BAGNO A RIPOLI

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Edifici religiosi

Caratterizzato fin dall'epoca medioevale da un fiorire di edifici religiosi, fortemente connessi per storia e sviluppo alle condizioni materiali del paesaggio e delle comunità che lo abitano, il territorio di Bagno a Ripoli è costellato di pievi, chiese rurali, monasteri, cappelle religiose, ospedali e ricoveri, edificati lungo i tracciati, in prossimità dei guadi dell'Arno, o fra le colline. Il Piviere dell'Antella comprende la Pieve di Santa Maria dell'Antella, la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta a Ruballa, quelle di San Giorgio a Ruballa, di San Piero a Ema, di San Lorenzo a Montisoni, San Bartolomeo a Quarate, Sant'Andrea a Morgiano e San Michele Arcangelo (a Tegolaia). Ne fanno parte inoltre l'Oratorio di San Donato a Campignalla, e quel gioiello gotico che è l'Oratorio di Santa Caterina a Rimezzano con i suoi preziosissimi affreschi trecenteschi, nonchè lo splendido Spedale medievale del Bigallo. Il Piviere di Ripoli consta anch’esso di numerose chiese ed edifici religiosi, quali la Pieve romanica di San Pietro a Ripoli (967 D.C), le Chiese di Santo Stefano a Paterno, San Lorenzo a Vicchio di Rimaggio, Sant'Andrea a Candeli, San Tommaso a Baroncelli e Santa Maria a Quarto. All'interno di questo Piviere si trovano inoltri numerosi Oratori: quello del Crocifisso del Lume al Pratello, della Santissima Annunziata, della Confraternita della Misericordia di Ripoli e della Santa Croce a Varliano. Infine il Piviere di Villamagna, con l'antichissima Pieve di San Donnino a Villamagna (risalente al secolo VIII d.c. e ricostruita in epoca Romanica) comprende il panoramico Convento di San Francesco all'Incontro, San Michele a Compiobbi, Sant'Andrea a Candeli e l'Oratorio del Beato Gherardo. (Foto: Luca Liserani)
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Castelli e Ville

Il comune di Bagno a Ripoli risulta disseminato di castelli, case di campagna e ville di epoca rinascimentale, tracce dello sviluppo storico del territorio e delle sue popolazioni. In località Candeli si trova Villa La Massa, oggi adibita a struttura ricettiva. La bellezza degli spazi esterni della villa risiede soprattutto nel suggestivo affaccio verso l'Arno che in questo punto forma un'ampia ansa. Attorno alla Villa troviamo prati ombreggiati da grandi alberature e zone inghiaiate arricchite da arbusti e fioriture in vasi di terracotta. Non lontana, Villa La Tana, con uno spettacolare viale di accesso delimitato da piante, una doppia scalinata curva che conduce alla villa. Qui troviamo un ninfeo decorato da spugne e conchiglie. Sul retro si sviluppa il giardino costituito da parterres geometrici ed arricchito da fontane ed una voliera. Più ad est, troviamo Villa Il Poggio con il suo imponente giardino ed il lungo viale di accesso di cipressi. Ad Ema ha sede Villa La Selva, che ha sul fronte uno spazio circolare, molto scenografico e di grandi dimensioni, suddiviso in aiuole delimitate da piante sempreverdi. Sul lato est dell'edificio trova spazio un altro giardino formale, più intimo e piccolo, costituito da quattro aiuole di forma quadrata. L'insieme è caratterizzato anche da un fitto boschetto posto sul fronte della villa e da alte siepi sempreverdi, potate geometricamente, che delimitano molti spazi della proprietà, compresa la recinzione lungo la strada di accesso. Molto affascinante la presenza di un grande esemplare isolato di pino domestico. Verso il centro dell'Antella, si trova il giardino storico che fa da corredo a Villa Peruzzi. Tra Antella e Grassina, Villa di Lilliano, il cui giardino è costituito da aiuole geometriche delimitate da piante di bosso ed arricchito dalla presenza di antichi limoni collocati all'interno di conche di terracotta. Si trovano inoltre un ninfeo, una fontana analoga ad una presente all'interno del giardino di Boboli ed una limonaia. Di notevole interesse anche la presenza di un'antica sequoia che svetta nel cortile della villa, attigua alla terrazza monumentale voluta nel XVIII secolo dal Cardinale Francesco Maria de' Medici. Più a sud si trova Villa di Mondeggi caratterizzata da un giardino formale sul lato sud ovest e da un grande parco ad ovest. Il parco, restaurato da pochi anni, ha al proprio interno una serie di percorsi con segnaletiche che aiutano la comprensione della storia e dell'ambiente. Anche questa villa gode di un bellissimo panorama caratterizzato da un paesaggio di viti ed olivi. In posizione dominante al confine tra i Comuni di Greve e Bagno a Ripoli, troviamo la maestosa Villa di Tizzano: nata come torre d’avvistamento longobarda, divenuta poi castello della nobile casata degli Alamanni e, in seguito, "casa da signore" della famiglia Scolari. Nel XV secolo fu trasformata in villa ed abbellito da un ampio giardino a gradoni. Passata nell'Ottocento ai Conti Pandolfini, attuali proprietari, è visitabile previo appuntamento. A poche centinaia di metri si raggiunge la Villa fattoria di Castel Ruggero. Imponente edificio costruito sui resti di un piccolo borgo romano, nell'alto Medioevo doveva apparire come un severo castellare di cui rimane ancora traccia nella torre merlata. Ampliata ed abbellita dalla celebre famiglia degli Alamanni, è impreziosita da un giardino all'italiana e da una singolare collezione - coltivazione di pomodori (oltre 300 tipi), piante e ortaggi rari, che ben evidenzia la vocazione agricola del luogo. In località Fattucchia si trova Villa Il Riposo con la Fonte della Fata Morgana. Anche qui, come in altre ville presenti nel territorio, è presente un parco all'inglese ed un giardino formale costituito da spazi geometrici delimitati da siepi di bosso con vasi di agrumi. Vi ha sede anche un pomario da cui è possibile godere del bellissimo panorama. L'elemento decorativo più importante del parco è la Fonte della Fata Morgana: un ninfeo con importanti elementi decorativi (la statua della Fata Morgana è del Giambologna) che, assieme alla bellezza del panorama che lo circonda, produce un effetto di grande fascino nel visitatore.
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Dati statistici

