ARGENTA

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Dati Generali

Popolazione: 22.039 abitanti; Superficie: 311 kmq; Altitudine: min -2 max 9,5 mt slm; Prefisso: 0532; C.A.P.: 44011; Confini: Portomaggiore, Ferrara, Voghiera, Comacchio, Ravenna, Alfonsine, Conselice, Imola, Molinella, Baricella. Frazioni: Anita, Bando, Benvignante, Boccaleone, Campotto, Consandolo, Filo, Longastrino, Ospitalmonacale, San Biagio, San Nicolò, Santa Maria Codifiume, Traghetto.
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Monumenti

Del patrimonio artistico ed architettonico di Argenta (mura, porte, torri, borghi, chiese, edifici civili) molto è andato perduto con il secondo conflitto mondiale. Al di là delle istituzioni museali, tuttavia, si può avere testimonianza del passato attraverso la visita ad alcuni monumenti. Percorrendo la via Cardinala, che collega Argenta e la frazione di Campotto, a circa un chilometro dal centro incontriamo la Pieve di San Giorgio, immersa nel verde dell’omonimo parco. Fondata nel 569, è la chiesa più antica della provincia di Ferrara. All'interno si possono ammirare l’altare bizantino e tracce di pittura del XII secolo. Di notevole interesse il portale (1122) di Giovanni da Modigliana, in cui sono raffigurati il martirio del Santo e la rappresentazione allegorica dei mesi dell'anno: esso può considerarsi uno dei primi esempi di portale caratterizzato dagli elementi tipici della scultura romanica del XII secolo. L’evoluzione della chiesa è poi contrassegnata dall’innalzamento del suolo, avvenuto con il deposito alluvionale dei limi fluviali, che restituisce oggi un edificio ad aula unica innalzato nei muri perimetrali e nella posizione del portale e che mantiene tuttavia la caratteristica dell’abside a forma pentagonale in esterno e semicircolare all’interno, l’originario altare del VI secolo e frammenti del ciclo degli affreschi del XII secolo, fornendo testimonianze di un complesso architettonico di grande suggestione e valore artistico. Inoltre, il parco circostante, di particolare bellezza naturalistica, posto nelle immediate vicinanze dell’Oasi, offre ai visitatori aree attrezzate con percorso vita, piste ciclabili nel verde, punti di sosta dotati di attrezzature per il tempo libero.
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Santuario della Celletta

Un tempo cella rinascimentale, poi tempio barocco, il Santuario che oggi possiamo ammirare venne innalzato a partire dai primi anni del ‘600 per far fronte al crescente numero di fedeli che, in seguito ad una miracolosa apparizione della Madonna, cominciarono ad affluire qui. La progettazione della nuova chiesa venne affidata al pittore ed architetto argentano Marco Nicolò Balestri e, in seguito alla sua morte, fu portato a termine dall’Aleotti. La costruzione presenta semplici e nitide strutture su pianta ellittica, così com’era in uso nel ‘600, ma con linee e modanature architettoniche classicheggianti. Gravemente danneggiato nel 1945, il Santuario è stato restaurato nel 1954.
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Oratorio di Santa Croce

Nota anche come Palazzina Aleotti, l'opera, della quale resta soltanto la facciata, è di indubbia eleganza, grande armonia nelle proporzioni e nell'uso del cotto da parte dell'architetto argentano G. B. Aleotti (1546-1636). Foto di Amerigo Trentini.
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Duomo di San Nicolò

La prima data certa che abbiamo della chiesa Arcipretale e Collegiata di S. Nicolò (patrono di Argenta) è quella della sua consacrazione, avvenuta il 23 gennaio 1122, ma essa dovrebbe avere origini molto più antiche (seconda metà dell'VIII sec. secondo il Bandi). Notevoli sono le notizie che testimoniano l'importanza raggiunta nei secoli da questa chiesa che, purtroppo, è andata completamente distrutta: ricostruita nel dopoguerra, la nuova chiesa venne inaugurata nel 1954. Nel piazzale della Chiesa si trova il Monumento a Don Giovanni Minzoni, inaugurato il 13 ottobre 1973 dal Presidente della Repubblica, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della morte. è un'opera in bronzo dello scultore faentino Angelo Biancini, montata su di un piedistallo davanti a una transenna in ferro.
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Ecomuseo

