BRUGNERA

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Villa Varda

Nella frazione di San Cassiano si trova il complesso più importante, dal punto di vista architettonico e ambientale, del comune di Brugnera: Villa Varda e il suo parco. Posta su un’ansa del Livenza, la sua denominazione (il toponimo è di origine gotica) indica l’esistenza di un posto di osservazione, probabilmente di origine militare. Le origini della villa non sono molto chiare, ma vengono fatte risalire alla seconda metà del Quattrocento, quando una famiglia nobile bergamasca, i Mazzoleni, acquistò molte terre in zona e vi costruì una residenza di campagna. Vi rimasero un paio di secoli completando la villa con la costruzione di una cappella. Morto alla fine del Seicento, senza eredi, il nobile Fabio Mazzoleni, la proprietà passò ad uno zio, il conte Ottavio Negri e da questo agli Amalteo di Oderzo. Dopo una serie di rapidi passaggi di proprietà, a metà Ottocento la villa fu infine acquistata da una famiglia di ebrei triestini, i Morpurgo De Nilma. Il nobile Marco, che acquistò la villa, la ristrutturò, dandole quell’aspetto ottocentesco che oggi la caratterizza. Egli aveva sposato una ereditiera egiziana, e questo giustifica la presenza nel salone d’ingresso, di affreschi con vedute di paesaggi con piramidi. La ristrutturazione della Villa comportò anche il riordino del parco. Così sistemato, e così come si presenta tutt’oggi, era ed è considerato uno dei migliori esempi del gusto dell’epoca, tanto che in una esposizione sui giardini italiani tenutasi a Palazzo Vecchio di Firenze nel 1931, quello di Villa Varda è presente con alcuni pannelli. La Cappella, di origini seicentesche, conserva le spoglie del suo fondatore, Fabio Mazzoleni. Ristrutturata dai Morpurgo su progetto dell’architetto Rupolo di Caneva, assunse caratteristiche neogotiche. Nel parco si trovano anche una Torre, costruita nel Novecento e utilizzata come ghiacciaia, e un piccolo mausoleo che raccoglie le spoglie dei Morpurgo. Una serie di edifici destinati alle attività agricole completa il complesso. Tra questi merita ricordare il “Canevon”, edificato, originariamente, per essere una cantina (da cui il nome). Costruito all’inizio dell’Ottocento (è assente da una mappa militare napoleonica del 1798 - 1805, mentre è presente nel catasto austriaco del 1830 - 50), fu successivamente destinato a stalla, con l’aggiunta di alcuni corpi. L’edificio è stato recentemente restaurato, riportandolo alle linee originarie e ripristinando l’annesso “giardino delle rose”. Lungo il viale d’accesso si può vedere anche l’edificio destinato alla essicatura dei bozzoli, attività che fu sviluppata anche nella tenuta dei Morpurgo a Varda. Del primo Novecento è anche la serra, nata per colture particolari ma utilizzata, stando alla documentazione fotografica, soprattutto come salotto all’aperto nella stagione estiva. Il successivo proprietario, Mario Morpurgo, morì senza eredi e col suo testamento donò la villa e la tenuta al Seminario Vescovile di Pordenone, per ringraziare così la Curia di averlo salvato dalla persecuzione nazi-fascista. Rimasto inabitato per mezzo secolo, mentre le pertinenze venivano utilizzate per attività agricole, l’edificio decadde rapidamente. Acquistata assieme al parco e restaurata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, oggi la villa è di proprietà del Comune di Brugnera, che ne sta proseguendo il recupero, avviandola a diventare un polo culturale per tutta l’area liventina, mentre il parco è meta di migliaia di visitatori.
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Parco di Villa Varda