Altitudine: 75 mt s.l.m.; Superficie: 74,09 kmq; Abitanti: 25.611 (dato Istat aggiornato a dicembre 2015); Comuni contigui: Fiesole, Firenze, Greve in Chianti, Impruneta, Pontassieve, Rignano sull'Arno; CAP: 50012; Prefisso telefonico: 055; Nome abitanti: Bagnesi; Santo patrono: San Pietro e San Paolo; Giorno festivo: 29 giugno.
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Le Gualchiere di Remole

Unica testimonianza ancora visibile dell'antica arte del gualcare il tessuto di lana è la struttura delle Gualchiere di Remole, situata nel territorio di Bagno a Ripoli. Nel processo di produzione del tessuto di lana, la fase piú complicata ed onerosa era quella della gualcatura dei panni: la gualchiera consisteva in un insieme di congegni coordinati il cui scopo era quello di convogliare l'acqua: un sistema di canalizzazione e dei macchinari veri e propri per trattare il tessuto. Attiva già dal XIV secolo, la Gualchiera di Remole presenta una peculiarità: a differenza di tutte le altre gualchiere dell'Arno inferiore, è posta sulla riva sinistra del fiume. L'edificio è raggiungibile attraverso una serie di ponti in muratura (quasi tutti ottocenteschi) che permettevano di passare il canale utilizzato per convogliare l'acqua ai macchinari (gora di carico). Caratterizzato da due massicce torri merlate e da una pianta quadrata, la sua struttura ricorda quella di un castello medioevale, con il borgo tradizionalmente destinato agli alloggi per i lavoratori ed i magazzini sul lato opposto del piazzale principale. Le opere di ingegneria idraulica indispensabili per il funzionamento della Gualchiera sono in parte ancora visibili. La Pescaia delle Sieci, lunga quasi 200 metri, è uno sbarramento costruito prima di una grande ansa dell'Arno in modo da creare un grande bacino profondo in grado di frenare eventuali inondazioni ed al tempo stesso di assicurare il rifornimento d'acqua anche in periodi di siccità. La Casellina, invece, è un edificio di modeste dimensioni, al cui interno erano custoditi appositi verricelli che regolavano l'apertura e la chiusura della cataratta, per permettere o meno il passaggio dei fasci di tronchi provenienti dal Casentino e diretti fino a Firenze, e i meccanismi per la regolazione del flusso d'acqua nel canale. Le ruote idrauliche venivano azionate da un flusso d'acqua regolabile mediante apposite cassette (docce), alle quali l'acqua arrivava tramite bocchette di presa, visibili ancora oggi in periodi di magra del fiume, per poi defluire in Arno dai canali di scolo. La decadenza dell'industria laniera fiorentina determinò la fine della funzione delle Gualchiere di Remole, le cui pile furono sostituite da altrettanti mulini per soddisfare le crescenti richieste alimentari di una Firenze in continua espansione.

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