CASTEGNATO

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Storia

 
Storia

La storia

Il territorio appartenne almeno in parte al monastero di Santa Giulia, mentre la parte più a nord-est fece parte dei beni del monastero di Rodengo. Più tardi è probabile che il paese abbia fatto parte del Territorium Civitatis e perciò dipendente spiritualmente dalla Plebs urbana che si estendeva per un raggio di circa 10 km intorno alla città. Nel periodo medievale Castegnato fu dotata di castello. Si narra, infatti, che in contrada Torre ne esistesse uno, sia pur modesto, dal quale si ergeva una poderosa torre. È ignoto ancora a chi appartenesse, forse fu fatto costruire dal feudatario Beniamino da Manerba. Sotto Venezia dal 1426, Castegnato fece parte della quadra di Gussago e del quartiere di Rovato. Il console, affiancato da tre sindaci, convocava annualmente in un cortile i rappresentanti delle famiglie; in queste riunioni venivano anche scelti tre galeotti (marinai addetti alle "galere" veneziane), quattro guastatori e dodici fanti che erano messi a disposizione del Governo centrale. Nel 1610 Castegnato contava 600 abitanti e il comune faceva fronte agli impegni economici con le imposte dei suoi tre mulini. Le prime scuole sorsero intorno al 1650 e in seguito fu aperto un collegio femminile presso il convento. Sotto la dominazione napoleonica Castegnato era considerato frazione d’Ospitaletto. Quest’unione ebbe termine nel 1816 allorché il governo austriaco instaurò una nuova organizzazione comunale. Quest'ultima dominazione terminò all’alba del 14 giugno 1859 quando gli eserciti di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III entrarono in paese. Toccò al sig. Lorenzo Panzerini l’onore di offrire il proprio palazzo al Quartier Generale del monarca sardo. Ne rimangono tangibili tracce nell'attuale dimora dei signori De Leone, in località Case. Secondo la prima deriverebbe da un bosco di castagni che si trovava a sud dell’abitato. Nella seconda ipotesi deriverebbe dal gentilizio latino Castinus donde sarebbe poi derivato Castinea e infine Castegnato. (Fonte Wikipedia)

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