APRILIA

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Dati generali

Regione: Lazio; Provincia: Latina; Altitudine: 80 m s.l.m.; Superficie: 178,11 km²; Abitanti: 73.446; Densità: 412,36 ab./km²; Frazioni: Toscanini, Borgata Agip, Apriliana, Bellavista, Buon Riposo, Caffarelli, Campo del Fico, Campo di Carne, Campoleone, Campoverde, Carano-Garibaldi, Carroceto, Casalazzara, Fossignano, Frassineto, Gattone, Genio Civile, Giannottola, Guardapasso, Isole, La Cogna, Montarelli, Pantanelle, Pian di Frasso, Riserva Nuova, Rosatelli, Spaccasassi, Torre Bruna, Torre del Padiglione, Tufello, Tufetto, Vallelata; Comuni confinanti: Anzio (RM), Ardea (RM), Ariccia (RM), Cisterna di Latina, Lanuvio (RM), Latina, Nettuno (RM), Velletri (RM).
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I resti di Longula

Corrisponde all'odierna località di Buon Riposo, nel territorio comunale di Aprilia in cui sorgono anche i resti di Polusca (a Campoleone) e insediamenti Rutuli a Casalazzara. Longula, inizialmente città latina, occupata dai Volsci, fu riconquistata dai romani. Appare anche come luogo di un importante scontro della seconda guerra sannitica.
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Complesso monumentale Menotti - Garibaldi

Nella tenuta si trovano le sorgenti di Carano, la chiesetta, la tomba dove riposano insieme alle spoglie del generale Menotti Garibaldi, primogenito del grande eroe risorgimentale, la moglie con i figli, ed alcuni edifici rurali, un tempo utilizzati come granai, nei quali muli e cavalli, adibiti proprio al trasporto dei cereali, accedevano lungo due scale laterali, ancora oggi ben conservate, anche se parzialmente modificate.
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Campo morto

Ribattezzato dal 1958 Campoverde, prese il nome in seguito ad alcuni tragici avvenimenti storici accaduti sul luogo. Il 21 agosto 1482 il Capitano veneziano Roberto Malatesta sconfisse Alfonso Duca di Calabria, figlio di Ferdinando D'Aragona, Re di Napoli, che aveva dichiarato guerra al Papa Sisto IV. Sul luogo sono stati ritrovati anche i resti e le prigioni dei tenimenti pontifici di San Pietro in Formis. Nella stessa zona, molti anni dopo, prigionieri austriaci della guerra 1915 -1918 morirono decimati dalla malaria.
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Il cimitero napoleonico

Cimitero storico di Carano, il più antico presente sul territorio comunale, definito così in base alla datazione delle antiche mura circondariali risalenti al periodo della discesa in Italia di Napoleone Bonaparte. Le tombe più antiche al suo interno risalgono alla fine dell’ Ottocento e al suo centro campeggia un enorme crocifisso ferreo di foggia moderna.
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Torre del padiglione

La torre è situata in via Selciatella, che ricalca un antico asse viario di collegamento tra Lanuvio e Anzio, già esistente in epoca romana. All’epoca romana pertengono resti di villae rinvenute proprio sotto la Torre e il celebre rilievo dell’Antinoo Silvano, opera del II sec. d.C. di Antoniano di Afrodisia, scoperto nella vicina via Tor del Padiglione. In età medievale la Torre rientra in un sistema di torri di avvistamento poste ad est del territorio apriliano lungo il tracciato Lanuvio-Anzio e ricade nella tenuta di San Pietro in Formis (comprendente le campagne di Campomorto, Carano e Torre del Padiglione). E’ qui che si svolge la Battaglia di Campomorto del 21 agosto 1492 tra le truppe pontificie guidate da Roberto Malatesta e le truppe del Duca Alfonso di Calabria schierate proprio sotto la Torre. In questa terra si testimonia, infine, una sfida avvenuta nel 1890, tra Buffalo Bill e i butteri locali Augusto Imperiali, Alfonso Ferrazza e altri, dove nel domare i puledri il celebre cacciatore statunitense ebbe la peggio. Egli, sorpreso ed ammirato per tanta padronanza e spavalderia, ingaggiò alcuni di quei butteri nel suo circo "Wild West Show" che si esibiva in quel tempo a Roma.
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Carroceto

