ARCORE

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Storia

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Cenni Storici

Sull'origine di Arcore non esiste documentazione certa: dall'etimologia si può dedurre un'origine romana, probabilmente con contaminazioni celtiche. L'etimologia del nome Arcore è infatti controversa: alcuni lo ricollegano al dio Ercole, per il cui culto qui forse sorgeva un tempio in suo onore, altri lo associano ad un arco eretto dai romani. I documenti più antichi finora ritrovati risalgono al secolo IX e sono relativi a donazioni alle chiese locali da parte di abitanti di vico Arcole o loco Arculi. Arcore nel medioevo appartiene alla pieve di Vimercate ed è segnalata la presenza di due monasteri: il monastero benedettino di S. Martino e la casa delle Umiliate a S. Apollinare. Nel trecentesco Liber Sanctorum di Goffredo da Bussero è citata la Chiesa di S. Eustorgio che diverrà la Parrocchia della comunità ai tempi di S. Carlo Borromeo. La costruzione dell'attuale chiesa parrocchiale risale al 1716. Dal punto di vista politico Arcore segue le vicende feudali del feudo di Vimercate. A partire dal XVI secolo si hanno documenti sulle acquisizioni di terreni e sui passaggi di proprietà da parte di famiglie aristocratiche quali i Durini, i Giulini, i D'Adda, i Barbò e i Casati. In particolare il territorio di Arcore viene scelto da alcune di queste famiglie per la costruzione di residenze di pregevole fattura architettonica, con parchi di notevole estensione e di grande valore paesaggistico: • Villa San Martino: un tempo monastero benedettino, a metà del '700, fu acquisito con le sue terre dai conti Giulini, che lo ristrutturarono in forme neoclassiche. La villa passò ai Casati nella prima metà dell'Ottocento. Dal 1974 la villa è residenza di Silvio Berlusconi. • Villa Borromeo d'Adda è un complesso di edifici risalenti al XVII-XVIII secolo, circondato da un parco aperto al pubblico e ospitante parzialmente (nella foresteria e nelle varie costruzioni all'entrata del parco) la sede del Comune. L'edificio più antico comprende la Cappella Vela, pregevole ambiente con sculture di Vincenzo Vela. Le ex scuderie, completamente ristrutturate, dal 2010 sono sede distaccata del corso accademico di restauro dell'Accademia di Brera di Milano. • Villa Ravizza, la più recente, di proprietà privata, famosa soprattutto per il giardino, uno dei più suggestivi della Brianza: fu progettato nei primi decenni del Novecento da Mansueto Ravizza, con l'aiuto dell'architetto Ludovico Belgioioso, come revival eclettico del barocco. Si tratta di un giardino all'italiana in cui tra le piante pregiate sono collocati, in uno scenografico sistema di terrazzamenti, una gradinata, diverse statue, una struttura ad archetti e altre decorazioni in ferro battuto. • Villa "La Cazzola" la più antica (sec. XVI), in origine di proprietà dei Durini, deve il suo attuale aspetto all'intervento di Carlo Amati, famoso architetto monzese del 1812; la villa di proprietà privata è inserita in un grande parco. La Cazzola è un raro esempio di una casa di villeggiatura e caccia che ha mantenuto nel tempo le stesse finalità.. • Villa Buttafava, edificio signorile tardo settecentesco, ora ristrutturata come centro residenziale; • Palazzo Durini situato in frazione Bernate, dominava le 5 corti che costituivano l'antico borgo rurale. La vita politica nell’ ‘800 e nel primo ‘900 è segnata soprattutto dalla presenza delle famiglie D'Adda e Casati che costituirono per la comunità un punto di riferimento anche sotto l'aspetto di interventi in campo sociale economico. Un primo segnale del modificarsi delle condizioni economiche e sociali è dato dall'avvento della ferrovia con la realizzazione della stazione ferroviaria sulla linea Monza - Lecco nel 1875. Probabilmente la felice collocazione rispetto alla rete di comunicazione e lo spirito imprenditoriale di alcuni personaggi favoriscono già nei primi decenni del '900 l'insediamento di alcune grosse imprese industriali, come la Gilera, e di un campo di aviazione annesso all'industria aeronautica Bestetti sulla cui area si insediò successivamente la Falk. Nella prima guerra mondiale furono 90 i cittadini che pagarono con la vita il servizio allo Stato. Il tessuto industriale modifica anche i comportamenti sociali e politici: nelle grandi fabbriche si sviluppa la capacità di opposizione alla dittatura in forme più o meno attive e alcuni cittadini parteciparono dal 1943 a formazioni partigiane e ad atti di resistenza pagati con la vita, tra cui gli attacchi al campo di aviazione e l'eccidio/rappresaglia di Valaperta. Nel secondo dopoguerra si ha anche l'esplosione del processo di industrializzazione che modificherà del tutto il volto economico e sociale del paese. Attualmente Arcore vive un processo di deindustrializzazione con lo sviluppo di insediamenti produttivi più diversificati nelle ex aree industriali.
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LA GEOLOGIA DEL TERRITORIO

La Pianura Lombarda a nord di Milano è costituita da terreni fluvioglaciali deposti nell'ultima fase glaciale wurmiana e dai depositi morenici delle colline della Brianza. In particolare il territorio del Comune di Arcore, compreso fra il corso del fiume Lambro e della Molgora, è sviluppato su terreni fluvioglaciali, terrazati, deposti durnte l'attività antica e recente dei corsi d'acqua sopra citati; sono perciò riconoscibili da nord a sud: - Il morenico Mindel: ghiaie e limi fortemente ferrettizzati; - Il fluvioglaciale Mindel: ghiaie ed argille; - Il fluvioglaciale Riss: ghiaie e sabbie; - Il fluvioglaciale Wurm: ghiaie e sabbie oltre ai depositi fluviali dei greti attuali. IDROGEOLOGIA Le acque sotterranee risultano distribuite nel seguente modo: - Prima falda: è caratterizzata da un tetto costituito dal livello di argille limose gialle che rappresentano, per la scarsa permeabilità, un'ottima barriera protettiva per le falde più profonde. - Seconda falda: è costituita da diversi livelli porosi mediamente a 60/70 metri. - Terza falda: è posta mediamente a circa 85 metri. - Quarta falda: è situata a profondità superiore ai 90 metri, dove ovviamente vi sono acquiferi con più alte garanzie di idropotabilità. POPOLAZIONE L'andamento demografico sul territorio del Comune di Arcore ha subito un progressivo e costante incremento del dopoguerra, 5.552 unità del 1946 per arrivare a 17.636 del 2009. Questa crescita ha avuto negli anni 60/70 un incremento considerevole dovuto alla trasformazione che il nostro Comune ha subito passando da paese agricolo a centro di forte presenza industriale ed artigianale. In particolare, nel 1963 la frazione di Bernate è passata dal Comune di Usmate al Comune di Arcore, apportando 1.021 nuovi cittadini. SUPERFICIE DEL TERRITORIO: 9,23 kmq POPOLAZIONE (al 31/12/2009): 17.636

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