ANCONA

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Monumento ai Caduti

Il Monumento ai Caduti, conosciuto anche con il nome di Monumento del Passetto, si trova in piazza IV Novembre, al rione Passetto. Fu realizzato tra il 1927 e il 1930 dall’architetto anconitano Guido Cirilli e fu inaugurato ufficialmente il 3 novembre 1932 da Mussolini in visita ad Ancona per il Decennale della Rivoluzione Fascista. Il monumento, sostenuto da otto colonne doriche, è realizzato in pietra d’Istria, come il belvedere e la scala di discesa al mare e racchiude una grande ara. Nel fregio ha scolpiti i versi del canto “All’Italia” di Giacomo Leopardi; su un alto basamento si trova il sacrario, a pianta circolare, in onore dei caduti della Prima Guerra Mondiale durante la quale Ancona subì numerose perdite dei soldati impegnati al fronte e per il bombardamento della città nel 1915 da parte della flotta austro-ungarica. L’opera si pone come chiusura scenografica del viale della Vittoria e l’intera struttura, comprese le scalinate, se vista dal mare sembra un’aquila in volo, con le rampe che simboleggiano le ali aperte, ed il monumento che fa da testa. Qui si festeggiano le più importanti ricorrenze nazionali. (foto: Alessandro Silenzi)
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Museo della Città di Ancona

Il Museo della Città occupa gli spazi già dell'ospedale di San Tommaso di Canterbury (sec. XIV) e dell'ex pescheria risalente al 1841; l'esposizione si sviluppa in quattro sezioni: dalle origini all'anno 1000, dal 1000 al 1532, dal 1532 alla fine del '600, dall'occupazione francese all'unità d'Italia. Orari apertura: Lun-Gio 10.00-13.00 / Ven-Sab- Dom e festivi dalle 10.00 alle 13.00/ 16.00-19.00 - CHIUSURA SETTIMANALE LUNEDI' Visite guidate gratuite la prima domenica di ogni mese.
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Il Museo Diocesano

Il Museo Diocesano raccoglie materiale proveniente dalla Cattedrale di San Ciriaco e da altre Chiese della città presentando la storia di Ancona attraverso i numerosi reperti, a partire da quelli paleocristiani. Diversi sono i livelli di lettura a cui si prestano i preziosi oggetti conservati nel Museo: quello estetico-artistico, quello iconografico, tecnico, storico e devolizionale. Di notevole interesse è il sarcofago di San Dasio martire del VI secolo, la ricostruzione dei resti del Portale della Chiesa Romanica di San Pietro oggi scomparsa a seguito dei danni della Seconda Guerra Mondiale e gli imponenti arazzi di manifattura fiamminga, raffiguranti i principali eventi religiosi (Nativit, la Redenzione, l'Assunzione). http://www.museodiocesanoancona.it
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Parco Urbano del Cardeto “Franco Scataglini”

ll Parco del Cardeto è il più vasto della città, misura circa 35 ettari, si estende lungo la falesia e occupa la sommità di due colline: Monte Cardeto e il Colle dei Cappuccini. Al suo interno zone di prato naturale, di boschetti sempreverdi, di macchie di ginestre; le fioriture spontanee si susseguono lungo il corso dell'anno. Nell'area del Parco sono presenti il Campo degli Ebrei, antico cimitero ebraico, la Polveriera "Castelfidardo" e il vecchio Faro.
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Santa Maria di Portonovo

Perfettamente inserita nel paradiso naturale del Monte Conero, questa chiesa sovrasta la scogliera di bianco calcare su cui è arroccata. In armonia con l'ambiente circostante, parzialmente nascosta nel verde, è un vero e proprio gioiello dell'architettura romanica, realizzato in blocchetti lavorati di calcare del Conero. La pianta a croce greca è divisa in cinque navate, la cupola risulta divisa in due parti, il tiburio e il tamburo sono quadrati, la principale fonte di luce è rappresentata dalle caratteristiche bifore.
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Spiaggia - Portonovo