E' il quartiere più antico nel centro della città di Aprilia oggi attraversato dalla via Nettunense. Qui sorge una chiesetta dedicata a Sant'Antonio, a ricordo di una sosta nella zona di Papa Innocenzo XII il 22 aprile 1697. Quel giorno il Papa aveva inaugurato il porto Innocenziano dell'odierna Anzio e si fermò a metà strada sulla via di Roma nella tenuta di Carroceto allora appartenente ai Borghese. Questi accolse il Pontefice con uno dei più grandiosi fasti registrato nelle memorie dello sfarzo aristocratico romano. Ancora oggi è visibile sull'antica chiesetta una lapide che ricorda tale evento.
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Chiesa di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti

L’edificio religioso, risalente agli anni Trenta, secondo la tradizione è orientato verso Est per illuminare i nuovi nati. I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale l'hanno gravemente colpita, distruggendola quasi completamente. Fu in seguito ricostruita e riaperta nel 1948. Dieci anni più tardi fu eletta compatrona Santa Maria Goretti, vergine e martire, che abitava nelle vicinanze dell’attuale Santuario a lei dedicato. Internamente, la Chiesa custodisce delle preziose opere come gli affreschi di Giuseppe Modolo, il mosaico della Scuola Vaticana, il fonte battesimale di Alesandro Monteleone e Crocefisso di Raffaele De Feo. Si può ammirare la Porta della Redenzione e un ovale bronzeo dedicato al patrono S. Michele Arcangelo. Notevole anche la statua bronzea realizzata da Venanzo Crocetti (1913-2003) nel 1936. L'opera venne commissionata dall'Opera Nazionale Combattenti in onore della città di Aprilia appena fondata. Danneggiata durante l'ultima guerra, è stata restaurata nel 1991.
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Castello dei Frangipane

Sito a Fossignano, frazione del comune di Aprilia, risale al 900 d.C il castello dei Frangipane che dominarono la zona prima del dominio dei Colonna e di quello dei Caffarelli (nel 1400), fornendo una valida difesa allo Stato della Chiesa.
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Sito archeologico di Satricum

Il sito archeologico di Satricum situato presso l’attuale Borgo Le Ferriere, mostra i notevoli resti di un’importante città latina, che sono collocati sull’acropoli e in una parte dei Vigneti del Casale dei Giglio. Sull’acropoli sono stati rinvenuti il celebre Tempio di Mater Matuta, capanne e case, la cosiddetta Stipe arcaica e la Stipe Ellenistica. Nel sottostante pianoro sono invece state individuate due necropoli e parte del tracciato della Strada Arcaica (cosiddetta Via Sacra). Le vie di scambio commerciale e culturale erano questa strada e il Fiume Astura, che hanno reso Satricum un nodo strategico per gli scambi commerciali e culturali. Le fonti più antiche su Satricum risalgono al I sec. a C., quando Dionigi di Alicarnasso narra che la città partecipa nel 499 a.C. alla congiura di 30 città latine contro Roma; è ricordata una seconda volta in un elenco di città attraversate dall’esule romano Gneo Marcio Coriolano, nel 488 a.C., che si muoveva dalla città di Antium (Anzio) contro Roma. Altre date storiche sono il 406 a.C. quando i Romani conquistano Terracina Antium Satricum e altre città volsche e il 395 a.C. quando i Volsci sono costretti a concludere un trattato di pace con i Romani, cosa che segna la loro sorte. Dal 346 a.C. in poi Satricum cessa di esistere come città e diventa solo un luogo di pellegrinaggio, in virtù del suo Tempio, protagonista di un aneddoto narrato da Tito Livio e datato al 207 a.C. I materiali rinvenuti nella lunga storia degli scavi di Satricum sono conservati in parte al Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma, in parte nella storica Vecchia Fonderia di Borgo Le Ferriere. Qui è stata inaugurata l’11 Giugno 2014 una mostra-museo che raccoglie oltre 700 reperti dalla Protostoria al Medioevo.
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Casa di Santa Maria Goretti

Lluogo in cui avvenne l’omicidio della undicenne Maria Goretti, nell’estate del 1902, per mano di Alessandro, secondogenito della famiglia Serenelli. Maria Goretti venne beatificata il 27 Aprile 1947 e santificata da Pio XII in Piazza San Pietro il 24 giugno del 1950.

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