CISTERNA DI LATINA

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Dati generali

Regione: Lazio; Provincia: Latina; Altitudine: 77 m s.l.m.; Superficie: 144,16 km²; Abitanti: 36.888; Densità: 255,88 ab./km²; Frazioni: Borgo Flora, Olmobello, Prato Cesarino, Le Castella, Doganella, Sant'Ilario-Castelverde, Isolabella; Comuni confinanti: Aprilia, Artena (RM), Cori, Latina, Norma, Sermoneta, Velletri (RM); Cod. postale: 04012; Prefisso: 06.
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Giardino di Ninfa - Monumento naturale

Il Giardino di Ninfa, dichiarato nel 2015 il Giardino più bello d'Italia, si trova in provincia di Latina tra i comuni di Norma e Sermoneta. Si tratta di un tipico giardino all'inglese di otto ettari che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d'irrigazioni oltre che dal fiume Ninfa. Nelle acque dell'alto corso del Ninfa vive la Trota macrostigma, localmente conosciuta anche con il nome di Trota di Ninfa. A partire dal 1976, intorno al giardino è nata un'oasi del WWF che mira alla protezione della fauna nel comprensorio di Ninfa: è stato realizzato un impianto boschivo ed un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione dell'avifauna ed allo stesso tempo si è cercato di ricreare, su un'area di quindici ettari, la vegetazione tipica della zona, ossia quella prettamente paludosa, già esistente fino agli anni trenta, prima che la zona pontina venisse del tutto bonificata. L'area si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie percorse da uccelli che, provenienti dai paesi africani, si trasferiscono in varie aree dell'Europa. L’accesso al giardino è regolato da strette norme per preservare la bellezza del luogo. La visita è possibile solo in gruppo e con la guida e non è possibile soffermarsi nel giardino al termine del tour che dura circa un’ora.
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Palazzo Caetani

Costruito dal duca Bonifacio Caetani nel 1560 intorno alla rocca dei Frangipane, il Palazzo sorge all’estremità e nel punto più elevato dell’antico borgo per il quale costituiva un confine difensivo nonché l’ingresso attraverso l’arco detto “Porta Agrippina”. Mutilata nel 1944 dai bombardamenti bellici, della lunga e massiccia costruzione ne rimane l’esatta metà. Quasi certamente opera dell’architetto Francesco da Volterra, Palazzo Caetani è un esempio del “sintetismo” cinquecentesco improntato su forme essenziali: pochi elementi decorativi, accostamento del mattone con il travertino, ampia corte quadrata con arcate sottolineate da semplici fasce e con i piani soprastanti scanditi orizzontalmente da fasce marcapiano e con piatte e sottili cornici che arricchiscono la superficie muraria. Palazzo Caetani oggi ospita la biblioteca comunale, la pinacoteca, la galleria d’arte La Mimosa ed è sede di attività e manifestazioni artistiche e culturali.
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La Bella Ninfa o Fontana Biondi

Realizzata dallo scultore Ernesto Biondi tra il 1885 ed il 1890, la “Bella Ninfa”, molto probabilmente la Dea Feronia che con il braccio destro innalza un ramoscello d’ulivo, è il simbolo della vittoria della bonifica sulla palude e quindi sulla malaria, rappresentata da una figura demoniaca incatenata e distesa sotto i piedi della dea. L'opera, un esempio di "realismo borghese" dell'Ottocento, risentì duramente dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale durante la quale la statua della dea Feronia venne decapita ma presto restaurata ed intorno alla fontana fu creato un giardino.
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La Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo

La Chiesa di S. Maria Assunta originariamente si trovava nel cuore del borgo antico e nel 1582 divenne Collegiata per la fusione con la chiesa di S.Paolo di Ninfa, città ormai abbandonata. Nel 1793, Francesco Caetani avviò la costruzione di una nuova cattedrale nell'odierna Piazza 19 Marzo. I bombardamenti bellici la distrussero quasi completamente ma presto fu ricostruita con lo stesso impianto a 3 navate però priva dei numerosi stucchi e affreschi precedenti. La porta in bronzo, opera dello scultore e ceramista Angelo Biancini è stata modellata a Faenza e realizzata nel 1981 in fonderie di Verona. I due fascioni di ceramica in bassorilievo rappresentano gli eventi di Cisterna: esodo dalle grotte, battaglie e trasmigrazioni, S.Michele Arcangelo vincitore sul peccato, il patrono San Rocco vincitore sulla peste. Attribuita alla scuola del Canova la statua di San Rocco, invocato ed eletto patrono durante la peste del 1837, scolpita da Fabio Provinciali "in abito leggero di pellegrino" e nel 1845 collocata dai cisternesi in una cappella della Collegiata dove ancora oggi si può ammirare.
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Il Buttero

