BAGNACAVALLO

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Il palazzo comunale e il teatro “Carlo Goldoni”

L’inizio dei lavori del Palazzo Comunale risale alla fine del XVIII secolo, mentre è solo nel 1845 che viene inaugurato il Teatro Comunale. Gli edifici occupano l’area dell’ex Palazzo Brandolini e si affacciano su piazza della Libertà. Il Palazzo sorge su pianta rettangolare con un porticato in armonia con lo stile neoclassico della costruzione. La sala consiliare all’interno è di particolare eleganza, e stucchi e gessi decorano le porte d’accesso alle varie sale. L’ufficio del sindaco è adornato da pregevoli marmi e bassorilievi che raffigurano le imprese del capitano di ventura Tiberto VIII Brandolini. Vi sono conservati dipinti settecenteschi tra i quali una copia delle “Nozze di Cana” del Veronese ad opera del pittore veneto Ventenati. Il Teatro, progettato dall’architetto Antolini, ha una facciata in mattoni a vista e un porticato retto da colonne con capitelli ionici e pilastri. Al suo interno è possibile ammirare alcuni affreschi dell’Ottocento, il sipario dipinto da Antonio Muzzi nonché altri dipinti del ferrarese Migliari e stucchi del Tognetti.
 
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LA TORRE CIVICA

La costruzione della Torre, alta più di 35 metri, risale probabilmente alla prima metà del XIII secolo. Oggi si presenta senza il ballatoio e i merli che le permettevano l’antica funzione di guardia e fortilizio, restano solo i piombatoi che reggevano il ballatoio. I vari piani all’interno sono collegati da una scala a chiocciola in legno e gli ultimi tre fungevano da prigione.
 
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LA CHIESA DEL suffragio

La Chiesa del Suffragio è in stile barocco e presenta la facciata in mattoni a vista, la cui parte superiore finisce con un frontone triangolare al di sotto del quale si apre un ampio finestrone incorniciato in pietra d’Istria. Il porticato ha tre archi a tutto seso, sorretti da colonne con capitelli e basamenti dello stesso materiale che adorna il finestrone. L’interno è costituito da una navata centrale con due cappelle su ogni lato. Tra le diverse opere, all’interno vi è un pulpito a pianta trapezoidale elegantemente lavorato e nella sagrestia, un pregevole armadio settecentesco.
 
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LA CHIESA di san giovanni

Composta di una sola navata, con volta a botte e quattro cappelle per ogni lato, la chiesa di San Giovanni - edificata nel 1336 - e successivamente rimaneggiata, contiene al suo interno tele e oggetti sacri tra cui un bellissimo pluteo bizantino-ravennate del VII secolo, probabilmente facente parte di un sarcofaco di marmo greco.
 
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COLLEGGIATA DI S. MICHELE ARCANGELO

Sull’origine di questa chiesa non si hanno notizie certe, ma la sua più antica testimonianza risale all'inizio del XII secolo quando venne ricostruita dal conte Malvicino il Grande. Durante i secoli subì numerosi rimaneggiamenti e fu eretta a Colleggiata Insigne da Benedetto XIV. La sua pianta è di tipo basilicale, a tre navate, con abside a setti lati. La facciata è in stile barocco, con un doppo ordine di lesene e di cornici e vi si aprono tre porte ornate di stipiti e architravi in pietra l’stria. Dietro l’altare maggiore, nella navata principale, sono collocati il coro ligneo del XVII secolo, ed un pregevolo organo del veneziano Chianei. L’opera pittorica più importante è una pala d’altare raffigurante il Redentore e Santi, ad opera di Bartolomeo Ramenghi detto “Il Bagnacavallo”.
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BASILICA DI SAN PIETRO IN SYLVIS

E’ considerata la più bella e meglio conservata tra le pievi in Emilia Romagna ed è un classico esempio di architettura esarcale che ricorda la linea delle basiliche di Ravenna. Si trova a solo un chilometro dalla città ed è costituita da un’elegante ma semplicissima facciata che ne rivela la sobrietà e l’austerità. Il portale è rettangolare e sovrastato da una bifora con una colonnina in marmo greco. L’interno è a tre navate, con murature di grossi laterizi di varie dimensioni: l’abside si rivolge a levante, così come vuole la maggior parte delle costruzioni sacre del Ravennate. Le navate all’interno sono divise da una doppia archeggiatura a tutto sesto, l’abside poligonale è a sette lati e il presbiterio, al quale si accede tramite due simmetriche rampe di scale, è semicircolare. Il catino di copertura è riccamente affrescato. Nell'abside custodisce importanti affreschi trecenteschi di scuola riminese.
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I PALAZZI

Ritornando nel centro storico, i principali edifici che si affacciano in via Mazzini sono: il Palazzo delle Opere Pie, edificato nel 1728; il Palazzo Longanesi Cattani, dall'elegante facciata porticata, la Chiesa del Carmine, tra barocco e neoclassico; il Vicolo degli Amori, caratteristico passaggio attiguo all'ex convento dei padri carmelitani; il Palazzo Abbondanza del 1675; il Palazzo Folicaldi, dimora gentilizia seicentesca e la Porta Superiore che chiude via Mazzini. E ancora, percorrendo via Garibaldi, incontriamo il settecentesco Palazzo Gradenigo, la Torraccia, la già citata Chiesa di San Giovanni (con il Convento di San Giovanni del XVII secolo) per concludere con la Porta Pieve. Uno dei più eleganti palazzi della città, in via Matteotti, è Palazzo Capra; in via Baracca troviamo invece il Castellaccio, costruzione fortificata del XV secolo, e la stretta e caratteristica Via Garzoni lungo la quale si incontrano i Palazzi Liverani e Randi. Su via Diaz si affaccia il nobiliare Palazzo Graziani: il suo bellissimo giardino interno è anche lo spazio verde privato più grande del centro storico (oltre 4.000 mq) ultimo esempio di orto botanico in città, chiamato anche Giardino dei Semplici.

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