In uno dei più bei tratti di costa dell’Adriatico, la spiaggia di Portonovo si trova nell’omonima baia situata ai piedi del Monte Conero, unico vero rilievo montuoso del litorale adriatico italiano tra Trieste ed il promontorio del Gargano. Caratterizzata dalla bellezza e dall’unicità dell'ambiente naturale (tutelato dal Parco regionale del Monte Conero), la spiaggia di Portonovo alterna un litorale costituito da bianchi ciottoli levigati dall’azione millenaria del mare a tratti ricoperti da rena finissima e dorata. Lambita da un mare cristallino e trasparente, con fondali rocciosi dolcemente digradanti, Portonovo è definita la “perla dell'Adriatico”. La spiaggia è Bandiera blu d’Europa per l’anno 2012. Come raggiungere la spiaggia : - Autobus: linea urbana n. 94 Conerobus (nel periodo estivo direttamente fino alla baia-www.conerobus.it ); - Auto: la spiaggia è facilmente raggiungibile dalla SS16 che porta al Conero in direzione Portonovo, imboccando la strada che scende lungo il fianco nord del Conero. Vari parcheggi a pagamento nella baia e ampio parcheggio a monte della stessa nei pressi della rotonda per Portonovo (bus navetta di collegamento con la baia).
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Loggia dei Mercanti

La Loggia dei Mercanti, notevole soprattutto per la facciata quattrocentesca dell'architetto e scultore dalmata Giorgio da Sebenico, ricca di sculture preannuncianti il Rinascimento, ha l'interno riccamente decorato nel XVI e ancora nel XVIII secolo.
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La Cittadella

La Cittadella, poderosa fortificazione cinquecentesca a cinque baluardi, opera di Antonio da Sangallo il Giovane, fu, insieme alle coeve Fortezza da Basso di Firenze e Rocca Paolina di Perugia, uno dei primi esempi europei di forte bastionato; è sede del Segretariato permanente della Iniziativa Adriatico Ionica.
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Il Teatro delle Muse

Il Teatro delle Muse, il massimo teatro della città, con la facciata neoclassica recante sul frontone gli altorilievi delle nove muse, di Apollo e di Palamede, co-intitolato al grande tenore anconetano di fama mondiale Franco Corelli.
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Mercato delle Erbe

Mercato delle Erbe, architettura di ghisa e vetro in stile liberty del 1926, ancora accoglie un affollato e caratteristico mercato; si affaccia sul tratto di Corso Mazzini che ospita l'altrettanto caratteristico mercato delle bancarelle.
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Dati generali

Regione: Marche; Provincia: Ancona; Altitudine: 16 m s.l.m.; Superficie: 124,84 km²; Abitanti: 100.861; Densità: 807,92 ab./km²; Frazioni: Aspio, Candia, Casine di Paterno, Gallignano, Ghettarello, Massignano, Montacuto, Montesicuro, Paterno, Poggio di Ancona, Sappanico, Varano. Comuni confinanti: Agugliano, Camerano, Camerata Picena, Falconara Marittima, Offagna, Osimo, Polverigi, Sirolo Cod. postale: 60121-60131; Prefisso: 071.
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Parco della Cittadella

Il Parco della Cittadella è il più frequentato della città; è cinto dalle mura del Campo Trincerato ed ancora mancante dell'area fortificata da cui prende il nome; una parte di quest'ultima è stata destinata a sede dell'Iniziativa Adriatico Ionica e ciò ha permesso di restaurarla e quindi di estendere il parco anche nell'area della vera e propria Cittadella di Ancona. Le antiche strutture militari convivono con una vegetazione in gran parte spontanea; è presente un interessante percorso dedicato alla conoscenza tattile e olfattiva del mondo vegetale destinato a tutti in particolar modo a coloro che hanno disturbi legati alla vista.
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Spiaggia - Mezzavalle

Proseguimento naturale della baia di Portonovo, la spiaggia di Mezzavalle unisce alla bellezza della prima il sapore della spiaggia incontaminata e ancora selvaggia. Della lunghezza di circa un chilometro e mezzo, la spiaggia dall'arenile sabbioso con ghiaia fine e fondali pendenti, è raggiungibile attraverso due sentieri molto ripidi ma ben tracciati e praticabili che partono dalla strada provinciale del Conero a monte della spiaggia. Si raccomanda di utilizzare calzature adeguate. Naturalmente Mezzavalle si può raggiungere anche dal mare. La spiaggia è libera, bagni pubblici con docce sono presenti sul lato destro dell’arrivo dello stradello di collegamento con la strada provinciale soprastante. Come raggiungere la spiaggia: - Autobus: linea urbana n. 94 Conerobus (nel periodo estivo direttamente fino alla baia-www.conerobus.it ); - Auto: la S.P. n.1 di collegamento tra Ancona e Sirolo nelle adiacenze della rotonda di collegamento con la baia di Portonovo, parcheggio libero all’imbocco dello stradello di discesa al mare o ampio parcheggio nelle adiacenze della rotonda per Portonovo.
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Spiaggia - Passetto

