ASSISI

Cambia Comune

Storia

 
Storia

Assisi Romana

Assisi, a partire dal III secolo a.C. intrattenne le prime relazioni diplomatiche con Roma. Venne stipulato un trattato che la impegnava a collaborare, fornendo contingenti militari. Nel 90 a.C. divenne municipio romano. Parte del territorio, dopo il 41 a.C. venne confiscato e assegnato alla vicina Spello. Negli stessi anni Assisi diede i natali a Properzio, uno dei massimi poeti elegiaci del tempo. La collezione archeologica pertinente al municipio si trova nel Museo del Foro Romano, in parte ospitato nella cripta di San Nicolò, ma che si estende sulla superficie sotto la piazza, fino a giungere in una sala in cui è visibile il lastricato della zona meridionale dell’antico foro. Assisi visse in prosperità sino alla caduta dell’impero romano. Ne sono testimonianza, oltre al Foro romano, il Tempio di Minerva, l’Anfiteatro (posto nella parte alta della Città) e le Domus ritrovate (Domus romana di Palazzo Giampè e Casa romana detta di Properzio).
 
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Assisi Medievale e Rinascimentale

Assisi conobbe il suo maggiore periodo di splendore tra il XII ed il XIII secolo quando fu libero comune. Agli albori dell’anno mille, sostenne lotte molto dure con la vicina Perugia, comune guelfo, con la quale infine pattuì una lunga pace. Risale a questo periodo (1182) la nascita di San Francesco che tanto influirà sulla vita della stessa città, non soltanto dal punto di vista strettamente religioso, ma anche e soprattutto dal punto di vista culturale e artistico. Alla figura di San Francesco è legato lo sviluppo artistico della città. Nel XIII secolo sorsero le basiliche dedicate a lui e a Santa Chiara, la cui costruzione e decorazione richiamò i principali artisti italiani del ’200 e ’300. Si innalzano i Palazzi del Capitano del Popolo e del Monte Frumentario ed anche alcune porte. Nella pittura operano, oltre a Cimabue e Giotto, il Maestro di San Francesco e quello di Santa Chiara, Pisano e Lorenzetti. Il regime feudale mal si conciliava con le pulsioni delle classi emergenti che nel 1198, dopo aver dato vita al libero Comune, rasero al suolo la Rocca Maggiore, sede dell’oppressore duca Corrado di Lutzen, potente fiduciario di Federico Barbarossa. In questo clima, fatto di stridenti contraddizioni, nasce Francesco di Bernardone. Il 16 luglio 1228 Gregorio IX giunge ad Assisi per proclamare santo Francesco; il giorno dopo benedice la prima pietra e si avviano i lavori della Basilica e del Sacro Convento: monumenti insigni che segneranno per sempre lo sviluppo edilizio e storico della città di Assisi. A partire dal XIV secolo la prosperità di Assisi, soggetta a Perugia, cominciò a declinare sino a quando nel Quattrocento divenne parte dello Stato Pontificio. Dopo un certo periodo di tranquillità conseguente alla pace con Perugia, Assisi, durante il rinascimento fu governata da diverse signorie il cui dominio fu caratterizzato da cruenti lotte con le città vicine, a seguito delle quali subì diversi terribili saccheggi e devastazioni. In campo artistico lo stesso rinascimento vede ancora sorgere palazzi, fontane e, in campo pittorico, le opere più significative sono da additare nella costruzione della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
 
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San Francesco

San Francesco d’Assisi, nato Francesco Giovanni di Pietro Bernardone (Assisi, 26 settembre 1182 – Assisi, 3 ottobre 1226) è stato fondatore dell’ordine che da lui poi prese il nome, è venerato come Santo della Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). È stato proclamato, assieme a Santa Caterina da Siena, patrono d’Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII. I primi seguaci di Francesco sono Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani, Egidio e Filippo; nella primavera del 1208, danno vita ad una comunità presso il tugurio abbandonato di Rivotorto e presso la chiesetta della Porziuncola, posta nella pianura a circa tre chilometri da Assisi. Nasce, così, l’ordine dei Frati Minori che nel 1209 ottiene l’approvazione orale dal papa Innocenzo III. Il messaggio di povertà, umiltà e fratellanza viene divulgato grazie al sacrificio di nuovi adepti. Francesco giunge persino in Egitto, presso la corte del sultano Melek-el Kamel. Nel 1216 il papa Onorio III concede l’indulgenza della Porziuncola e più tardi, il 29 novembre 1223, approva definitivamente la nuova regola dell’Ordine. Nel Natale del 1223, a Greccio, Francesco istituisce il presepio e sul Monte della Verna, l’anno dopo, riceve le stimmate. L’ultimo periodo della sua esistenza è segnato dalla malattia che tuttavia non gli impedisce di dettare il Cantico delle Creature, poema lirico in lingua volgare che esprime gli ideali francescani. Si spegne la sera del 3 ottobre 1226. Due anni dopo, il 16 luglio 1228, per opera del papa Gregorio IX, viene iscritto nel libro dei santi. Pio XII, nel 1939, lo dichiara “Patrono d’Italia”. Conosciuto anche come “il poverello d’Assisi“, la sua tomba è meta di pellegrinaggio per decine di migliaia di devoti ogni anno. La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è assurta a simbolo di Pace, soprattutto dopo aver ospitato i tre grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002, e da Benedetto XVI nel 2011. Oggi, San Francesco d’Assisi è uno dei santi più popolari e venerati del mondo. Oltre all’opera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle Creature, è riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letterario italiana.
 
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Dallo Stato Pontificio allo Stato Italiano

Agli albori del XVI secolo termina per la città la fase più tormentata della sua storia: essa viene inglobata nello Stato Pontificio sotto il quale resterà fino alla sua annessione al Regno d’Italia. Secoli di dominazione imperiale, di sudditanza al papato e di dipendenza dalle signorie hanno accompagnato la città nel lungo cammino che l’ha portata a divenire parte del nascente stato italiano. Con l’unità d’Italia e con la costruzione dello scalo ferroviario, la città si è aperta al commercio e soprattutto al turismo, essenzialmente religioso e di pochi visitatori di élite. Nel 1926, in occasione del settimo centenario della morte di San Francesco, il Sindaco riuscì a portare ad Assisi oltre due milioni di pellegrini da tutto il mondo. Papa Giovanni Paolo II l’ha eletta Capitale della Pace e del Dialogo. La sua vita religiosa e culturale ed il suo stesso aspetto fisico sono da sempre fortemente permeati dalla figura di San Francesco.

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