CALUSO

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Dati statistici

Provincia: Torino; Distanza da Torino: 34 km; Superficie comunale: Kmq. 39,53; Altitudine: mt 303 slm; Prefisso telefonico: 011; C.A.P.: 10014; Popolazione: 7.586 abit. (aggiornato a dicembre 2015); Comuni limitrofi: Chivasso, Mazzè, Candia Canavese, Barone Canavese, Orio Canavese, Foglizzo, Montanaro. Centri abitati: Arè, Carolina, Rodallo, Vallo.
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Il Castellazzo

Non si tratta di un vero e proprio castello, bensì di una fortificazione a scopo difensivo di carattere militare voluta da Guido di Biandrate nel 1224. Posta sul Colle di San Calocero (Monte Rotondo), garantiva la massima visione sullo spazio sottostante. Durante gli scontri tra sostenitori del Papato e dell’Imperatore, Caluso costituì una roccaforte difficilmente espugnabile per il vicino Giovanni II Paleologo di Monferrato. Soltanto nell’estate del 1349 la rocca venne messa sotto assedio. Fino al 1376, Caluso divenne feudo di Ottone di Brunswick, a cui Giovanni II l’aveva assegnato. Successivamente passò ai Valperga di Rivara e quindi all’esercito Spagnolo, il quale sancì la sua distruzione definitiva. Del Castellazzo non rimangono oggi che pochi ruderi.
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Convento

La struttura vide la luce nel XVII secolo, ma la leggenda vuole che già San Francesco d’Assisi volesse far edificare un Convento per i propri confratelli in zona. I lavori terminarono nel 1646, come ricordato dalla lapide posta nel chiostro del complesso. I frati diffusero tra la popolazione nuove tecniche di coltivazione e la frutticoltura; realizzarono inoltre il primo acquedotto calusiese. Durante il regime napoleonico il convento venne alienato. Acquistato dal Comune di Caluso nel 1832 venne destinato a convitto scolastico. Attualmente il complesso è sede di iniziative culturali e di alcune istituzioni comunali (Biblioteca, Museo della Memoria, Pinacoteca Civica).
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Chiesa di Santa Marta

Venne eretta tra il 1726 e il 1732 per volontà delle Confraternite del “Corpus Domini “ e dei Disciplinanti di Santa Marta. La prima è nota per le suggestive rappresentazioni della Via Crucis, che si tenevano sul far della notte nel borgo, tradizione che venne perpetuata fino al 1870. I Disciplinanti di Santa Marta (noti anche come confraternita dei “Contadini”) svolgevano invece importanti opere di alfabetizzazione e di insegnamento della dottrina ai giovani. La fusione tra i due ordini avvenne nel 1731: la nuova confraternita prese il nominativo di “Confraternita del Santissimo Corpo del Signore e del Santo Gonfalone di Santa Marta”. Al nuovo luogo di culto si sarebbe dovuto affiancare un campanile, che tuttavia non venne mai realizzato in virtù della vicinanza con quello della Parrocchiale. Per la nuova chiesa venne “riservata” una della campane della Parrocchiale, detta appunto “Campana di Santa Marta”.
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Parrocchiale della Madonna delle Grazie

I lavori di edificazione di questo importante tempio iniziarono il 25 aprile del 1522. Le spese iniziali vennero sostenute dalla popolazione e dal Municipio, senza l’appoggio della Curia e della nobiltà locale. I lavori proseguirono con grande difficoltà, a causa di alcune calamità naturali: tuttavia già nel 1534 si iniziarono a tenere alcune celebrazioni. L’intitolazione alla Madonna delle Grazie avvenne nel 1581 in seguito ad una nuova epidemia di peste. Le successive fasi della lavorazione furono la decorazione degli interni (1585), la costruzione della torre campanaria (1600), l’edificazione della sacrestia (1737), del coro (1768) e dell’altare maggiore (1770). Sempre nel XVIII secolo vennero sistemate le campane e installato l’orologio. La costruzione fu completata nel 1879 (357 anni dopo l’inizio dei lavori).

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