CASARSA DELLA DELIZIA

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Il Duomo di San Giovanni

Di linee neo-gotiche, venne progettato dall’Architetto Rupolo verso la fine dell’800 e successivamente realizzato tra il 1894 e il 1904. Di dimensioni imponenti, è affiancato da uno slanciato campanile, alto ben 56 metri. La facciata, tripartita in lesene, presenta un suggestivo rosone e un artistico portone d’ingresso. L’interno è pure ripartito in tre navate, le quali custodiscono un prezioso patrimonio di opere d’arte del primo Novecento. L’Altare dell'Immacolata è opera di D. Rupolo, l'abside venne abbellita dall’ingegno di Tiburzio Donadon, mentre l'Altare di S.Giovanni Battista fu realizzato da Policronio Carletti. Nel Duomo sono pure custodite una cinquecentesca pala di Pomponio Amalteo raffigurante la Decollazione di S.Giovanni Battista e una Crocifissione (1560-1639), probabile opera di Baldassar D'Anna.
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Chiesetta di Sant’Antonio Abate

Sorge nell’unica piazzetta di Versutta. Di modeste dimensioni, è tuttavia un monumento fondamentale per comprendere l’architettura e l’arte friulana. La statua del Santo a cui la Chiesa è intitolata si trova in una nicchia della facciata, ed è opera cinquecentesca di Carlo Carona. L’interno presenta numerosi affreschi, realizzati da Tommaso da Modena (1370-80), dalla scuola bolognese, da artisti ignoti e da Giampietro di San Vito (sua la Madonna con Bambino e San Rocco, 1500 circa). Questa chiesa e i luoghi che la circondano furono immortalati nella raccolta di poesie in dialetto friulano “Poesie a Casarsa”, opera di Pier Paolo Pasolini. A Versutta si trovano inoltre le pittoresche Chiese dedicate a S. Floreano (con dipinti di scuole varie del XVI e del XVII secolo, nonché lavori del Bellunello), a Sant’Urbano e a Santa Margherita.
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Chiesa di Santa Croce

L’antica Parrocchiale è considerata il “cuore” di Casarsa e della sua comunità, nonché uno dei principali monumenti. Risalente al XV secolo, venne in parte distrutta dai bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale. In particolare ne uscì danneggiata la volta, affrescata dal Pordenone, della quale sono rimaste solo alcune fotografie. Il coro venne invece affrescato da Pomponio Amalteo, così come le pareti, risalenti al 1536, che rappresentano la storia della Santa Croce. Di Pomponio Amalteo sono pure i ritratti della Vergine con Bambino e i Santi Valentino e Luigi, collocati nella navata sinistra. Una curiosità: la chiesa conserva la cosiddetta “lapide dei Turcs”, che un tempo era collocata nella Chiesetta delle Grazie. Essa ricorda il passaggio dei Turchi nelle vicinanze di Casarsa (1499), la quale ne uscì miracolosamente indenne. A fianco del tempio sorge l’attuale Biblioteca Civica, edificata nel ‘900 e un tempo destinata a Canonica.
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Loggia Comunale

Simbolo della comunità di San Giovanni, sorge a fianco del Duomo. Antica sede dell'Amministrazione comunale (fino al 1847, anno in cui il paese venne unificato a Casarsa), è originaria del XIV secolo. Sotto le tre arcate si valutavano le decisioni più importanti per i sangiovannesi, fin dai tempi più antichi. Lo stesso Pasolini scelse questo luogo per affiggere i suoi primi manifesti murali (1949).
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Dati generali

Provincia: Pordenone Superficie comunale: Kmq. 20,41 Altitudine: mt 44 slm Prefisso telefonico: 0434 C.A.P.: 33072 (33070 San Giovanni) Popolazione: 8.221 abitanti (aggiornato al 31/05/2004) Confini: S. Vito al Tagliamento, Fiume Veneto, Zoppola, Arzene, Valvasone. Centri abitati: San Giovanni, Sile, Versutta, S. Floreano.
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Itinerario Pasoliniano

Susanna Colussi, madre di Pier Paolo Pasolini, era natìa di Casarsa, paese nel quale visse durante il secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra. Qui Pasolini cominciò la propria carriera di intellettuale, dando vita al progetto dell’Academiuta di Lenga Furlana, centro in cui si originò la rinascita della letteratura friulana. Nel 1942 cominciarono le sue produzioni poetiche, tra le quali le famose Poesie a Casarsa. Dalla casa materna comincia un itinerario storico-culturale nei luoghi maggiormente significativi della vita di Pasolini nel nostro Paese, oltre a quelli già segnalati. La casa materna (Via Guidalberto Pasolini), fu la prima sede dell'Academiuta di Lenga Furlana. Attualmente, nei suoi locali, ospita il Centro Studi Pier Paolo Pasolini; in essa sono conservati gli originali delle poesie, le opere letterarie, l'epistolario e le opere figurative. Via Menotti. E’ conosciuta come la “via dei Colùs” in quanto sulla strada vi sono numerosi portoni, tutti riportanti lo stemma in pietra dei Colussi (una ruota di carro a testimoniare le origini agricole, e la data romana MDCV); Il “Ciasèl” di Versutta. In questo casello, non lontano dalle acque fresche della roggia Versa, il Poeta si ritrovava con i propri allievi. Sempre a Versutta, nella piazza in cui sorge la Chiesetta di Sant’Antonio, si trova la famosa “fontana d'aga”; Chiesa di Santa Croce. Custodisce la lapide dalla quale Pier Paolo Pasolini prese spunto per comporre “I Turcs tal Friùl”, famoso atto teatrale composto in dialetto locale. Cimitero di Casarsa: sul lato sinistro dell’ingresso si trova la tomba di Pasolini: una semplice stele di marmo con l'iscrizione “Pier Paolo Pasolini (1922- 1975)” e alle sue spalle una pianta di alloro.

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