CAMPOSANTO

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Dati Generali

Provincia: Modena Superficie: Kmq. 22,7 Altitudine: mt 21 slm Prefisso telefonico: 0535 C.A.P.: 41031 Popolazione: 3.201 abitanti (aggiornato al 31/12/2015) Frazioni: Bosco, Bottegone, Cabianca, Cadecoppi, Ghirone, Gorzano, Passo, Passovecchio, Sant'Anna, Tre Case Comuni confinanti: Bomporto, Crevalcore (BO), Finale Emilia, Medolla, Ravarino, San Felice sul Panaro, San Prospero Nome abitanti: camposantesi Patrono: San Nicola di Bari Giorno festivo: 6 dicembre
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Da Piazza Gramsci alla località di Gorzano

Nel centro del paese sorge la chiesa parrocchiale dedicata a San Nicolò Vescovo, presumibilmente eretta nella prima metà del secolo XV, elevata a Pieve nel 1629, matrice delle attuali chiese di Stuffione e Solara. La facciata, riveduta nel 1850-1, è affiancata dal campanile, risalente al 1741, che inalbera una bella cuspide a “cipolla”, costruita nel 1825 dall'architetto Alessandro Rossi e completamente ricostruita nel primo dopoguerra. L'interno della chiesa conserva due imponenti altari in stucco, di stile Rococò, eretti negli anni mediani del XVIII secolo dal bolognese Giambattista Camporesi, a cui è attribuita anche la plasticazione nella parete absidale. All'interno del vano ecclesiale si segnalano anche la cinquecentesca vasca battesimale in marmo rosso; l'organo pneumatico del Traer del 1748; una Via Crucis datata 1776; un magnifico paliotto in scagliola policroma attribuito al carpigiano Marco Mazelli (Carpi 1640 – Ravenna 1713); la pala secentesca di scuola bolognese rappresentante la Madonna della Ghiara affiancata dai santi Nicolò e Rocco; l'imponente volto in gesso realizzato nel 1714 da Silvestro Campiotti e Matteo Zeneroli. Le decorazioni murali, i dipinti a soffitto e le grandi pale su tela che oggi adornano gli altari minori, risalenti ai primi del '900, sono opera del camposantese Vittorio Neri. Risalendo Piazza Gramsci, delimitata da edifici del primo novecento, e proseguendo nella strada di sott'argine, si incontrano alcune interessanti emergenze architettoniche, tra le quali il settecentesco palazzo Cortesi che ospitò l'omonimo vescovo modenese, un'antica residenza padronale di stile neoclassico e l'ottocentesca villa Bergamini, abbellita da una torretta romanica. Imboccando via Galeazza si incontra l'imponente complesso denominato La Corte, palazzetto padronale preannunciato da una torre di inusitata altezza. L'edificio, attribuibile nelle forme attuali ai secoli XVII-XVIII, abbinava lo stile di vita agreste, che caratterizzava i soggiorni estivi del nobile signore, ad un uso pratico, al quale parte della struttura fu adibita. Oltrepassato il rione di Passo - S. Anna, in prossimità dell'argine, si raggiunge l'oratorio dedicato al culto di S. Anna, fondato dalla marchesa Donna Caterina Forni nella prima metà del XVII secolo. Un altro oratorio, di un secolo posteriore e dedicato allo sposalizio della B. V. Maria, sorge in località Gorzano, antico luogo di sosta e ristoro sulla strada che da tempo immemorabile conduce da Modena a S. Felice. Caratteristiche di questo edificio sacro sono l'elegante portico e il piccolo campanile.
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Da Piazza Gramsci alla località di Cadecoppi

Ritornando in Piazza Gramsci e proseguendo in direzione di Finale Emilia, si giunge a Passovecchio, un piccolo gruppo di case, collegate all'argine dai caratteristici rattini e raccolte attorno a un tempietto a forma poligonale dedicato alla B.V. di Lourdes, risalente ai primi del novecento. Proseguendo, si incontra un secondo agglomerato abitativo che va sotto il nome di Ghirone. È possibile che la località tragga il nome dalla voce gergale ghiroun (oggetto dai contorni incerti), per la presenza di appezzamenti di terreno di forma irregolare. La località di Cadecoppi è ormai identificabile quasi unicamente nella chiesa solitaria, di impianto cinquecentesco che conserva una pregevolissima pala d'altare di Adeodato Malatesta (XIX secolo) raffigurante il titolare S. Girolamo e un'importante reliquia di S. Fedele martire. Uno degli altari minori presenta un'icona raffigurante la torre medievale, un tempo svettante in riva al fiume, eretta per motivi di guardia e difesa della navigazione, che da tempo immemorabile è caduta e inghiottita dal letto del fiume. Estremità orientale del territorio comunale è la località Cabianca, che segna il confine col territorio soggetto a Finale Emilia. Riduzione del testo del Sig. Gianfranco Marchesi operata dalla Bibliotecaria.

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