ARCORE

Cambia Comune

Itinerari

 
Itinerari

Il complesso di Villa Borromeo d’Adda ad Arcore: una panoramica

La Villa Il complesso architettonico e naturalistico costituito dal Parco e dalla Villa Borromeo D’Adda di Arcore rappresenta un esempio particolarmente riuscito di “villa di delizia”, residenza aristocratica di campagna. Arricchito dalla pregevole Cappella Vela e dalle Scuderie, queste ultime di recente ristrutturate, il bene costituisce uno dei gioielli artistici della Brianza. L’attuale condizione della Villa è il risultato di un lungo processo di trasformazione ed ampliamento di elementi preesistenti da parte dei proprietari che vi abitarono nel tempo. Documenti catastali testimoniano la presenza, nella seconda metà del 1500, di proprietà della famiglia D’Adda ad Arcore. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento si fa risalire l’esistenza di un edificio, presumibilmente quello situato nella parte bassa della tenuta, dove oggi hanno sede gli uffici comunali. Fu tuttavia l’abate Ferdinando D’Adda (1729 - 1808) a lasciare ad Arcore tracce rilevanti della sua presenza; volle in particolare realizzare, nella seconda metà del 1700, una residenza personale di tre piani sul colle detto “Montagnola”, separata dall’altra struttura “bassa” vicina alla strada. Un primo intervento sulla Villa e sul Parco si deve a Giovanni D’Adda (1808 - 1859), il quale affidò a Giuseppe Balzaretto (1801 - 1874), ingegnere ed architetto, dapprima la sistemazione del parco, in seguito i lavori di restauro e ampliamento della Villa “La Montagnola”, con l’apertura dell’ingresso meridionale. Successivamente lo stesso Balzaretto venne incaricato della realizzazione della Cappella, ora detta “Vela”, per la presenza di mirabili sculture in marmo dell’artista ticinese Vincenzo Vela (1820 - 1891) e di bronzi e decorazioni in arenaria del fratello Lorenzo (1812 - 1897). Un secondo intervento sull’edificio fu commissionato da Emanuele D’Adda (1847 - 1911) all’architetto Emilio Alemagna (1833 - 1910): ebbero luogo la modifica dell’ingresso meridionale e la realizzazione del grande salone nella Villa, nonché la costruzione di nuove e più ampie Scuderie (nell’ultimo decennio del 1800). Alla morte di Emanuele, la proprietà ed i titoli nobiliari dei D’Adda passarono a Febo Borromeo, il quale affiancò il cognome D’Adda al proprio. Il Parco della Villa Borromeo D’Adda, uno dei primi lavori di progettazione di giardini di Giuseppe Balzaretto, rappresenta il primo successo dell’architetto che divenne in seguito uno dei più noti disegnatori di giardini; egli, oltre ad unificare i due giardini preesistenti, effettuò la piantagione di svariate piante esotiche. Il parco fu in seguito ampliato e deve la sua struttura attuale all’architetto Emilio Alemagna. Il complesso del Parco e della Villa Borromeo D’Adda gode di una posizione paesaggistica assai felice, nonché facilmente raggiungibile. La Villa e il Parco, infatti, sono estremamente vicini alla Stazione ferroviaria (dalla cui uscita risultano già visibili) e accessibili senza difficoltà anche in macchina, grazie alle vie tangenziali. Purtroppo, le attuali condizioni della Villa non ne consentono l’apertura al pubblico. Adiacenti al complesso Borromeo D’Adda si trovano l’Oratorio (sec. XVIII) e il Giardino all’italiana di Villa Ravizza (sec. XX), quest’ultimo voluto da Mansueto Ravizza, che incaricò della progettazione l’architetto Alberico Barbiano di Belgioioso, con suggestivi terrazzamenti, scalinate “a tenaglia”, statue e decorazioni in ferro battuto; vi si può accedere solo in specifiche occasioni, per gentile concessione della proprietà. L’Oratorio ben si presta ad attività espositive, per lo spazio interno raccolto, ma sufficientemente capiente, grazie alla contiguità con le Scuderie della Villa Borromeo. Da sottolineare la forte valorizzazione dei beni architettonici locali, promossa da anni da parte della Provincia di Monza e Brianza, attraverso progetti e giornate specificatamente dedicate a visite guidate, con apertura eccezionale di sedi (Giornate FAI, Ville Aperte in Brianza), cui il Comune di Arcore aderisce con regolarità.
Itinerari

