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La Reggia di Colorno

Il nucleo originario della Reggia di Colorno era un’antica rocca fatta costruire nel 1337 da Azzo da Correggio, e in seguito trasformata, nel corso dei secoli, in palazzo signorile di grande splendore. La struttura attuale si deve all’intervento del duca Ranuccio II Farnese nel 1660, quale omaggio alla moglie Margherita Violante di Savoia, appassionata di caccia alla volpe. I lavori di costruzione si protrassero fino al 1719. Agli interventi di ristrutturazione partecipò anche l’architetto Ferdinando Galli detto il Bibbiena. Con la signoria dei Borbone, il palazzo venne ulteriormente rimaneggiato su disegno degli architetti Ennemond Alexandre Petitot e François Antoine Carlier che ne fecero una piccola Versailles. Alla morte del duca Filippo di Borbone, gli successe il figlio Ferdinando, uomo profondamente religioso. A lui si deve la costruzione dell’oratorio di corte San Liborio e del grande monastero domenicano, che conduceva direttamente all'appartamento privato del duca. Con l’annessione del Ducato di Parma alla Francia, Napoleone dichiarò la reggia di Colorno “Palazzo Imperiale” e vennero intrapresi nuovi lavori di ristrutturazione. Il percorso di visita della Reggia può iniziare dalle 22 stanze del Piano Nobile, in cui si susseguono gli appartamenti del Duca, della Duchessa e del Principe. L’ambiente più importante è certamente la Gran Sala, capolavoro dell’architetto francese Ennemond Alexandre Petitot, che qui ha realizzato il primo esempio di decorazione neoclassica in Europa, in anticipo di quasi trent’anni sulle opere coeve. La maggior parte delle sale del Piano Nobile sono impreziosite da raffinati stucchi rococò eseguiti alla metà del XVIII secolo da Carlo Bossi su disegno dell’architetto François Antoine Carlier. Nel 1789 il duca Don Ferdinando di Borbone trasferì la sua residenza in un appartamento vicino al torrente Parma per essere più vicino alla Chiesa di San Liborio, nella quale si ritirava in preghiera. La struttura si articola in sei grandi sale (biblioteca, camera da letto, sala da pranzo, studio privato, studio ufficiale ed osservatorio astronomico) ed altri ambienti minori, tutti affrescati da Antonio Bresciani e Gaetano Ghidetti tra il 1787 e il 1789. La Cappella Ducale di San Liborio venne eretta nel 1775 sul luogo dove sorgeva il piccolo oratorio fatto costruire nel 1722 da Francesco Farnese. Di particolare interesse è la cappella del Santissimo Sacramento, progettata da Pietro Cugini, allievo del Petitot. Alle pareti si possono apprezzare una serie di preziosi marmi grigi di epoca romana. Da segnalare anche l’organo costruito da Giuseppe Serassi di Bergamo alla fine del Settecento. Il primo abbozzo del giardino storico della Reggia risale alla seconda metà del XV secolo, pensato da Roberto Sanseverino. Si trattava di un giardino all’italiana, in seguito ampliato ed arricchito da Barbara Sanseverino alla fine del Cinquecento. Le trasformazioni più sostanziali si ebbero però al tempo del duca Francesco Farnese, tra il 1690 e il 1719. Alla metà dello stesso secolo, esso prese le caratteristiche del giardino alla francese. Con Maria Luigia (1816 - 1823), il giardino della reggia divenne un bosco romantico all’inglese, con piante rare e un laghetto con l’isola dell’amore.
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L’Aranciaia

Si tratta di un edificio costruito tra il 1710 e il 1712, probabilmente su disegno del Bibiena, in cui si riponevano in inverno le piante di aranci e limoni. Nella seconda metà del XVIII secolo venne utilizzato come galoppatoio invernale. Oggi è sede del Museo Etnografico, dell’Ingegno Popolare e della Tecnologia preindustriale, della Stampa e del Cinematografo.
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Il Duomo di Santa Margherita

Il Duomo di Colorno viene costruito tra il 1512 e il 1525 inizialmente in stile gotico internazionale, ma nel tempo ha subito numerosi rimaneggiamenti. Del complesso originale resta oggi la parte alta della facciata e dell’abside, mentre l’interno è stato profondamente modificato. Tra le opere di pregio qui conservate si segnalano in particolare: il quadro in controfacciata di San Remigio che battezza Clodoveo di Clemente Ruta (1720), un monumento a Pietro Luigi Belloni di Tommaso Bandini (1840); il pulpito con lo stemma dei domenicani eseguito su disegno di Antonio Brianti; L’ultima cena dipinta da Giovanni Veneziani nel 1668 ubicata nella quarta cappella di destra; nell’abside dietro l’altare maggiore spicca Il martirio di Santa Margherita dipinto da Francesco Cairo nel 1637.
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Oratorio della SS. Annunziata

Sita in località Vedole, la costruzione risale al 1720 in stile barocco-tedesco. All’interno conserva affreschi e quadri ottocenteschi e un organo del 1775.
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Dati generali

Distanza da Parma: Kmq. 15; Superficie: Kmq. 48,67; Altitudine: mt 29 slm; Prefisso telefonico: 0521; C.A.P.: 43052; Popolazione: 8.991 abitanti (aggiornato al 31/12/2015); Provincia: Parma; Confini: Torrile, Sissa, Martignana Po, Casalmaggiore, Mezzani; Frazioni: Copermio, Mezzano Rondani, Sacca, Sanguigna, Trai, Vedole; Nome abitanti: colornesi Patrono: Santa Margherita Giorno festivo: 20 luglio

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