COLLECCHIO CON FORNOVO DI TARO E MEDESANO

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Visitare collecchio

Una visita al comune di Collecchio deve senza dubbio avere inizio dal suo monumento più antico e rappresentativo, ovvero la Chiesa di San Prospero. Ubicata sul colle che domina il paese, essa venne edificata in stile romanico lombardo intorno all’anno Mille. La struttura si presenta a pianta basilicale, articolata in tre navate con tre absidi e relativi altari. Le absidi laterali sono coeve alla costruzione della pieve, mentre quella centrale sembra risalire al secolo VII. L’edificio subì nei secoli numerosi rimaneggiamenti che modificarono sostanzialmente l’aspetto originario. Tra le opere d’arte custodite al suo interno si segnalano un fonte battesimale ascrivibile ai secoli XI - XII a forma di tronco rovesciato e decorato con colonnine e archetti intrecciati due a due, un bassorilievo risalente al XII secolo inciso su una lastra in marmo bianco, che ritrae il Battesimo di Cristo nel Giordano e l’antico portale bronzeo con bassorilievi raffiguranti la Morte e la Resurrezione di Cristo. Sul territorio sono presenti altre chiese di antica fondazione, ma per lo più ricostruite in epoche più recenti. Tra queste ricordiamo la Chiesa di Madregolo, un tempo sita sulla riva del Taro. Crollò probabilmente intorno al Duecento - Trecento, a causa delle frequenti inondazioni del fiume. L’attuale chiesa parrocchiale venne innalzata nella prima metà del Seicento. Da segnalare quattro capitelli romanici raffiguranti i quattro evangelisti, provenienti dall’antica pieve. Della Chiesa di San Martino di Sinzano si hanno notizie fin dal 1230, mentre l’edificio attuale venne costruito alla metà del Settecento. Il nucleo originario della Chiesa di Lemignano, infine, risale alla prima metà del XII secolo, poi riedificata ex-novo nel 1837. Da visitare a Collecchio è anche Villa Meli Lupi di Soragna, già Tarchioni, residenza ottocentesca collocata sul colle antistante l’antica chiesa di San Prospero: appartenne molto probabilmente alla nobile famiglia dei Tarchioni. Verso la fine del XIX secolo, la villa fu ceduta alla famiglia Viola, per poi passare al marchese Guido Meli Lupi di Soragna e, infine, essere acquistata dal Comune di Collecchio alla fine degli anni ’70. Nel 1998, a seguito di un’importante opera di restauro, è divenuta sede di una parte degli uffici comunali e della Biblioteca Comunale e ospita spesso iniziative culturali tra cui mostre e convegni. Villa Paveri - Fontana, già Dalla Rosa - Prati venne realizzata nei primi anni del XVIII secolo in stile neoclassico, sulle fondamenta di un preesistente palazzo comitale del secolo XI. I successivi proprietari, i marchesi Della Rosa-Prati, vi apportarono modifiche secondo lo stile parmigiano dell’epoca. L’impianto, a pianta quadrata con torre centrale a monofore ovali, si presenta con linee imponenti ma sobrie. All’interno è possibile ammirare un nutrito patrimonio artistico, comprendente gli affreschi che decorano il piano rialzato, realizzati da Ferdinando Galli detto “il Bibiena”, architetto della corte dei Farnese. Ad esso si attribuiscono pure il progetto della villa e la fontana dei Tritoni posta davanti all’ingresso. Di fianco all’antico ingresso della villa (Arco del Bargello), nel 1709 venne costruito l’Oratorio della Madonna di Loreto in stile barocco.
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VISITARE FORNOVO DI TARO

