BASSANO DEL GRAPPA

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Museo Civico

Il Museo Civico è uno dei più antichi Musei del Veneto, sorto nel 1828 in seguito al legato del naturalista Giambattista Brocchi, trovò nel 1840 la sua sede attuale nell’ex convento di San Francesco. A partire da questa data vi vennero infatti ospitate collezioni di storia naturale (erbari, raccolte geopaleontologiche, mineralogiche, malacologiche, entomologiche) e libri lasciati dal Brocchi oltre a dipinti provenienti da chiese e conventi soppressi in età napoleonica, già depositati nelle sale adiacenti al chiostro di San Francesco fin dal 1831. L’intero patrimonio nel tempo si è eccezionalmente arricchito tanto che oggi è possibile ammirarne solo una parte, allestita nelle sezioni archeologiche (reperti di età paleoveneta, magnogreca, romana e medievale), nella pinacoteca (opere pittoriche dal XIII al XX secolo) e nel chiostro (lapidario di cippi, stemmi, iscrizioni, pietre tombali e frammenti architettonici a partire dal XIII secolo). La pinacoteca in particolare conta oltre 500 dipinti, tra i quali spicca la più grande raccolta di opere di Jacopo dal Ponte esistente al mondo e una ricca documentazione dell’attività della sua bottega. La Sezione canoviana raccoglie tremila disegni autografi, l’epistolario, la biblioteca, i bozzetti, numerosi gessi e la serie, unica, dei monocromi. A giugno 2011 il complesso si presenta raddoppiato nei suoi spazi di biblioteca e museo. (Fonte: http://www.museibassano.it)
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Palazzo Sturm (Museo della ceramica)

Palazzo Sturm, già Ferrari poi Vanzo Mercante, lascito del barone Giovanni Battista Sturm von Hirschfeld al Comune di Bassano del 1943, fu costruito alla metà del XVIII secolo sulla sponda sinistra del fiume Brenta, nella zona denominata Cornorotto, inglobando un nucleo preesistente di edifici del XV secolo, tra i quali un tratto di mura ed una torre.Il grande edificio comprende una settantina di vani distribuiti su sette livelli e la sua progettazione, commissionata da Vincenzo Ferrari, industriale e mercante di sete, si deve ad un architetto dilettante, l’abate Daniello Bernardi.I piani più bassi, dai quali si accedeva direttamente al fiume, ospitavano le botteghe ed i laboratori per la produzione serica e gli alloggi della servitù, i piani superiori la residenza padronale con un maestoso ingresso e alcune sale di rappresentanza, decorate con stucchi ed affreschi. Il pittore Giorgio Anselmi decorava nel 1765 nei modi magniloquenti del barocco bolognese il soffitto e i riquadri del registro superiore del salone di entrata con una Caduta dei giganti, figure allegoriche femminili e telamoni, decorazione che si inserisce nella partizione architettonica con finte lesene, che costruisce l’ambiente secondo una tipologia quadraturistica ancora di impostazione bolognese. Gli stucchi che incorniciano le finestre e gli specchi nella porzione inferiore delle pareti, il Carro del Sole, le Stagioni, Bacco, Diana, Giove, Mercurio, qualificano il salone e numerose altre sale, e offrono un esempio autorevole della qualità inventiva ed esecutiva raggiunta dagli stuccatori attivi nel Veneto. Autore, nel 1766, ne è un artista che lascia sull’esterno della cupoletta la firma allo stato attuale degli studi non identificabile.Nell’insieme, il piano nobile del palazzo costituisce “il più raffinato complesso di gusto rococò di tutta la città”.Nell’alcova, la boiserie in legno comprende i dipinti a tempera del pittore Gaetano Zompini attivo nella fase centrale del XVIII secolo.Nel corso dell’Ottocento, quando il palazzo era di proprietà della famiglia Vanzo Mercante, subì alcune modifiche architettoniche ed ampliamenti, tra i quali la sopraelevazione del corpo di fabbrica e il raccordo del nuovo tetto con il coronamento della loggia-belvedere, originariamente aperta su tre lati. (Fonte: http://www.museibassano.it)
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Museo della Stampa Remondini

