CARATE BRIANZA

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Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

L’edificio rappresenta uno dei principali monumenti nazionali della Lombardia. Costruito con materiale povero (pietre e ciotoli) in stile protoromanico, la chiesa si caratterizza per una facciata a capanna, composta da ciotoli disposti a spina di pesce, tre portali, una finestrella a croce e due monofore. La parte posteriore è composita e termina con tre eleganti absidi. Il campanile fu aggiunto nel XIX secolo. Staccato dalla chiesa ma coevo, sorge il Battistero, con pianta assai rara a nove lati: ognuno di essi presenta all’esterno una monofora e una raffinata decorazione di archetti pensili e piccole nicchie. Dalle armoniose linee architettoniche, questa struttura custodisce al suo interno l’originario fonte battesimale a immersione, su cui si intravedono alcuni frammenti di affreschi coevi e altri successivi. L’interno della chiesa è suddiviso in tre navate, ricoperte da travature lignee a vista e separate da due serie di arcate su colonne di pietra, composte da materiali di recupero, fra cui un miliario romano proveniente dalla via che conduceva da Milano a Como, insieme a tre epigrafi. Del patrimonio artistico dell’antica chiesa si conservano solo alcuni resti di un ciclo di affreschi databile al X secolo. Attraverso un’ampia scalinata si accede al presbiterio rialzato. Al suo fianco si trovano le aperture che conducono alla cripta sottostante, con volte a crociera, sorrette a loro volta da otto colonnine.
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Chiesa Prepositurale dei Santi Ambrogio e Simpliciano

Carate disponeva originariamente di due parrocchie: quella di Sant’Ambrogio, antico edificio romanico a tre navate, e quella di San Simpliciano. Nel Cinquecento, per ordine di San Carlo Borromeo, San Simpliciano venne abbandonata e presso la vecchia chiesa di Sant’Ambrogio fu istituita la Parrocchia dei SS. Ambrogio e Simpliciano. Sul finire del XVIII secolo, fu decisa la sua demolizione per costruirne un’altra più grande nel medesimo luogo. Il progetto, affidato a Gaetano Faroni, fu realizzato con estrema lentezza: l’interno venne disegnato nel 1805 da Simone Cantoni; la scalinata è opera di Giacomo Muraglia (1838), mentre la facciata è di Carlo Colombo (1880). Il campanile, benché rimaneggiato e ristrutturato per ospitare più campane, è in parte riconducibile alla precedente chiesa.
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Chiesa-Santuario della Madonna di San Bernardo

Questo luogo di culto fu ricostruito sul finire del XIX secolo, sulle fondamenta dell’antico oratorio risalente al XVI secolo. Di esso si sono conservati il campanile, l’affresco della Beata Vergine col Bambino della scuola del Borgognone, e l’architrave della porta in pietra molera, su cui è incisa la dedica dell’ampliamento pagato dalla comunità caratese nel 1589. Villa Cusani-Confalonieri Nata come castello difensivo per difendere il borgo dalle possibili invasioni barbariche, appartenne in seguito alla nobile famiglia dei Confalonieri, la quale, perso il potere feudale nella zona, riuscì a riottenerne la proprietà nel Cinquecento. Essa passò, quindi, nelle mani dei Cusani, ramo dei Confalonieri, nel XVIII secolo, aggiungendo anche questo nome a fianco di quello dei primi proprietari. Estintasi pure quest’ultima proprietà, la villa è stata acquistata dall’Amministrazione comunale. Dell’impianto originario a pianta quadrilatera con corte centrale porticata (tipica delle rocche viscontee), si sono conservati il mastio, le fondamenta e alcuni elementi particolari. Tra il XVI e il XVII secolo, il castello, venute meno le esigenze difensive, fu, infatti, trasformato in villa dai Confalonieri, i quali demolirono tre lati del quadrilatero e rimaneggiarono il quarto. Ulteriori interventi furono realizzati nel XX secolo. La villa è circondata da un ampio Parco all’inglese, costruito tra Sette e Ottocento (eccetto il giardino all’italiana risalente al Seicento), in cui troviamo l’Oratorio di Santa Maria Maddalena, conosciuto oggi come il “Giesòlo”, che in passato svolgeva la funzione di cappella per i nobili che abitavano la villa. Forse eretto nel XIV secolo, sotto l’influenza viscontea, l’oratorio si compone di due parti, suddivise da un arco trionfale a sesto acuto: una parte rettangolare ad aula unica con volte a crociera, e l’altra quadrata sopraelevata, dietro la quale sorge la sagrestia. La facciata, a capanna, è decorata con un rosone finemente lavorato. All’interno del Parco sorge anche la Torretta di avvistamento, a pianta quadrata, probabilmente facente parte delle mura di cinta. Secondo una leggenda, questa torretta era simile a un’altra piccola torre al di là del Lambro e a cui il castello sarebbe stato collegato attraverso un passaggio segreto.
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Villa Confalonieri