Situata in posizione panoramica nella zona moderna della città, quella del Passetto è la spiaggia cittadina per eccellenza; si estende per quasi un chilometro al di sotto di un’alta falesia dal caratteristico colore bianco – grigio. Il mare cristallino ha un fondale roccioso molto suggestivo. Si accede al litorale attraverso la monumentale scalinata che inizia immediatamente sotto il Monumento ai Caduti oppure attraverso l'ascensore realizzato negli anni Cinquanta del secolo scorso. La spiaggia è caratterizzata dalla presenza delle “grotte”: manufatti realizzati all’interno della roccia e utilizzati in origine come ricovero per le piccole imbarcazioni da pesca. Un intervento dell’Amministrazione comunale ha permesso di arricchire l’originale litorale con un’ampia e comoda spiaggia ghiaiosa, rendendolo quindi fruibile agli utenti. Una postazione fissa di primo soccorso è presente sul tratto di costa del Passetto. Come raggiungere la spiaggia : - Autobus: linea urbana n. 1/4 Conerobus (collegamento diretto con la Stazione centrale F.S. – www.conerobus.it ); - Auto: Piazza IV Novembre (parcheggi in zona a pagamento – sabato e domenica gratuiti); - Ascensore pubblico: biglietto a/r € 1,00 (in funzione dalle ore 8.30 alle ore 23.00).
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Spiaggia - Palombina

La spiaggia di Palombina Nuova, meta preferita da molti anconetani e turisti, rappresenta la classica spiaggia dell’Adriatico e cioè sabbiosa, molto ampia nelle dimensioni e caratterizzata da un basso fondale che la rende particolarmente adatta a bambini e famiglie. La spiaggia di Palombina si estende da Torrette di Ancona al confine con Palombina Vecchia, e ha una lunghezza di quattro chilometri. Ampi tratti di spiaggia libera si alternano a tratti di litorale in concessione. Gli accessi alla spiaggia, sottopassi e sovrappassi, sono tanti, diffusi e ben distribuiti. Uno di questi vicino al sovrappasso ferroviario Nord (km.197+ 984 linea Bologna-Lecce) è composto da rampa e ascensore usufruibile dai portatori di handicap. Come raggiungere la spiaggia : - Autobus: tutte le linee extraurbane in direzione nord in partenza dalla Stazione centrale F.S; - Auto: via Flaminia (tratto a nord dell’intersezione con via Matteo Ricci – rotonda di Collemarino), parcheggi a pagamento lungo la strada.
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Arco di Traiano

L’Arco di Traiano, completamente costruito in marmo turco, rappresenta una delle testimonianze monumentali di epoca romana più importante della città. Eretto nel 100-116 d.C. dal Senato e dal popolo romano in onore dell’Imperatore Traiano dopo che, a proprie spese, aveva fatto ampliare il porto cittadino e da qui partì per la vittoriosa guerra contro i Daci. Attribuito ad Apollodoro di Damasco, architetto siriano, l’arco è alto 14 metri e si eleva su un alto podio; due robusti piloni incorniciano il fornice centrale e sono ornati su entrambe le facciate da due coppie di colonne scanalate con capitelli corinzi. Sull’architrave si innalza l’attico con l’iscrizione dedicatoria del Senato e del popolo romano in onore dell’imperatore, della moglie Plotina e della sorella Maraciana. Le iscrizioni che ancora si leggono, i fregi e le statue erano in bronzo e se ne impadronirono i Saraceni nel 848. (Foto: Alessandro Silenzi)
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Piazza del Plebiscito

Nata con il nome di Piazza Nuova, fu ribattezzata, per via delle sue dimensioni, Piazza Grande sino al 1860, anno in cui prese l’attuale nome di Piazza del Plebiscito in onore del plebiscito tenutosi il 4 e 5 novembre 1860, con il quale le Marche aderirono al Regno d’Italia; fu chiamata anche Piazza del Papa per la presenza della statua di Clemente XII, opera di Agostino Cornacchini. Fu realizzata alla fine del XV secolo e fu la piazza centrale sino all’espansione cittadina seguita all’unità italiana: qui si incontravano i confini dei tre terzieri: Porto, Capodimonte e San Pietro. Per un periodo venne chiamata anche Piazza Napoleone in seguito alla conquista dei francesi alla fine del Settecento; alla restaurazione dello Stato Pontificio la piazza assunse il nome di Piazza San Domenico, come la chiesa che vi si affaccia. Di forma rettangolare e molto allungata comprende vari livelli. L’elemento che caratterizza la piazza è la scalinata, sormontata dalla Chiesa San Domenico, che avvolge la statua Clemente XII, benefattore della città per la concessione del porto franco. Al centro vi è la circolare Fontana di Piazza (Fontana Emiciclica), realizzata dall’architetto Pietro Zara nel 1817. La Fonte dei Decapitati, sulla destra, risale al XV secolo fu realizzata dal Comune per fornire acqua potabile alle numerose residenze che si affacciavano sulla nuova piazza ancora in costruzione. Il fregio rinascimentale è decorato con dieci teste, due di cherubuni e otto presumibili ritratti che la tradizione popolare identifica con quelli dei nobili anconitani fatti decapitare in questa stessa piazza dal cardinale Accolti dopo la presa fraudolenta della città del 1532. (foto: Alessandro Silenzi)
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La Cattedrale di San Ciriaco

La Cattedrale di San Ciriaco, in stile romanico con influssi bizantini e gotici, si trova in Piazza Duomo e rappresenta l’emblema della città, sia per la posizione geografica sia per il significato storico e religioso. Il colle dove sorge in antichità si chiamava promontorio Cumero (dal greco Kuma ed Oro, monte opposto al mare); in seguito fu chiamato colle di San Ciriaco o Colle Guasco, dal nome del colonnello Cesare Guasco che fece eseguire importanti fortificazioni verso il mare. La cattedrale è collocata in una straordinaria posizione panoramica con il portale che abbraccia idealmente la città sottostante e il suo mare e sorge sull’antico tempio dedicato a Venere Euplea, protettrice della navigazione, di cui restano parte delle fondamenta (visibili sotto le lastre di vetro poste nel corpo centrale della cattedrale). Nel VI secolo d.C. venne costruita la basilica paleocristiana dedicata a San Lorenzo divenuta Cattedrale nel 1000 quando vi furono portati i corpi di San Ciriaco e San Marcellino. L’edificio fu anche ampliato con la costruzione del braccio longitudinale che trasformò la pianta basilicale in croce greca, si alzò la cupola e sul nuovo braccio venne aperto l’accesso alla chiesa. La facciata è cuspide, tripartita, preceduta da un’ampia scalinata, alla cui sommità si innalza il protiro romanico-gotico, sorretto da colonne, due delle quali poggiano su leoni adagiati. Gli archi della strombatura hanno le fonti scolpite con motivi vegetali e figure umane che alludono al regno di Cristo nelle sue manifestazioni terrene e celesti. La torre campanaria è isolata e doveva appartenere al sistema difensivo che coronava la sommità del colle. Nell’ala sinistra si trova il monumento a Pietro Ghinelli, opera di Giovanni Dalmata da Traù nel 1509 e nella cappella della Madonna, si trova lo splendido altare di Luigi Vanvitelli del 1738. (Foto: Alessandro Silenzi)
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Anfiteatro romano

Realizzato nel periodo augusteo sulla sella collinare che sovrasta il porto e la città antica di Ancona, situato a 40 mt sul livello del mare tra i Colli Guasco e dei Cappuccini, l’Anfiteatro presentava originariamente una cavea sviluppata su oltre venti gradinate disposte su tre ordini che poggiava in parte sulla roccia marmosa e in parte su volte cementizie costruite in elevato e poteva accogliere fino a 10.000 spettatori. Le molteplici tecniche costruttive dell’Anfiteatro (opera quadrata, opus reticolatum, laterizio…) spesso in mescolanza tra loro, testimoniano sia alcuni “ripensamenti” in corso d’opera, sia fasi edilizie successive. Abbandonato nel IV sec. d.C., venne utilizzato come cava di materiali e, a partire dal XIII secolo, come base per nuove costruzioni che ne hanno nascosto la struttura. Nel 1810 uno degli ingressi principali del monumento, Porta Pompae, si identificò nella volta della cantina del conte Bonarelli, era l’ingresso destinato ai soldati, mentre quello secondario corrisponde forse alla Porta Libitinensis, destinata all’uscita dei morti e feriti. Annessi all’Anfiteatro vi sono locali adibiti a uso termale: un vasto ambiente con vasca a mosaico e pareti affrescate, e altri ambienti con resti del sistema di riscaldamento termale, eretti sopra un precedente lastricato. Nel 1930 iniziarono gli scavi grazie all’intervento della Soprintendenza, a cui si aggiunsero finanziamenti ministeriali appositamente erogati dopo il sisma del 1972. È visitabile solo esternamente.
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Mole Vanvitelliana - Vecchio Lazzaretto