Il museo dedicato alla Stampa più articolato in Italia. Palazzo Sturm dal 15 settembre 2007 ospita anche il Museo Remondini, un nuovo polo culturale cittadino promosso dall’Assessorato alla Cultura e alle Attività Museali.Il percorso espositivo propone il tema del viaggio, lungo una linea del tempo che intreccia le vicende della famiglia con i materiali prodotti, in un cammino che si snoda lungo 200 anni di storia dell’uomo e della civiltà dell’immagine europea, tra metà Seicento e metà Ottocento. Il nuovo museo, uno dei pochi in Italia dedicati alla stampa e certamente il più articolato, illustra tutti gli aspetti del fenomeno industriale sette-ottocentesco dei Remondini, in un ideale viaggio introdotto dalle sagome dei Tesini attraverso tutta la produzione, i libri, le carte decorate, le incisioni popolari sacre e profane, i foglietti da ritaglio, i soldatini, i giochi, le vedute ottiche, le acquaforti e le xilografie dei grandi incisori italiani ed europei, tra cui Mantegna, Dürer e Tiepolo. La multimedialità e i documentari affiancheranno gli apparati didascalici stampati per una didattica aggiornata particolarmente piacevole ed appagante. (Fonte: http://www.museibassano.it)
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Ponte degli Alpini

Le prime testimonianze sul ponte di Bassano risalgono al 1124 e al 1209. In quest’intervallo di tempo si rese necessario costruire un ponte che collegasse le due sponde del Brenta per motivi di carattere economico, sociale e militare. Nel corso dei secoli fu più volte danneggiato e distrutto dalle acque del fiume e dagli uomini. Tra XIII e XIV secolo il ponte fu oggetto di contesa con i vicentini. Nel 1450 il ponte fu ricostruito ma già alla fine del secolo versava di nuovo in cattive condizioni. Nel 1510 fu incendiato dall’esercito francese in ritirata e fu ricostruito solo nel 1522. Nel 1524 fu rifatto in pietra e nel 1531 in legno. Quest’ultimo fu travolto da una piena nel 1567, il progetto del ponte successivo fu affidato ad Andrea Palladio. Il suo ponte resistette fino alla metà del Settecento. Nuovamente distrutto dalle acque del fiume fu ricostruito nel 1750 ad opera di Bartolomeo Ferracina. Dal 1796 al 1813 il circondario di Bassano e il territorio veneto furono percorsi e saccheggiati nel corso di sei campagne militari. Durante le ultime due (1809, 1813) il ponte fu danneggiato e distrutto. Ricostruito tra il 1819 e il 1821, resistette fino al 1945 quando fu bombardato dagli alleati per danneggiare i traffici dei tedeschi. L’ultimo intervento fu realizzato dagli Alpini nel 1948. Durante l’alluvione del 1966 fu danneggiato e negli anni successivi fu smontato e irrobustito. A partire dal 1990 sono periodicamente in atto lavori di consolidamento e restauro. (Fonte: http://www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Torre Civica

In piazza Garibaldi la Torre Civica si impone con la sua mole. Costruita probabilmente fra gli anni ’20 e ’40 del XIII secolo (dalla famiglia Da Romano) ma la data più probabile è quella del 1312 quando, in occasione dell’allungamento delle mura della seconda cinta, veniva a costituire un’importante episodio difensivo e di protezione per il borgo nuovo cresciuto esternamente alle mura. Essa infatti si distingueva per le misure importanti in altezza, larghezza e spessore del corpo murario, la poderosa base troncopiramidale, la mancanza di decorazioni. Nella documentazione compare nel 1349 quando venne collocata una campana di 500 chilogrammi. Da questo momento in poi essa risultava intestata al Comune che provvedeva alla manutenzione e al pagamento dei custodi. I custodi svolgevano varie mansioni ma il compito principale era di vedetta dall’alto e di annunciare tumulti, calamità o minacce d’assalto. La denominazione con cui la conosciamo, ossia “torre civica”, le venne attribuita da quando nel 1494 vi fu aperta alla base una porta in pietra con dipinto sopra lo stemma della città. Nel 1625 la porta venne sopraforata per dar luce all’abitazione del custode e collegata a terra con una scala in legno i cui gradini nel 1727 vennero in parte sostituiti da altri in pietra. Non si conosce invece l’anno in cui l’emblema di Venezia a titolo onorifico venne dipinto in affresco. Nel corso del XVIII secolo fu dotata di orologio e nel XIX secolo del rialzo apicale sulla sommità. Certamente la torre si distingue in modo particolare rispetto a tutti gli altri edifici storici cittadini per la sua centralità nell’impianto urbano e per il fatto di dominarlo con la sua altezza (43 metri). Dopo un recente e importante restauro è stata riaperta al pubblico. (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Castello degli Ezzelini

