BUDRIO

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Cenni Storici

Budrio, il cui territorio si stende nella pianura ad est di Bologna, ha antiche origini umbre; testimonianze della civiltà Villanoviana risalgono ai secoli VIII -VII a.C. Rinvenimenti archeologici attestano l’avvicendarsi di popoli in questa zona (sepolcreti etruschi, reperti gallici, romani).La geometrica divisione dei campi (centuriazione agraria) e il tessuto urbano del centro storico, in cui le vie si intersecano ortogonalmente e gli assi centrale e settentrionale poggiano su un cardo e un decumanus della centuriazione, attestano un’ascendenza romana. Goti, Longobardi, Franchi, Ungheri passarono per queste terre. Si fa risalire alla Contessa Matilde di Canossa (ma non è documentata) la donazione di un vasto territorio che permise l’istituzione del Consorzio o Partecipanza di beni agrari, dati alla comunità di Budrio perchè li rendesse produttivi; fu soppresso nel 1931 con decreto reale. Nel corso dei secoli il castello di Budrio più volte attraversato da soldatesche e rovinato, fu riscostruito dal governatore di Bologna, per ordine del Cardinale Egidio Carillo Albornoz, sul finire del Trecento, assumendo la forma quadrata con i torrioni agli angoli, forma che nel secolo seguente sarebbe divenuta rettangolare, includendovi il borgo sorto ad est. Nel 1388 i budriesi ottennero la cittadinanza bolognese. Nel 1500, nonostante i guai dei primi decenni (saccheggio ad opera di Cesare Borgia, devastazioni, carestie e pestilenze), ci fu un rifiorire della vita economica (chiese ornate di stupende opere d’arte, edifici nel castello e nella campagna ne sono testimonianza), grazie alla ricchezza apportata dalla coltivazione, lavorazione e commercio della canapa. La comunità di Budrio si divise poi in due: Budrio Dentro (il centro) e Budrio Fuori (la campagna), ciascuna con compiti specifici, ma unite nelle questioni generali. Le Confraternite o Compagnie costruirono chiese e ospedali (la più antica fu la compagnia della Misericordia che nel 1410 eresse la Chiesa S.Agata e, poco più tardi, il relativo ospedale). Nel 1556 fu fondata a Budrio una delle prime Scuole Pubbliche del territorio bolognese. Il secolo XVII vide tristi avvenimenti: le discordie civili, la peste del 1630 e la carestia del 1648. Le lotte civili, iniziate alla fine del Cinquecento, si protrassero per tutto il secolo seguente: seguivano la fazione guelfa dei Pepoli bolognesi le famiglie dei Medosi e dei Benni; la fazione ghibellina dei Malvezzi, le famiglie Fracassati, Carnevali, Zaniboni. Alla fine del 1700 con l’amministrazione napoleonica, Budrio perde il suo “Monte di Pietà”, fondato nel 1531, e la partecipanza ha i suoi beni incorporati nel Municipio appena istituito. Con la Restaurazione, nel secolo XIX Budrio torna a far parte della Legazione di Bologna; sotto il governo pontificio, diventa sede di Governatorato, e il Papa Gregorio XVI le restituisce i beni della Partecipanza. Le idee di libertà e indipendenza della patria ebbero entusiasti seguaci a Budrio; nel 1848 i budriesi del “Battaglione Idice” al comando di Luigi Cocchi si distinguono in vari combattimenti per l’unità d’Italia; non pochi volontari budriesi vanno ad ingrossare le file dei garibaldini, mentre si afferma la singolare figura di Quirico Filopanti (Giuseppe Barilli), patriota, politico, amministratore civico, scienziato, docente universitario, segretario della Costituente nella Repubblica Romana del 1849. A Budrio, divenuta nel 1860 municipio del Regno d’Italia, sorgono le prime associazioni popolari (la Società operaia di Mutuo Soccorso nel 1861 e l’Associazione fra gli operai braccianti del Mandamento di Budrio o Cooperativa nel 1884 ed altre minori). Negli ultimi decenni dell’Ottocento il paese rinnova la sua edilizia: l’antica Torre della Guardia si trasforma nell’attuale Torre dell’Orologio (1871) e il nuovo Palazzo Comunale (1880) prende vita dall’antico Palazzo Benni, ristrutturati entrambi nello stile neo-gotico allora in voga. Di notevole interesse nel centro storico il Palazzo Boriani Dalla Noce, che ospita la Biblioteca Comunale e il Centro culturale polivalente; il Palazzo Gandolfi, il Palazzo Tubertini, il Palazzo Guidotti. Valore storico e artistico hanno le Chiese di San Lorenzo, di Sant’Agata, di Santa Maria del Borgo e di S.Domenico, ricche di pregevoli dipinti. Testi tratti da “Budrio Casa Nostra”, di Fedora Servetti Donati, edito a cura del Comune.

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