BUDRIO

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Dati Generali

Numero di abitanti: 18.412 (dicembre 2015) Altitudine: mt 25 slm Superficie: kmq 120,13 Distanza dal capoluogo di provincia: km 18 Frazioni: Armarolo, Bagnarola, Cazzano, Cento, Dugliolo, Mezzolara, Riccardina, Vedrana, Vigorso, Prunaro Comuni confinanti: Baricella, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Medicina, Minerbio, Molinella, Ozzano dell'Emilia Nome abitanti: budriesi Patrono: San Lorenzo Giorno festivo: 10 agosto
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Museo civico Archeologico e Paleoambientale Elsa Silvestri

Inaugurato nel 1982 con l’allestimento della sezione romana, alla quale si sono aggiunte le sezioni dedicate all’Età del Bronzo, all’Età del Ferro e la sezione paleoambientale con materiali che provengono da ricognizioni di superficie e scavi effettuati nel territorio di Budrio e Castenaso. Un grande plastico all'ingresso riproduce il territorio circostante la città, dalle pendici collinari a Maddalena di Cazzano, e un video spiega il millenario rapporto creatosi tra uomo e ambiente, attraverso gli insediamenti e le attività economiche nel periodo che va dal Paleolitico all’Alto Medioevo. Il 21 maggio 2011, il museo è stato intitolato alla Professoressa Elsa Silvestri, studiosa e ricercatrice nell’ambito della conservazione e valorizzazione del patrimonio ambientale, archeologico e paleoambientale, che lo aveva fortemente voluto e realizzato nel 1982.
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Museo dell'Ocarina

La storia del piccolo flauto in terracotta, che ha reso noto nel mondo il nome di Budrio, è raccontata in questo piccolo museo, unico al mondo, allestito negli spazi annessi all’Auditorium. Centinaia gli strumenti musicali e di lavoro, le fotografie, i dischi, gli spartiti e i documenti con alcuni esemplari delle prime ocarine, risalenti a metà Ottocento, realizzate manualmente e senza l’uso di stampi dall’inventore Giuseppe Donati; quelle di inizio Novecento realizzate da Cesare Vicinelli, considerato lo Stradivari dell’ocarina; gli strumenti decorati con fregi liberty e dotati di uno stantuffo metallico prodotti dal budriese-londinese Alberto Mezzetti, fabbricante di ocarine dal 1870 al 1912. E' presente anche materiale sulla storia dei gruppi ocarinistici locali, che dal 1865 hanno contribuito a diffondere la conoscenza dello strumento in tutto il mondo con i loro repertori e i concerti.
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Pinacoteca civica Domenico Inzaghi

Il capitano Domenico Inzaghi nel 1821 legò espressamente la sua ricca raccolta di dipinti e incisioni alla Partecipanza (antica istituzione agraria di origine medievale) e alla sua nuova sede annessa al Teatro Consorziale. La Partecipanza aveva rappresentato per secoli lo strumento di organizzazione del lavoro collettivo e dell’usufrutto dei beni agrari comuni, ma anche un vero e proprio organo di governo della comunità, fino all’epoca napoleonica, quando venne distinta dalla Municipalità. Al momento dello scioglimento, nel 1931, la raccolta Inzaghi e l’edificio passarono al Comune di Budrio. La Pinacoteca fu inaugurata nello stesso anno, allestita e curata da Antonio Certani. Nel 1988-1989 la collezione fu incrementata con i dipinti provenienti dall’Opera Pia Bianchi e dalla Fondazione Benni di Bologna. I dipinti esposti appartengono ad artisti come Vitale da Bologna, Dosso Dossi, Prospero Fontana (sec. XVI), Lavinia Fontana, ma anche di maestri meno noti, attivi in aree periferiche o nell’ambito di celebri capiscuola - come Cima da Conegliano, Francesco Francia, Dosso Dossi, Ludovico Carracci, il Guercino, Guido Reni – di cui riecheggiano lo stile .
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Museo dei Burattini

Le collezioni Perani e Menarini sono composte da oltre cento burattini della prima metà del ‘900 e da un ricchissimo materiale da baracca, bagaglio di lavoro dei burattinai bolognesi Amilcare Gabrielli, Arturo Veronesi e Umberto Malaguti. Si possono ammirare una ricca varietà di materiali scenici, oggettistica varia e un piccolo teatrino appartenuto a Umberto Malaguti, dove, su prenotazione e in particolari occasioni, si svolgono piccoli spettacoli e animazioni. Sono numerosi i burattini realizzati dai fratelli Emilio e Filippo Frabboni, attivi a Bologna nei primi decenni del ‘900. Nella Casina del Quattrocento (una delle rare abitazioni antiche del centro storico di Budrio) è espostala collezione di burattini, pupi, scenografie ed oggetti di scena raccolti dai coniugi Vittorio Zanella e Rita Pasqualini.

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