La Cappella Borromeo d'Adda

La Cappella “Vela”, come sopra accennato, fu progettata da Giuseppe Balzaretto nel 1850, sulla base del battistero ottagonale bramantesco di San Satiro in Milano; abbellita da mirabili sculture e bronzi degli artisti ticinesi Vincenzo e Lorenzo Vela, conserva le spoglie di Maria Isimbardi, giovane moglie di Giovanni D’Adda, morta prematuramente. L’architetto eseguì un lavoro di tale raffinatezza e sobrietà, da lasciare tuttora i visitatori estasiati, in particolare di fronte alla imponente statua in marmo bianca che domina l’intero ambiente. Il complesso risponde ad una concezione organica ed unitaria, con l’altare quale fulcro dell’edificio e le nicchie che si aprono su ciascuno dei lati. Le due statue opera di Vincenzo Vela (Madonna addolorata e Capezzale di Maria Isimbardi) coniugano magnificamente l’espressione degli affetti umani e la fede religiosa. Basti al riguardo citare quanto scrisse Giovanni D’Adda il 23 Maggio 1853 a Vincenzo Vela: “Carissimo amico, è arrivata la Madonna. Non ho termini, mio caro Vela, per dirti quanto mi piace. Io te ne ringrazio vivamente e ti assicuro che mai infine oggetto d’arte mi piacque più del monumento e della Madonna [ … ] La Cappella sarà finita tra quindici giorni ed è vero capo d’opera nel suo complesso, e questo grazie a te ed a tuo fratello che avete gareggiato in abilità e cortesia nell’eseguire anche le più piccole mie volontà”. La Cappella Vela, di proprietà della famiglia (ma concessa in comodato d’uso al Comune per finalità culturali), necessita di un intervento significativo di restauro, sia sulle sculture, già “ripulite” in passato, sia sull’intera cupola. E’ proprio in tale contesto che vuole inserirsi la proposta avanzata dal Comune di Arcore, in collaborazione con l’Associazione Natura e Arte, inserita e riconosciuta all’albo comunale. Detta Associazione da anni si impegna nella valorizzazione del complesso Borromeo D’Adda e in generale dei beni architettonici locali, sia attraverso la raccolta di materiale documentario anche raro (incisioni, tesi di laurea inedite, etc….), sia mediante approfondite visite guidate. In particolare, la Cappella Vela viene aperta ogni fine mese, nonché in occasioni straordinarie, quali la Notte dei Musei, le giornate Fai e Ville Aperte in Brianza, la festa patronale o su richiesta di singoli gruppi di visitatori o scolaresche.
Itinerari

La sede espositiva: le Scuderie

L’attuale edificio delle Scuderie (risalente agli ultimi anni del 1800) venne a sostituire un’antica ridotta struttura, di incerta datazione. Il fabbricato, di complessivi mq. 1.120 e disposto su due piani, si compone di un ampio cortile centrale (di ca. 170 mq., a pianta quadrata), sovrastato da un lucernario, di oltre 10 m. di altezza al colmo, che rende gli ambienti assai luminosi; due aree laterali sono ora divise dal cortile attraverso ampie vetrate, mentre la stalla è stata restaurata senza intaccare la configurazione originale. Il locale dei “finimenti” (a destra dell’ingresso), con pareti in legno e ganci alle pareti, richiama l’antico utilizzo ed è adibito a segreteria / reception. I locali del secondo piano si affacciano sul cortile centrale attraverso un elegante ballatoio. La facciata principale è caratterizzata da un ampio portale centrale d’ingresso e ingentilita da lesene con bianche modanature e dall’uso della pietra nera di Carona. L’edificio, ristrutturato grazie ad un finanziamento FRISL della Regione Lombardia, si compone complessivamente di n.15 locali, oltre al cortile centrale, alle due aree contigue, alla sala per conferenze che può ospitare fino a 140 posti, situata al primo piano, ed alla stalla. Il restauro, con la predisposizione di strumentazione di nuova tecnologia (inclusa la possibilità di oscuramento anche del cortile centrale), rende le Scuderie uno spazio espositivo particolarmente fruibile per eventi diversi. La Sala posta al primo piano è ora provvista di impianto audio-video, con arredamento elegante ed idoneo a conferenze e seminari (tavoli per i relatori, 140 sedie, piccolo locale per eventuale rinfresco). Inaugurate nel corso della Giornata Fai di Primavera del 2007, con fortissimo afflusso di pubblico, le Scuderie sono state da quell’anno sede di mostre di rilievo, organizzate in collaborazione con Musei di primo piano. Le Amministrazioni comunali che si sono seguite negli anni hanno infatti ritenuto che realizzare a priori una solida rete di collaborazione tra Enti altamente qualificati rappresenti una valida strategia operativa: la sottoscrizione di seri accordi di gemellaggio con prestigiosi Musei, Fondazioni e Scuole costituisce una garanzia di qualità delle manifestazioni proposte, oltre ad essere foriera di successive iniziative e progetti di successo.

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita