CARPANETO PIACENTINO

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Fortilizio di Magnano

Nel territorio del Comune di Carpaneto Piacentino sorsero in passato numerosi castelli, testimoni della storia locale. Certamente il più suggestivo e originale è il Fortilizio di Magnano, che sorge in una posizione particolare, sull’accidentata sommità di una collina che ne ha condizionato la struttura: un trapezio irregolare. Il corpo di fabbrica è composto da tre massicci paramenti in sasso, con inserti in laterizio, orlati di solida merlatura guelfa e muniti di due torri: una quadrata verso occidente e l’altra circolare a meridione. La costruzione si differenzia notevolmente dagli altri castelli piacentini sia per l’insolita geometria di pianta che per l’inconsueta esemplarità costruttiva.
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Chiesa dei Santi Fermo e Rustico

La chiesa parrocchiale di Carpaneto è un edificio di culto dedicato ai santi Fermo e Rustico, patroni della città, a ricordo del loro martirio avvenuto a Verona il 9 agosto 304. Della presenza della pieve a Carpaneto si ha già notizia intorno all'anno Mille da antiche pergamene longobarde in cui si parla della chiesa di San Fermo e che sono custodite negli archivi del Duomo di Piacenza. Al XV secolo questo periodo risalgono alcuni degli affreschi conservati tuttora al suo interno, mentre altri, in particolare quelli della cappella della Madonna del Rosario, appartengono al XVIII secolo. Tra il 1911 e il 1913 è stata costruita la nuova torre campanaria a fianco della facciata della chiesa e dotata di un concerto campanario di cinque campane, in Fa maggiore; il campanile vecchio non venne demolito, ma adibito a sagrestia. Nel 1950 si è reso necessario allungare di un'arcata il tempio con il rifacimento della facciata per andare a formare un corpo unico con la nuova torre. Ulteriori modifiche e restauri vennero infine realizzati a cadenza decennale a partire dagli anni '50. La lunetta sopra il portone centrale è decorata da una terracotta dello scultore locale Rinello Brusi raffigurante san Fermo e i simboli a lui tradizionalmente legati (l'elmo e la spada per il suo essere un soldato romano e la palma per la sua morte da martire). Il rosone centrale, diviso in otto spicchi, rappresenta il giorno veniente con al centro l’'agnello seduto vincitore con il libro dai sette sigilli. Nelle due finestre al di sopra delle porte laterali sono raffigurati i santi Fermo e Pietro. Le volte della navata centrale presentano un ciclo di affreschi dedicati ai santi Fermo e Rustico risalenti alla fine del '500/inizio del '600. Gli affreschi ritraggono: San Fermo che dona pane ai poveri, San Fermo che illustra il Vangelo, Fermo e Rustico che rifiutano di abiurare la religione cristiana di fronte all'imperatore Massimiano, i due santi in carcere, una tavola imbandita dagli angeli e l'ultima, la fallita decapitazione, seguita dal fallito rogo ed infine dalla decapitazione dei due martiri.
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Travazzano

Sulle colline della Val Chero si incontra Travazzano. Comunello dal 1806 al 1812, grazie al suo fortilizio denominato Trabacianum, nel XI secolo fu rifugio per i nobili fuorusciti dalla città. Il castello conserva due torri, una quadrata e l’altra circolare, delle quattro originarie poste ai vertici della struttura rettangolare.
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Badagnano

A Badagnano è situata la stazione numero due del parco regionale del Piacenziano. La peculiarità della Riserva Naturale Geologica del Piacenziano, che la rende unica nel panorama delle aree protette regionali, è di essere istituita a tutela degli affioramenti di rocce sedimentarie.
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Maniero di Zena

A qualche chilometro da Carpaneto si innalza il Maniero di Zena, oggetto di un attento e rigoroso restauro che ha messo in luce pregevoli affreschi e sovraporte. Nel salone d’onore si trova un grande camino sormontato dallo stemma gentilizio in affresco di Casa Farnese.
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Castello di Cerreto

A poca distanza dal Maniero di Zena si erge il Castello di Cerreto. I primi documenti risalenti al 1385 indicano Oberto Landi, di provata fede ghibellina, quale unico proprietario del Castello. Nel 1736 la Camera Ducale assegnò il feudo al gen. Gian Angelo Gazzola, ambasciatore di Casa Farnese in Inghilterra. In seguito al matrimonio della contessa Antonia Giacometti con il conte Guido Gazzola avvenuto nel 1837 la proprietà del feudo venne unificata. L’edificio conserva quasi intatte le sue originarie strutture castrensi articolate su una planimetria rettangolare e rinforzate su tre lati da torri angolari quadrate e dal torrione d’ingresso, nel quale sono ancora evidenti gli incastri delle catene del ponte levatoio.
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Monumento ai caduti

Arrivando in paese in Via Vittoria si può ammirare il Monumento ai Caduti in guerra. Carpaneto è stato uno dei primi comuni a realizzare il monumento, dopo la prima guerra mondiale; la progettazione dello stesso, con il contributo del Re Vittorio Emanuele III, fu affidata all’architetto prof. Ottorino Romagnosi. Il monumento venne inaugurato il 18 settembre 1921 alla presenza del Ministro delle Terre Liberate – Giovanni Rainieri. Fra gli altri monumenti il Monumento ai Caduti della frazione Ciriano è stato il primo della provincia dedicato ai Caduti della prima guerra mondiale. Costruito per iniziativa dell’allora Parroco Don Giovanni Moruzzi, la sua inaugurazione avvenne nel giugno del 1919. Fu costruito nel centro del paese e quando si rese necessario allargare la strada provinciale ed abbattere alcune case, il monumento fu spostato in fondo al piazzale smontandolo pezzo a pezzo e rimontandolo com’era in origine. Nella frazione Chero il monumento ai caduti fu costruito nel 1985 per iniziativa degli abitanti. A guidare il comitato fu Don Ferdinando Gobbi, allora parroco della frazione.
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Dati generali

Altitudine: 114 m s.l.m. Superficie: 63,08 km² Abitanti: 7.715 (a dicembre 2015) Cod. postale: 29013 Prefisso: 0523 Frazioni: Badagnano, Celleri, Chero, Cimafava, Ciriano, Magnano, Montanaro, Rezzano, Travazzano, Zena Comuni confinanti: Cadeo, Castell'Arquato, Fiorenzuola d'Arda, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda, Pontenure, San Giorgio Piacentino Nome abitanti: Carpanetesi Patrono: santi Fermo e Rustico Giorno festivo: 9 agosto

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