La prima documentazione scritta che dimostra l’esistenza di Bassano risale al 998 con un documento che certifica l’esistenza della “Chiesa di Santa Maria, situata in Margnano, non molto lontano dalla riva del fiume chiamato Brenta…”. La chiesa in particolare era sorta sul colle più alto assieme a strutture fortificate poste in opera a scopo difensivo e di rifugio di popolo, beni e derrate. Le strutture più antiche del castello ancora visibili (risalenti al XII-XIII secolo) comprendono le parti inferiori di torri e murature (identificabili per la tessitura muraria in ciottoli del fiume Brenta, pietre calcaree e laterizi). La piazza antistante era luogo di mercato e di adunanze. Nel corso del XIII secolo venne costruito un nuovo muro di cinta fino alla torre pentagonale Nord. Venne edificata anche la torre dell’Ortazzo e furono restaurate la torre di Ser Ivano e il campanile della chiesa. Nel XIII secolo fu costruita una nuova cinta che andava a proteggere i borghi cresciuti esternamente e alla fine del XIV secolo risale l’ultimo ampliamento in parte ancora visibile in viale delle Fosse. Nel XV secolo la fortificazione era ancora attiva prima di passare al dominio veneziano, in seguito (secondo una sorte comune ad altre strutture militari del circondario) fu dismessa e trasformata. Dagli anni ’90 del Novecento il castello è oggetto di restauri.Il Corpo di Guardia si trova all’ingresso del percorso delle mura del Castello di Bassano del Grappa. Si tratta di uno spazio chiuso dalla Cinta storica e ha una forma di quadrilatero irregolare con lati di circa due metri e con muri di altezza variabile (da 13,50 metri a 7,50 circa) realizzati in ciottoli e laterizi a file alternate secondo la tecnica in uso all’epoca. Sull’angolo sud ovest si erge la torre di ser Ivano alta 27 metri. I due lati est ed ovest della Mura sono liberi, mentre su quelli nord e sud sono addossati corpi di fabbrica con altezza prossima a quella della Mura storica. L’intero complesso è stato oggetto di intervento di restauro e attualmente gli spazi interni sono destinati ad accogliere mostre temporanee. (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Tempio Ossario

Piazzale Cadorna è dominato da un’imponente costruzione neo-gotica, in mattoni rossi, con un doppio campanile e una facciata decorata da pinnacoli. L’esterno è in stile gotico-veneziano con tracce di romanico; la mole massiccia si eleva sopra otto scalini in pietra di Pove ed è sormontata da un severo tiburio ottagonale, snellito da due agili campanili alti 60 metri. A croce latina, l’interno misura 75 m di lunghezza, è a tre navate divise da 10 colonne di marmo. Dopo la prima guerra mondiale nei cimiteri pedemontani attorno al Monte Grappa erano stati sepolti provvisoriamente molti soldati a cui bisognava dare una sistemazione definitiva e decorosa. Il duomo venne così adibito ad ossario. All’interno sono sepolti circa 6.000 soldati, di cui 236 decorati. Nell’agosto del ’36 si svolsero all’interno del tempio i funerali del Generale Gaetano Giardino, dove volle essere definitivamente sepolto "in mezzo ai suoi soldati" come lasciò scritto. L’8 febbraio 1945 un grappolo di bombe cadde davanti alla facciata scoperchiando molti loculi. Accanto all’Ossario è stata recentemente collocata una grande fontana dello scultore povese Natalino Andolfatto. (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Piazza Libertà

Piazza Libertà, un tempo "piazza dei Signori", è la vetrina del passeggio domenicale. Ottenuta con il riempimento del fossato che cingeva la seconda cerchia di mura di Bassano, fu chiamata dapprima piazza San Giovanni, dal nome della chiesa che vi era sorta nel 1308. Dal 1867 fu dedicata a Vittorio Emanuele II re d’Italia e durante il secondo conflitto mondiale fu chiamata piazza del Popolo, quindi piazza Libertà. Al limite ovest della piazza si alzano, su due colonne, una statua con il Leone di San Marco, simbolo della dominazione veneziana, e una statua di san Bassiano, patrono della città, opera dello scultore bassanese Orazio Marinali (1643-1720). Il santo, vescovo di Lodi tra il IV e il V secolo, non approdò mai in riva al Brenta: i bassanesi tuttavia lo scelsero come protettore nel 1509 per la somiglianza del suo nome a quello della loro città e per le sue facoltà taumaturgiche contro le ricorrenti pestilenze. La piazza è il punto nodale della città dove convergono le principali vie del centro, si affacciano a nord prestigiosi palazzi, fra cui le case dell’antica Stamperia Remondini (che ha portato il nome di Bassano in tutto il mondo) e la Loggia del Comune, e a sud l’imponente facciata neoclassica della chiesa di San Giovanni. (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Piazzotto Montevecchio

Questo sito è stato il cuore della Bassano medievale. Si trovava entro la seconda cerchia di mura e alla metà del Duecento in questa zona sorgevano la Casa del Comune e le residenze ezzeliniane. Al centro della piazza c’era un pozzo, motivo per cui spesso viene ancora oggi chiamata "piazza del pozzo". Era conosciuta anche con i nomi di "Piazza del Sale" e poi "Piazza degli Zoccoli", poiché fino alla metà del XX secolo questo era luogo di mercato dove si raccoglievano numerosi ambulanti a vendere le "sgalmare", caratteristici zoccoli in legno. La prima piazza di Bassano era un tempo molto più ampia. Su di essa si affacciava pure il fondaco dei Grani, poi ristrutturato e adibito (1494) a Monte di Pietà: il severo "Monte Vecchio", che dà il nome al luogo e che reca infisso il più antico stemma della città: due leoni rampanti ai lati di una torre. Il piazzotto era anche una straordinaria galleria d’arte all’aperto. Sul suo fronte orientale casa Michieli-Bonato era affrescata con scene bibliche, in parte ancora visibili, di Francesco e Bartolomeo Nasocchio, contemporanei dei dal Ponte. L'attigua Casa dal Corno-Bonato aveva decorazioni con putti, animali e motivi allegorici di Jacopo dal Ponte. Tale fregio è stato staccato per essere restaurato nel 1975 e in seguito è stato collocato al Museo Civico (1982). (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Itinerario nel centro storico

Prima di avviarsi verso la parte alta del centro storico conviene portarsi all’uscita ovest del Ponte degli Alpini e raggiungere Palazzo Bonaguro , solenne costruzione cinquecentesca decorata con affreschi della scuola di Paolo Veronese, che oggi accoglie l’esposizione temporanea “Mondo Animale”, importanti mostre e iniziative culturali. Tornando verso il Ponte, e attraversandolo, si percorre via Ferracina per raggiungere in pochi istanti l’elegante dimora patrizia di Palazzo Sturm (2) (ricca di affreschi, dipinti e splendidi stucchi), che ospita il Museo della Ceramica , recentemente intotolato al Marchese Giuseppe Roi - che ha permesso al Museo di allargare la preziosa collezione con la donazione di oltre 500 pezzi pregiati - e il Museo Remondini , dedicato alla grande famiglia di stampatori del '700 e vincitore del premio "Museo Glocal", conferito nel 2010 da ICOM Italia. Salendo verso il centro storico si entra in una zona caratterizzata da un singolare sistema di spazi aperti in rapida successione. Primo fra tutti il Piazzotto Montevecchio , il più importante centro politico in età comunale, sul quale si affacciano alcuni edifici dipinti, come l'insolita Casa Michieli, e il fabbricato del Monte di Pietà, una bella costruzione di pietra del XV secolo. Due palazzi cinquecenteschi con tracce di affreschi immettono nell'adiacente Piazza Libertà , con la chiesa di San Giovanni , di origine trecentesca, ma ampliata e rifatta in seguito: risalgono al Settecento la facciata neoclassica e la cappella del Sacramento, con statue in stile barocco. Di fronte, la lunga sequenza di case porticate un tempo sede delle famose stamperie Remondini. Da ammirare, più oltre, la Loggia del Podestà, integrata nel palazzo oggi sede del Municipio . L'edificio, che risale ai primi tempi della dominazione veneziana e ha sulla facciata un notevole orologio settecentesco opera del meccanico ingegnere Bartolomeo Ferracina, è decorato all'interno con gli stemmi affrescati dei 120 podestà veneti. L'adiacente Piazza Garibaldi è sovrastata dalla Torre Civica (inserita nell'itinerario delle origini) che domina l'intero centro storico. Di fronte, la chiesa romano-gotica di San Francesco , la cui facciata è caratterizzata dal bell'affresco con l'Annunciazione, attribuito a Battista da Vicenza e il cui severo ma suggestivo interno è impreziosito dal l'imponente crocifisso del Guariento. Nell'annesso ex-convento è ospitato il Museo Civico , uno dei più antichi musei civici del Veneto, che offre una pinacoteca con oltre 500 opere dal XIII al XX secolo, tra cui numerosi dipinti di Jacopo da Ponte e della sua bottega; tappa obbligata per gli estimatori di Antonio Canova, cui è dedicata un'interessante sezione, il museo ospita una raccolta archeologica, una di stampe antiche e moderne e una straordinaria collezione di ceramiche e monili della Magna Grecia (donazione Chini). Il percorso si completa con Palazzo Agostinelli , sede di mostre temporanee, e la Chiesetta dell'Angelo , spazio dedicato ad interessanti iniziative che spaziano dall'arte, alla musica, agli incontri culturali. (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Percorso alla scoperta dei principali luoghi legati alla storia millenaria di Bassano del Grappa

Salendo lungo via Gamba si giunge al Castello degli Ezzelini, nucleo originario della città. Collocato su una sponda rocciosa ripida a nord e dolcemente digradante verso sud, vi si accede dall'antica piazza del Terraglio, a due passi dalle torri di Ser Ivano e dell'Ortazzo. All'interno del castello, restituito alla città dopo un eccezionale programma di restauro, sull'area dove sorgeva la più antica pieve di Bassano c'è il Duomo, con interessanti dipinti di Leandro Bassano. A circondare il tutto il panoramico percorso pedonale lungo le mura, generoso di scorci suggestivi sulla città e sul territorio pedemontano, che inizia dal monumentale corpo di guardia, recentemente restaurato, e termina nel cortile della torre dell'Ortazzo, destinato a teatro all'aperto, ove, nell'ambito di Operaestate Festival Veneto, vengono proposti soprattutto teatro e danza di ricerca. Proseguendo per il Viale dei Martiri si può godere di uno stupendo panorama sul Monte Grappa e sull'Altopiano di Asiago, lo stesso panorama che fece esclamare a George Sand "questo è un pezzo di cielo caduto in terra". E’ uno dei luoghi simbolo della Resistenza che vide, il 26 settembre 1944, lo sterminio di 31 giovani, impiccati agli alberi di Viale XX Settembre, da allora denominato, appunto, Viale dei Martiri. E i lecci del viale custodiscono ancor oggi le immagini ed il ricordo di quei martiri e di quel fatto. La straordinaria balconata naturale che si protende verso la Valbrenta ed il massiccio del Grappa si chiude idealmente alla Porta delle Grazie, che sorge accanto all'omonima chiesa. Al di là delle mura si erge possente ed austero il monumento eretto nel 1938 per commemorare il generale Gaetano Giardino , comandante della 4^ Armata, la cui figura in bronzo è rivolta appunto in direzione del Monte Grappa. Percorrendo viale delle Fosse ci si riporta in centro storico passeggiando lungo l’affascinante via Da Ponte e arrivando in Piazza Garibaldi. Da qui è possibile salire sulla Torre Civica che contiene un'esposizione sullo sviluppo urbanistico della città dal 998 ad oggi: dall'alto dei suoi 50 metri, infine, si potrà scrutare e apprezzare la città da un punto di osservazione inedito e suggestivo. Scendendo lungo la vivace via Roma si arriva alla monumentale Porta Dieda , affrescata anche da Jacopo Bassano e significativa testimonianza dell'ultima cerchia di mura e di un secondo castello che un tempo sorgeva nella parte bassa della città (Castello dei Berri). Con pochi passi si giunge, infine, al Tempio Ossario , costruito nel primo decennio del XX secolo per diventare il nuovo duomo della Città e che invece fu destinato ad ospitare i resti di 6.000 caduti della Grande Guerra. L’imponente costruzione neogotica, in mattoni rossi con doppio campanile, domina il Piazzale Cadorna recentemente impreziosito da una grande fontana dello scultore povese Natalino Andolfatto. (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Percorso verde alla scoperta del meraviglioso ambiente dentro e fuori Bassano

Sempre il Ponte degli Alpini è punto di partenza per andare alla scoperta di due percorsi pedonali e ciclabili di grande suggestione ambientale, che percorrono rispettivamente le rive sinistra e destra del Brenta.Percorrendo via Pusterla si risale fino alla centrale idroelettrica di via Ca’ Erizzo. Da qui si avvia un sentiero (anche ciclabile) fino a poco tempo fa caduto in abbandono che ora è una rilassante passeggiata, immersi nell'ambiente naturale del fiume; in poco più di mezz'ora di cammino si giunge alla piccola, suggestiva chiesa di San Bartolomeo; sulla sua facciata un antico San Cristoforo (da un affresco ora conservato nel Museo civico) protettore dei guadi sui fiumi avvertiva della vicina possibilità di attraversare il Brenta. La passeggiata, per i turisti più "sportivi", potrebbe proseguire addirittura fino a Pove del Grappa.L'altro percorso parte, naturalmente, sempre dal Ponte degli Alpini verso via Volpato, vicino all'Istituto Scalabrini. Si imbocca, successivamente, la vecchia strada della Zuecca, che prende il nome dal rio della Zuecca, sceso dalle colline per andare a riversarsi in Brenta. Superato il rio con un comodo ponticello si costeggia il muro d'argine, bell'esempio di ingegneria povera in ciottoli di fiume, per arrivare al "brolo" di villa Bianchi Michiel .A suo modo questa passeggiata è un breve itinerario sulle tracce del Palladio, il grande architetto che pose la sua firma sia su una delle tante ricostruzioni del Ponte Vecchio (1570) sia sulla costruzione di villa Angarano, ora ammirata come villa Bianchi Michiel (1548). Per chi non volesse ritornare sui propri passi il ritorno è previsto per via Fontanelle che attraversa il tranquillo borgo Giardinetto. Ritornando verso il Ponte degli Alpini - e attraversandolo - ci si può dirigere verso il Parco Ragazzi '99 , per una tranquilla pausa ritemprante e, infine, scoprire il Giardino Parolini , importante orto botanico cittadino con piante rare e preziose. (Fonte: www.bassanodelgrappa.gov.it)
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Dati generali

Regione: Veneto; Provincia: Vicenza; Altitudine: 129 m s.l.m.; Superficie: 47,06 km²; Abitanti: 43.363 abit.; Densità: 921,44 ab./km²; Frazioni: Rubbio; Contrade: Campese, Marchesane, San Michele, Sant'Eusebio, Valrovina; Comuni confinanti: Campolongo sul Brenta, Cartigliano, Cassola, Conco, Marostica, Nove, Pove del Grappa, Romano d'Ezzelino, Rosà, Solagna; Cod. postale: 36061; Prefisso: 0424.

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