ll parco di Villa Varda assunse l'attuale configurazione nella seconda metà dell'Ottocento, allorchè Carlo Marco Morpurgo acquistò la tenuta ed avviò gli interventi di ristrutturazione degli edifici e di sistemazione paesaggistica secondo gli stilemi del parco all'inglese. Elemento dominante del parco sono i viali di tigli che strutturano geometricamente l'intera area ed incorniciano i prati, facilitando gli usi agricoli. L'atmosfera romantica e pittoresca del luogo è esaltata soprattutto dalla presenza del fiume Livenza che forma una piccola insenatura, protetta da un isolotto, dove un tempo attraccavano le imbarcazioni per i collegamenti con Venezia. Il parco di Villa Varda presenta, inoltre, significativi elementi architettonici: una arciera, con soprastante terrazza e balaustra in pietra, la cappella restaurata all'inizio del secolo in forme neogotiche, il laghetto e la ghiacciaia alla quale venne sovrapposta nel 1932 una torre merlata. Un folto bosco, costituito prevalentemente da specie arboree autoctone, avvolge in un unico spazio connettivo i diversi elementi architettonici del parco. Purtroppo dell'impianto originario rimangono pochi esemplari; tra questi, di particolare importanza per rarità botanica e/o dimensione, si segnalano: - un enorme libocedro (Libocedrus decurrens) piantato di fronte alla villa. Questa specie, originaria delle montagne dell'Oregon e della California, venne introdotta in Europa nel 1853; pertanto quello di Villa Varda è sicuramente uno dei più vetusti esemplari italiani; - una sofora (Sophora japonica) posta sul parterre in riva al fiume. Di questa specie, introdotta in Europa nel 1747 e in Veneto nel 1812, è più nota e comune la varietà "pendula", caratterizzata da rami contorti e pendenti; - vari esemplari di fotina (Photinia serrulata) che costituiva un'autentica rarità nei giardini del secolo scorso, essendo stata introdotta in Europa nel 1802 e nel Veneto solamente nel 1842; - alcuni notevoli esemplari di ginepro della Virginia (Juniperus virginiana) e di pino nepalese (Pinus wallichiana) che sono la testimonianza degli esperimenti, condotti nella nostra regione già dall'inizio del secolo, di introdurre specie forestali esotiche. Il parco di Villa Varda è aperto al pubblico nei seguenti orari: - estivo: dalle ore 8.00 alle ore 20.00 - invernale: dalle ore 8.00 alle ore 16.00
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Chiesa di San Cassiano

La chiesa più antica di Brugnera è la pieve di San Cassiano, risalente all’Alto Medioevo. Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, le strutture originarie sono attualmente irriconoscibili. All’interno, sono stati recentemente messi in luce alcuni affreschi rinascimentali.
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Centro Storico

E’ ancora perfettamente leggibile la struttura urbana medievale del capoluogo, nonostante le demolizioni avvenute nell’ultimo secolo (in una foto dei primi del novecento è ancora visibile la torre che delimitava ad ovest la cinta muraria). La struttura urbana medievale ricalca quella delle altre città fluviali dei Livenza: all’esterno è circondata su due lati dal fiume, su altri due da un canale artificiale, mentre all’interno due vie la attraversano longitudinalmente. Lungo la principale di queste due vie si notano ancora edifici di origine medievale dotati di portici. Allo sbocco delle due vie, verso Sud-Ovest, la piazza attorno alla quale si trovano gli edifici pubblici: la chiesa e la loggia. Al capo opposto, il palazzo dei Porcia, la cui asimmetria denuncia i diversi interventi succedutisi nei secoli. Fuori delle mura, l’ex chiesa parrocchiale (quella all’interno era una specie di cappella gentilizia dei Porcia) dedicata a San Giacomo, con resti di affreschi quattrocenteschi. A Tamai resta una parte dell’antica chiesa di Santa Margherita, la cui intitolazione denuncia l’esistenza di un culto antichissimo. Legato all’esistenza di sorgenti o di fiumi di risorgiva, il culto di S. Margherita, favorevole alla fertilità, si insedia spesso, nella tarda antichità o nell’alto medioevo, sul luogo di precedenti santuari pagani.
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Dati generali

Altitudine: 16 m s.l.m. Superficie: 29,12 kmq Abitanti: 9.315 (dato Marzo 2016) Frazioni: Maron, San Cassiano di Livenza, Tamai Comuni confinanti: Fontanafredda, Gaiarine (TV), Porcia, Portobuffolè (TV), Prata di Pordenone, Sacile Cod. postale: 33070 Prefisso: 0434 Nome abitanti: Brugneresi

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