ANCONA

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Cenni storici

Prima di essere città Ancona esisteva come villaggio o come insieme di villaggi. Gli scavi archeologici infatti informano dell'esistenza di tre centri popolati durante l'Età del bronzo e di uno dell'Età del ferro, quest'ultimo riferibile alla civiltà picena. Ankòn divenne città nel 387 a.C. e per i due secoli successivi rimase una colonia di Greci siracusani di stirpe dorica fin quando si alleò con Roma, divenendone poi municipium grazie al suo vivace porto, ponte di comunicazione tra la capitale e l'Oriente. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, in seguito alla guerra gotico-bizantina, fu una delle pentapoli dell'Impero Bizantino. Ma è dopo il Mille che la città accrebbe il suo splendore, come libero comune e repubblica marinara. Durante i cinque secoli di indipendenza si distinse dalle altre repubbliche per non avere mai intrapreso guerre di sopraffazione contro altre città, contenta del proprio rapporto con il mare e con l'Oriente; dovette però spesso difendersi da potenze nemiche, cosa che fece sempre con grande ardore. Una costante della storia di Ancona di tutti i secoli è proprio il ripetersi di difficili assedi dai quali emerse quasi sempre vittoriosa, dopo lunghi patimenti. La città entrò a far parte dello Stato Pontificio nel 1532 e dopo la Rivoluzione francese diede vita alla Repubblica napoleonica anconitana. Partecipò attivamente al Risorgimento italiano, specie durante i fatti del 1848-1849; nel 1860 entrò nel Regno d'Italia e nella compagine del nuovo Stato e rivestì nei primi dieci anni di regno un importante ruolo militare. Fu nota nei primi anni del Novecento per il suo spirito ribelle, che la portò per due volte ad essere scena di rivolte poi propagatesi in tutta la nazione: la Settimana rossa e la rivolta dei Bersaglieri.

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