Terricciola

Tra gli edifici religiosi di Terricciola si ricorda la Chiesa di San Donato, ubicata nella parte più alta del paese, accessibile da una doppia rampa di scale e da una scalinata. La sua fondazione risale al periodo medioevale. Tuttavia sostanziali rimaneggiamenti ottocenteschi ne hanno modificato l’aspetto. Da segnalare l’urna cineraria etrusca murata sulla facciata e ritrovata sotto il coro della parrocchiale alla metà del Settecento. Di particolare interesse anche una tavola raffigurante La Madonna col Bambino dei primi anni del Quattrocento. Villa Gheradi Del Testa si trova all’inizio del paese. E’ una nobile dimora di campagna fatta costruire nel 1660 da frate Sebastiano Gherardi. Qui ebbe i natali nel 1814 il celebre commediografo Tommaso Gherardi Del Testa. Il Santuario della Madonna di Monterosso sorge nei pressi dell’antico Castrum Vetere (Castelvecchio). Nonostante la struttura sia di matrice abbastanza recente, infatti, è plausibile pensare che il luogo abbia in realtà origini ben più remote, come testimonierebbe una pietra conservata sul lato destro della facciata ovest dell'attuale fabbricato, nella quale è riconoscibile una croce scolpita di tipo longobardo. In frazione Morrona si trova l’omonima Abbazia, fondata all’inizio del XII secolo da Uguccione della Gherardesca. Nel 1482 essa venne soppressa e unita alla Mensa Episcopale di Volterra. Il complesso è attualmente una struttura privata. Da segnalare al suo interno la Pieve di Santa Maria, chiesa romanica del 1152.

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