Il concetto di ecomuseo é di origine francese e si é affermato a partire dagli anni Settanta del secolo scorso: museé éclateé (museo esploso) prima, poi ecomuseo. L'evoluzione semantica e concettuale del termine rende bene l'idea: museo che supera i confini dei propri muri, i limiti dell'edificio, per allargarsi al territorio, all'organizzazione umana che vi risiede, al paesaggio, al patrimonio culturale e all'insieme dei valori espressi dalla comunitá. Da questo background muove il suo processo costitutivo l'Ecomuseo di Argenta, che fra il 1991 e il 2002 si é dotato di tre stazioni museali, antenne e strumenti di documentazione "del" e "sul" territorio, dell'interazione millenaria dell'uomo con esso. Il sistema ecomuseale di Argenta si configura infatti come una struttura articolata, che abbraccia la complessitá di beni culturali e ambientali, ma anche i valori e le identitá delle comunitá locali, nel passato e nel divenire: un ampio orizzonte tematico, forse unico in Europa, tra natura, storia, cultura, economia e tecnologia, acque e territorio. Al completamento dell’Ecomuseo manca ancora un tassello importante, il Museo dedicato all’Aleotti. Nella stessa area urbana di Argenta dove è situato il Museo Civico, proprio di fronte alla chiesa che lo ospita si trova un altro complesso religioso, l’ex chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, edificio religioso del XVII secolo, che negli intendimenti dell’Amministrazione Comunale dovrebbe essere restaurato, per ricollocarvi l’originario coro ligneo e le opere artistiche di pertinenza, nonchè per ospitare il Museo dedicato appunto a Giovan Battista Aleotti detto l’Argenta. L’Aleotti fu architetto prima dei Duca d’Este, poi (dopo la devoluzione) dello Stato Pontificio; fu uno degli idrologi più eminenti dell’età moderna, a cui vanno ascritti gli studi sulla diversione del Reno, sull’assetto idrologico del Ducato estense, la progettazione e realizzazione delle bonifiche dei Bentivoglio; fu inventore di macchine teatrali nonché progettista del Teatro Farnese di Parma, fu progettista di opere difensive civili e militari. Il progetto consentirebbe non solo di completare l’Ecomuseo, ma di comporre nel territorio due poli museali, quello dell’ambiente naturale ed idraulico-tecnologico (Valli-Oasi e Bonifiche) e quello dell’ambiente urbano e storico (Civico ed Aleotti).
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Museo Civico

Il Museo Civico, nella cinquecentesca chiesa di San Domenico, in Argenta, è stato realizzato e aperto al pubblico nel 1997; si compone della Pinacoteca Comunale (già istituita nel XIX secolo con l’applicazione delle leggi eversive) e della sezione archeologica, originata dai reperti compresi in un arco cronologico tra il VI e il XVI secolo, rinvenuti dalla campagne di scavo effettuate sul territorio argentano tra il 1986 e il 1993; insieme le componenti artistica e archeologica documentano l’espressione civile della comunità locale, l’evoluzione dei popolamenti e degli insediamenti dell’ambiente storico ed antropico, in un territorio da sempre dominato dalle acque.
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Museo delle Valli d’Argenta

Il Museo delle Valli d’Argenta, con l’annessa Oasi naturalistica, che, istituito nel 1991, documenta la millenaria evoluzione dell’ambiente naturale in un’area profondamente segnata dalla presenza delle acque; dalla antica Padusa ai contemporanei sistemi di prosciugamento meccanico, si dipana il complesso rapporto tra fiume, prima Po di Primaro (il ramo meridionale del Po) poi Reno, e affluenti torrentizi di origine appenninica, valli di acqua dolce e salmastra ed infine mare Adriatico. Il Museo è situato presso il Casino di Caccia di Campotto e l’Oasi naturalistica si sviluppa tra Argenta e Campotto ed è stata riconosciuta zona umida di valore internazionale nel 1972 dalla Convenzione di Ramsàr; il Museo delle Valli invece ha ottenuto nel 1992 “Il Premio Europeo di Museo dell’anno”, conferitogli dal Consiglio d’Europa. L’Oasi Naturalistica, il Museo delle Valli e l’intero sistema ecomuseale di Argenta rientrano nel Parco del Delta del Po. Il Museo delle Valli é inoltre il centro organizzativo di tutto l'Ecomuseo di Argenta, per servizi, informazioni e prenotazioni visite.
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Museo della Bonifica

Il Museo della Bonifica è situato presso lo stabilimento idrovoro del Saiarino, nelle immediate vicinanze dell’abitato di Argenta. La prima parte, dalla chiavica emissaria alla sala pompe idrovore, fu realizzata nel 1994; la seconda parte, integrata con la prima in un unico percorso, è stata completata e inaugurata nel mese di maggio 2002 e comprende le centrali storiche (caldaie, turbina ed elettrica) che originariamente alimentavano di energia ed azionavano le pompe idrovore. è un emblematico esempio di archeologia industriale e di museo del lavoro, contestualizzato in un cantiere tutt’ora funzionante, dove la tecnologia più avanzata dell’automazione, oggi azionante le pompe idrovore, e l’organizzazione umana del Consorzio di Bonifica Renana, sono a fondamento dell’azione di difesa idraulica di un vasto territorio, compreso tra le pendici appenniniche e il mare, in una vasta pianura attraversata dal Reno (una volta Po di Primaro) e dai suoi affluenti, collocata quindi tra le province di Bologna, Ferrara e Ravenna; in tale ambito territoriale il sistema di difesa idraulica trova in Argenta il suo punto focale con l’impianto idrovoro del Saiarino, cuore storico e nel contempo impianto attivo dell’Ecomuseo e del complesso sistema di governo delle acque.

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