La Pieve di Santa Maria Assunta è tra le pievi più antiche della diocesi di Parma. Di essa, infatti, si hanno notizie fin dall’854. Intorno all’anno Mille venne eretto l’edificio a tre navate e tre absidi la cui struttura è alla base dell’attuale chiesa. Tra il Cinquecento e il Settecento vennero apportate numerose modifiche all’impianto originale, recuperato in buona parte grazie ai restauri eseguiti tra il 1927 e il 1942. Caratteristica è la facciata a capanna con sculture di ambito antelamico. All’interno, e precisamente sull’altare maggiore, si segnala l’opera più pregevole della chiesa, ovvero una lastra marmorea risalente alla fine del XII secolo raffigurante il martirio di Santa Margherita. Nei dintorni del centro di Fornovo si trovano altri monumenti importanti per la ricostruzione della storia locale. In particolare ricordiamo la Chiesa di Vizzola, innalzata a fianco dello xenodochio dei SS. Giacomo e Filippo. La struttura venne realizzata nel corso del XVIII secolo. Essa ha origine da un’antica cappella già esistente fin dalla prima metà del XII secolo. L’utilizzo di materiali romanici è tuttora ravvisabile nella struttura del campanile. Sempre a Vizzola si trovano la secentesca Villa Staglieni Trucco e Villa Fadigati, risalente al XVIII secolo. A Neviano dè Rossi si trovano le tracce di un antico castello dei Rossi. Di lontane origini è anche la Chiesa di Santa Margherita che sorge in località Sivizzano Sporzana. Il primo nucleo della Chiesa di San Michele a Piantonia, infine, venne edificato nella seconda metà del Cinquecento. Dell’epoca rimane oggi solo un’abside. All’interno è custodita un’opera del Peroni raffigurante il Battesimo di Cristo. Altro edificio religioso significativo è poi la Chiesa di Santa Maria Maddalena a Respiccio. All’interno si trova una Madonna con bambino e i SS. Gerolamo e Maddalena della metà del XVII secolo.
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VISITARE MEDESANO

In località Varano Marchesi si trova il Museo di Storia e Civiltà, situato nel complesso parrocchiale di San Giorgio. Inaugurato nel giugno del 1999, il Museo espone una sezione didattica di storia dell’alta valle del torrente Recchio e la mostra permanente di oggetti di cultura materiale, donati dal collezionista di Roccalanzona Marco Pometti al Comune di Medesano. Al suo interno si trova anche una replica della trecentesca pietra giubilare di Roccalanzona, la cui iscrizione originale è conservata presso la Galleria Nazionale di Parma. La frazione di Roccalanzona si raggiunge seguendo la strada che da Felegara porta a S. Andrea Bagni. Si ha menzione del suo Castello per la prima volta in una pergamena del 1028. Si trattava di un atto di vendita di diverse terre, corti e castelli, tra cui figurava anche il nome del Castello di Roccalanzona. Nel 1927 un decreto del Comune di Parma ordinava che "in perpetuo giacessero smantellati com’erano i castelli e gli altri luoghi delle famiglie rivoltose e frazionarie". In tale elenco comparivano anche il castello di Roccalanzona, Miano, Varano e la fortezza di Visiano. Di una chiesa locale si ha notizia a partire dal 1230. La chiesa attuale venne ultimata nel 1705. La prima citazione storica relativa alla frazione di Felegara appartiene a un atto dell’archivio capitolare datato anno 924. Ulteriori notizie storiche sul luogo compaiono quasi cinquant’anni dopo. Si tratta di una pergamena in cui si fa menzione del lascito di un feudatario di Felegara, tale Guarmondeo del fu Witegau (del Comitato parmense, ma di origine francese). Egli lasciava elargizioni ai fedeli del luogo e alcune sue proprietà al prevosto del Duomo di Parma, mentre i canonici e i dodici dogmani ricevevano in eredità il territorio sul quale sorgeva Felegara, il castello, la cappella, due mulini e alcune vigne dislocate nella frazione. Dell’antico castello rimane oggi solo la memoria storica, oltre ad alcune imponenti fondazioni rinvenute nella zona dell’oltre Dordone in direzione del Taro. Nella frazione si trova anche una bella torre medievale, di proprietà privata. Sant’Andrea Bagni è la frazione turistica per eccellenza di Medesano. Il luogo cominciò ad essere frequentato come stazione termale da quando gli ingegneri Giacomo e Carlo Ponci, cui è dedicata la piazza principale di Sant’Andrea, fecero isolare ed analizzare per primi le acque che sgorgano nella stretta valle del Rio Fabbro, a monte dell’attuale Parco della Mescita. La Passeggiata delle Fonti è un percorso di circa 1,5 km che si snoda proprio nella vallata del Rio Fabbro. In frazione Santa Lucia si trova l’omonimo Santuario, meta fin dai tempi più remoti di pellegrinaggio. Di una chiesa in questi luoghi si ha notizia fin dalla metà del XIV secolo. Si tratta nel dettaglio di un estimo del 1354 in cui si trova menzione di una Ecclesia Sancte Lucie de Varano Marchionum con dipendenza dalla limitrofa chiesa di Varano Marchesi. Nel 1494 essa passò dalla giurisdizione della Pieve di Fornovo a quella di Berceto. Riedificata nel 1565, la chiesa divenne parrocchiale nel 1609. L’intera struttura venne poi nuovamente ricostruita nel corso del Settecento. Nel 1952 la chiesa fu elevata a Santuario Diocesano dedicato alla Vergine e Martire Santa Lucia.

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