BRUGNERA

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Cenni Storici

Fino al 1200 Brugnera è zona boscosa, incolta, attraversata da vie di transito che collegano il Friuli al trevigiano e sulle quali transitano anche i pellegrini diretti ai grandi santuari dell’Europa Occidentale e Meridionale. La toponomastica testimonia questa “preistoria”, sia nel nome del capoluogo (da Prunaria, luogo con molti alberi di pruno) sia in quello di altre località del comune (Tamai, recinto in mezzo al bosco e Maron, dal celtico “marra”, palude, sono le due frazioni più grandi) mentre la devozione a San Giacomo testimonia il passaggio dei pellegrini. La frazione di San Cassiano, sede della pieve matrice, è l’insediamento più antico, l’unico risalente all’Alto Medioevo. Nel territorio soggetto alla pieve di San Cassiano l’evangelizzazione giunse da ovest, dal municipio romano di Opitergium (Oderzo), mentre altri territori (Tamai, Maron) furono raggiunti da quello di Concordia: da ciò deriva la divisione del comune tra le due diocesi di Concordia - Pordenone e Vittorio Veneto. L’altra grande via di traffico, il fiume Livenza, è all’origine, nei primi decenni del XIII secolo, della città di Brugnera. Fino a quel momento a Brugnera esiste solo una postazione militare, poco più che una torre, sulla riva destra del fiume, per controllare il traffico sulla via di Treviso. Con lo sviluppo della cosiddetta “via del Sale” anche i signori di Porcia, feudatari da cui dipende Brugnera, creano uno scalo commerciale sul Livenza per ricavare entrate dai traffici che si svolgono lungo quel percorso. Brugnera svolse questo ruolo fino all’inizio del XV secolo, quando i signori di Porcia erano in concorrenza con gli altri potentati locali, ciascuno fornito di una propria città-porto sul Livenza. Unificate le due rive sotto l’unica autorità di Venezia, e preso il commercio altre strade, Brugnera divenne borgo agricolo e tale rimase fino alla metà del XX secolo. Villa Varda, il più notevole complesso architettonico presente oggi nel territorio comunale, è il testimone di questa seconda fase della storia di Brugnera. Costruita intorno alla seconda metà del Quattrocento da una famiglia bergamasca, i Mazzoleni, passò per diverse mani, fino ai baroni Morpurgo, finanzieri e mercanti ebrei triestini che, nell’Ottocento, la ristrutturarono ridisegnando anche l’ampio parco. In tutti questi secoli Villa Varda fu il centro di una vasta tenuta agricola, prima di passare, alla morte dell’ultimo Morpurgo, alla curia vescovile. Attualmente è proprietà del comune di Brugnera e sede di iniziative culturali. La terza fase di Brugnera è quella industriale. Già l’Ottocento e il primo Novecento vedono sorgere alcune importanti personalità del mondo imprenditoriale, tra i quali Antonio Carpenè, chimico, che fondò la casa vinicola Carpenè-Malvolti e la scuola enologica di Conegliano, e soprattutto Antonio Zanussi, fondatore a Pordenone delle grande azienda che porta il suo nome. Ma fu nel secondo dopoguerra che Brugnera sviluppò decine di aziende nel settore della produzione mobiliera. Accanto ai mobilifici Dall’Agnese e Tomasella, pionieri attivi fin dagli anni ’40, sorsero nei decenni successivi decine di altre imprese, che hanno cambiato le caratteristiche di Brugnera, facendone la capitale di uno dei più attivi comparti industriali d’Italia nel settore del legno. L’istituzione della scuola del mobile, che, fondata nel 1974, ha oggi oltre 300 allievi, ha sancito l’importanza di Brugnera come centro dell’industria mobiliera.

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