Questa villa fu costruita poco dopo il 1770 per volontà del Conte Eugenio Confalonieri, molto probabilmente assieme ai giardini. A seguito di un periodo di abbandono alla metà dell’Ottocento, la struttura venne adibita a sede estiva dei seminaristi pavesi e, in seguito, delle educande dell’Opera Pia Collegio della Guastalla. A partire dal 1892, ospitò la Casa di Salute Femminile, di cui l’attuale clinica è la continuazione. Nonostante le modifiche e gli ampliamenti subiti nel corso del tempo, si è conservata la parte originaria con pianta a U, rivolta a nord-est. Edificata secondo canoni barocchetti, all’epoca veniva, tuttavia, classificata come già appartenente all’ambito neoclassico.
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Villa Beldosso

Eretta agli inizi del ‘500 come villa residenziale, è possibile affermare che non sia sorta sulle rovine di un preesistente castello. L’impronta architettonica originaria è stata compromessa da successivi rimaneggiamenti, tra cui quello realizzato nel XIX secolo che conferì alla struttura uno stile neobarocco. Presenta una forma a L, composta da un’ala per il nucleo padronale (dotato di ampio scalone esterno con doppia rampa) e l’altra per quello di servizio. A quest’ultima si collega l’Oratorio di gusto neoclassico a rotonda centrale. Un vasto parco dalle splendide vedute panoramiche circonda la villa.
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Villa Tagliabue-Buttafava-Rossi

Edificata nel XVIII secolo, rappresenta una tipica costruzione barocchetta lombarda, con corpo centrale più alto di un piano. Sebbene abbia un lato e la facciata della cappella rivolti su Via San Giuseppe, l’edificio si caratterizza non come palazzo, ma come villa, con ingresso dal giardino, su cui si affaccia il prospetto principale, con portico. Villa Stanga-Borromeo Arese Collocato nella frazione di Costa Lambro, la data di costruzione di questo edificio rimane incerta. Sebbene sia stato profondamente ristrutturato nell’Ottocento in stile neoclassico dall’architetto Besia e, successivamente, in stile neo-rococò, è sicuramente di origini anteriori. I primi proprietari furono i Calderara, poi i Ciani, gli Stanga e, infine, i Borromeo Arese. Il complesso dalle linee architettoniche armoniose ed eleganti, è composto da un edificio padronale a forma di parallelepipedo con annesso edificio di servizio e da un ampio giardino all’italiana, preceduto da un grande viale prospettico.
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Villa Rovella

La villa, situata nella frazione di Agliate, risale ai primi decenni del XIX secolo. Eretta per la contessa Luigia Confalonieri, figlia di Pietro Verri, il progetto fu affidato a Giacomo Muraglia, che restituì una struttura in stile neoclassico con la parte centrale dei due lati più lunghi leggermente sporgente e decorata con lesene che sovrastano il timpano. Del complesso fanno parte anche l’Oratorio, attribuito al Moraglia, di forma cubica sormontata da un basso cilindro su cui è impostata un’emisfera, e il parco all’inglese fruibile da ogni parte della villa. Tra le altre ville, in particolare concentrate nella zona di Riverio, segnaliamo Villa Amman-De Bortoli, Villa Lovati, Villa La Prevostura e Villa Bolgeri-Orlanda. Alcune di esse sono ancora in condizioni di buona conservazione, altre invece hanno subito profonde ristrutturazioni in tempi recenti.
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Statua di Sant’Anatalone

Realizzata nel 1604 in memoria del primo vescovo di Milano, fu eretta sul basamento in granito di una croce stazionale del XVI secolo. La statua è posta su una stele della medesima pietra di gusto barocco. Venne collocata nella piazza dopo il 1722.

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