L'opera è la riproduzione in bronzo della scultura in gesso realizzata da Duilio Cambellotti tra il 1918 e il 1919 (Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma), donata dalla Regione Lazio alla comunità di Cisterna, "città dei Butteri".
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Tres Tabernae

E' quasi certa la diretta discendenza di Cisterna dal fiorente abitato sorto intorno alla stazione di posta che prese il nome di 3 tabernae, o botteghe, site alla confluenza delle strade dei centri più interni (Ulubrae, Tiberia, Norba, Cora) con l'Appia, come testimoniato da Cicerone e S.Paolo (e forse proprio per questo eletta sede episcopale già nella prima età cristiana).
La prosperità e fama di Tres Tabernae, tuttavia fu scossa dai barbari prima e dai saraceni poi che nell'868 la rasero al suolo. Di qui l'abbandono verso un luogo più sicuro dove sorgerà Cisterna. Tra i molti reperti tornati alla luce sono da menzionare un'epigrafe funeraria della potente famiglia senatoriale Pinaria, coperture sepolcrali, un impianto termale, edifici con preziosi mosaici tra cui un artistico émblema figurato e vari monili.
L'area archeologica si trova lungo la via Appia al km. 58,100, dopo il bivio per Doganella di Ninfa (direzione Terracina).
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Grotte Caetani

La loro esatta origine non è facilmente identificabile: una leggenda vorrebbe che l'imperatore Nerone le utilizzasse per rifornire di acqua la sua imponente villa di Nettuno; meno leggendaria la possibilità, invece, che i Caetani utilizzassero le grotte come camminamenti nascosti tra le diverse proprietà e per garantirsi la fuga in caso di pericolo. E' storia, invece, la funzione di rifugio che ebbero per circa quattromila cisternesi i quali per 58 giorni trovarono riparo dai violenti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Dal chiostro di Palazzo Caetani, si accede ad una scalinata a spirale percorrendo la quale si raggiunge un primo ambiente seminterrato, forse anticamente una cantina, oggi sede dell'artistico presepe che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Continuando la discesa, si giunge ad un ampio corridoio centrale dal quale si diramano numerose gallerie che, raggiungendo i 15 metri circa di profondità, corrono sotto il borgo antico di Cisterna verso mete tuttora ignote. Ancora visibili sulla volta delle gallerie i colpi di scalpellino impressi nel "cappellaccio", un misto di tufo e pozzolana.
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I Butteri cisternesi

Il buttero, mandriano, cavaliere e domatore con cappello a cencio e mantello di saio, popolava la palude pontina e soprattutto Cisterna, definita per questo la "Patria dei Butteri". Famosa è la sconfitta subita a Roma dai cow-boys del celebre Buffalo Bill inflitta dai butteri cisternesi nella sfida dell’8 marzo 1890 quando Augusto Imperiali cavalcò un indomito puledro tenendo con la destra le redini e con la sinistra il cappello. I butteri erano anche degli ottimi selezionatori di cavalli: attraverso l'incrocio tra cavalle maremmane locali e stalloni inglesi ed arabi, crearono la cosiddetta "Razza di Cisterna", possente ed agile al tempo stesso, acquistata soprattutto dal Regio Esercito Italiano. La "merca" era l'appuntamento più atteso dai butteri: l'occasione per esibire al pubblico il proprio coraggio e la propria abilità. Entro una staccionata circolare, afferravano i torelli per le corna, li immobilizzavano con la corda e li rovesciavano a terra per la marchiatura a fuoco.
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Galleria d'arte La Mimosa

La Galleria d’Arte Contemporanea “La Mimosa” nasce nel Gennaio 2000 all’interno del suggestivo Palazzo Caetani, in Piazza 19 Marzo. Sita nella parte più antica della nobile dimora Caetani, si compone di cinque ambienti di oltre mq. 60 con possibilità espositiva di 30 – 40 opere di media grandezza. Su richiesta, è possibile ampliare lo spazio espositivo in ulteriori tre sale adiacenti ottenendo otto sale espositive per totali mq. 110 circa e oltre 70 opere di media grandezza esposte. Il Gruppo Artistico “La Mimosa” è stato fondato il 2 Luglio 1981 e riunisce vari artisti locali per la promozione delle arti pittoriche, scultoree e visive. Ha come scopo quello di organizzare e gestire mostre personali, collettive e scambi culturali.

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