ALFONSINE

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Le origini

Nei primi documenti in cui viene menzionato il territorio in cui sorgerà Alfonsine la zona viene descritta come un insieme di: "valli e terre palustri situate nel Ravignano a destra del Po di Primario, dirimpetto alle Case Selvatiche, Filo e a Longastrino". Nel 1468 Teofilo Calcagnini acquista una grande estensione di terreno vallivo dando inizio alla sua bonifica. Quest'opera di risanamento viene poi continuata e terminata dal figlio Alfonso che, dopo aver dato origine al primo nucleo abitativo, dà ai terreni il suo nome: "Le Alfonsine". Il centro verrà innalzato nel 1502, raccolto intorno alla chiesa di Nostra Signora. Alfonsine, data la sua collocazione tra il territorio di Ravenna e quello di Ferrara, fu teatro di numerose e lunghe dispute relative alla definizione dei confini. I Canonici Lateranensi di S. Maria in Porto e i Rasponi di Ravenna, altri grandi proprietari di terreni circostanti, si contendevano la zona, ma fu solo grazie a Papa Leone X che con un suo Breve costituì il Territorio Leonino a favore dei Calcagnini, a seguito delle numerose opere di bonifica da essi compiute. I privilegi della nobile famiglia ferrarese aumentarono sempre di più nel corso degli anni, confermati successivamente da Clemente VIII. Gli statuti di Fusignano del 1514, estesi al già citato Territorio Leonino, fissarono i rapporti giuridici all'interno del feudo e, durante il XVIII secolo, senza mai arrestare l'opera di bonifica, si conobbe una notevole crescita economica e demografica. Nonostante l'espansione però, gli abitanti della zona non beneficiavano di nessuna libertà: Alfonsine fungeva da zona di arricchimento per i nobili e la popolazione, costretta a pagare la tassa annuale, viveva tra lo sfruttamento e la povertà. Nel 1814 Alfonsine ottenne il diritto di diventare un comune autonomo, si rese quindi necessario regolare l'impianto urbanistico del paese, rimasto incerto fino alla seconda metà dell'Ottocento. All'alba del Novecento il comune fu attraversato da forti tensioni sociali. Le pesanti condizioni di vita contribuirono alla formazione da un lato, di gruppi di malfattori e dall'altro, di associazioni di natura assistenziale e politiche volte al soccorso delle classi più povere. Nel 1903 i partiti socialisti e quelli repubblicani riuscirono a conquistare insieme l'amministrazione comunale, ma le tensioni tra le due forze politiche portarono alle dimissioni della giunta nel 1906. Si aprì così una stagione di forti lotte che diedero successivamente vita alla "Questione delle trebbiatrici" (1909-1910) in cui lo scontro tra braccianti (socialisti) e mezzadri (repubblicani) allargò lo squarcio tra i due partiti. Nel 1914 il paese venne nuovamente messo a dura prova dallo scoppio dei disordini noto come "Settimana Rossa": nel luglio di quell'anno la stazione fu devastata e la chiesa principale e la sede del municipio furono date alle fiamme. I socialisti, tornati in carica, riuscirono ad amministrare il Comune fino alla fine di agosto del 1922 quando vennero successivamente estromessi dalla nuova maggioranza fascista. Il nuovo potere non fece alcuna differenza durante il suo attacco: sia socialisti che repubblicani non poterono fare altro che cedere agli assalti e alla persecuzione fascista. Tutto questo però non fu sufficiente a sradicare l'opposizione antifascista, la quale mantenne una struttura che, alla caduta del regime, riconquistò un ruolo centrale. Tra la fine del 1944 e la prima metà del 1945, Alfonsine partecipò attivamente alla Resistenza; i suoi giovani affluirono nella "28a Brigata Garibaldi", il comune si trovò sulla linea del fronte di guerra, la popolazione non volle abbandonare il territorio e resistette organizzandosi in modo da difendersi e attendere l'arrivo degli alleati. Il 10 aprile del 1945, Alfonsine venne liberata dal "Gruppo di Combattimento Cremona". Ora, dopo la distruzione quasi completa del territorio a causa dei pesanti bombardamenti degli alleati, prima, e degli attacchi tedeschi, dopo, nonché alle numerose vittime sia civili che combattenti, si doveva pensare alla ricostruzione di Alfonsine. Il centro storico rivide la sua nascita tra il 1946 e il 1956 grazie al progetto dell'architetto ed urbanista Giuseppe Vaccaro. Una nuova piazza, il municipio e la chiesa fanno da cornice al nuovo piano di sviluppo destinato a far nascere grandi aree urbane e forti zone di espansione. La crescita è arricchita da tutti quei servizi indispensabili alle esigenze di vita dei tempi moderni.

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