La Mole Vanvitelliana sorge nello specchio d’acqua del porto e un ponticello la unisce alla terraferma. Si racconta che qui sostò il Casanova. Fu progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli a partire dal 1732 nell’area portuale del capoluogo marchigiano, durante il suo soggiorno in qualità di progettista pontificio. L’imponente costruzione si estende per quasi ventimila metri quadrati e fu progettata in funzione della riorganizzazione urbana di Ancona verso il mare in direzione sud per garantire l’immunità da epidemie che avrebbero potuto portare merci e persone provenienti da luoghi ritenuti sospetti. La prima pietra fu posata il 26 luglio 1733 e l’opera fu completata solo nel 1743, tre anni dopo la morte di Clemente XII. Il rifornimento idrico è assicurato da una rete sotterranea di cisterne di cui l’unica parte visibile è un piccolo tempietto neoclassico dedicato a San Rocco, presente al centro del cortile interno. Nel corso degli ultimi due secoli il Lazzaretto fu utilizzato anche come ospedale militare e caserma; nel 1860 cessò la sua funzione ispettivo-sanitaria per diventare sede di una raffineria di zucchero nel 1884. Nel corso del XX secolo venne adibita a base militare nei due conflitti mondiali e sede, dal 1947, della manifattura tabacchi. Lavori di restauro da parte della Soprintendenza e dal Comune consentirono alla Mole, dal 1993, di ospitare mostre temporanee, spettacoli teatrali, concerti e rassegne cinematografiche.
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Faro Vecchio

Sul colle dei Cappuccini, all’interno del Parco del Cardeto, a poca distanza dal faro nuovo di Ancona, si trova il vecchio faro, rimasto in funzione fino al 1965. La costruzione iniziò nel 1859 per volere di papa Pio IX e fu l’ultima opera pubblica compiuta sotto l’amministrazione pontificia. Nel sistema di illuminazione si utilizzavano le lenti di Fresnel; il segnale era formato da un lampo bianco ogni 45 secondi ed ogni lampo era preceduto da quattro secondi di luce più tenue. Grazie all’opera di alcuni volontari, per alcuni anni il vecchio faro è stato visitabile; attualmente è chiuso al pubblico in attesa della riapertura dell’antica torre che rappresenta uno dei simboli della città. Alto circa 20 mt, di forma cilindrica in mattoni, poggia su una base rettangolare; una scala a chiocciola in pietra d'Istria conduce alla sommità avvolgendosi intorno al pozzo del peso-motore. Dal terrazzo si apprezza una vista spettacolare sulla città, sul Golfo di Ancona, sul porto e sul mare aperto. Si possono osservare anche le due lanterne che segnalano l'ingresso al porto: quella verde posta al molo sud e quella rossa su quello nord. Gli alloggi del guardiano, che si trovavano accanto al faro, sono stati recentemente demoliti.
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Pinacoteca civica “F. Podesti”

Lo storico palazzo Bosadri dal 1973 è sede della Pinacoteca; recentemente si è aggiunto un nuovo corpo di fabbrica che ha permesso lo spostamento dell’ingresso in vicolo Foschi, una piccola strada a fianco della chiesa di Santa Maria della Piazza, e la stesura di un racconto artistico che alterna antico, moderno e contemporaneo. Si tratta di una delle collezioni più importanti presenti nelle Marche e ripercorre la storia artistica della Regione dal medioevo ad oggi; tra i capolavori sono da citare la stupenda “Pala Gozzi” di Tiziano Vecellio, prima opera autografa del maestro veneziano, la “Madonna con Bambino” di Carlo Crivelli, la “Sacra Conversazione”(detta anche “Pala dell’Alabarda”), di Lorenzo Lotto, e opere di Sebastiano Del Piombo, Andrea Lilli, il Guercino, Francesco Podesti e molti altri. Un’importante collezione di opere del Novecento vanta opere di Bartolini, Bucci, Cagli, Trubbiani, Enzo Cucchi e altri artisti contemporanei legati in gran parte alla storia del prestigioso Premio Marche.

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