CASTENASO

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Cenni storici

Terra ricchissima di testimonianze archeologiche di grande valore, Castenaso ricopre un ruolo di fondamentale importanza nel panorama storico emiliano-romagnolo e nazionale, culla di quella civiltà villanoviana che proprio in questa zona si è rivelata. Si tratta di una civiltà autoctona risalente all’Età del ferro, fiorita tra il IX e il VII secolo a.C. tra la Pianura Padana, il Tirreno e la valle del Tevere. Caratteristica fondamentale che la distingue è il culto dei morti: il rito prevalente era la cremazione dei defunti, le cui ceneri venivano poi raccolte in un’urna in bronzo di forma biconica. Le tracce del passato storico di Castenaso continuano poi delineando usanze romane, tra cui quella della centuriazione delle campagne, ossia la suddivisione del territorio rurale attraverso un sistema di linee ortogonali secondo un orientamento prestabilito. In tale modo si venivano a formare appezzamenti di terra di circa 50 ettari (le centurie), assegnati ai coloni. Le prime testimonianze scritte relative all’abitato risalgono invece al periodo altomedioevale, quando si trova menzionato quale Castro Castenacj o Castenasio o ancora Castenaxe. Dal Basso Medioevo fino ai primi anni del XIX secolo Castenaso è un piccolo centro agricolo costituito da ville padronali e dalle abitazioni dei mezzadri che curavano le proprietà terriere. E’ solo dalla fine dell’Ottocento che il paese comincia a vedere qualche segno di sviluppo economico e sociale: è il periodo della costituzione dello stemma, del Comune, delle prime associazioni a carattere culturale e sindacale e delle prime cooperative di lavoratori.

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