CISTERNA DI LATINA

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Cenni storici

Il territorio, già abitato in epoca romana e volsca, vide la nascita di Cisterna verso l’VIII sec. . Essa prese il nome da una cisterna d’acqua necessaria ai rifornimenti della città di Roma, esistente ancora oggi presso Palazzo Caetani. Essendo l’Appia Antica caduta in disuso, rimaneva la Pedemontana come unica strada di collegamento tra Roma e Napoli, passando dunque per “il luogo della cisterna”. Intorno al 976 si inizia a parlare di un casale lì presente e nel 1112 viene addirittura citato come “castrum”, fortezza dei potenti conti di Tuscolo, padroni del Lazio meridionale. Caduto il dominio dei Tuscolo, nel 1146 il castello viene acquisito dai Frangipane e il borgo divenne man mano sempre più efficiente, fortificato e dotato di una rocca, la Torre Frangipane, costruita con la selce della distrutta Appia Antica. Nel 1159, dopo essersi schierata con papa Alessandro III, Cisterna fu distrutta dall’imperatore Federico Barbarossa. I Frangipane ricostruirono Cisterna, ma la città fu distrutta una seconda volta nel 1328 dalle truppe di Ludovico il Bavaro e non fu più abitata per quasi due secoli, finchè, nel 1504, papa Giulio II della Rovere lo affidò ai Caetani, i veri fondatori della Cisterna che si conosce oggi: rimodernarono la rocca facendola divenire un castello, costruirono le chiese e il convento di S. Antonio e rimodernarono l’impianto dell’abitato. Quel che rimane delle architetture del Cinquecento, viene chiamata Cisterna Vecchia. I secoli successivi trascorsero tra i tentativi di bonifica del pontefice Pio VI, l’occupazione francese e il brigantaggio del XIX secolo. Con l’annessione al Regno d’Italia Cisterna mutò il suo nome in Cisterna di Roma, poiché prima della fondazione di Littoria ricadeva nella provincia della Capitale. Nel 1980 Buffalo Bill, che era a Roma col suo circo di cowboy, sfidò gli italiani a domare i cavalli americani. Il buttero cisternese Augusto Imperiali riuscì nell’impresa, entrando così nella leggenda. Nel 1944 Cisterna fu completamente distrutta dalla guerra. Dei monumenti visibili del passato rimangono solo una porzione del Palazzo Caetani, il convento-mulino di S.Antonio, la struttura della chiesa di S. Maria Assunta in Cielo e alcune case del centro storico.

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