ALFONSINE

Cambia Comune

Itinerari

 
Itinerari

La Riserva naturale di Alfonsine

Prima di fare un giro nel centro storico del comune, è doveroso illustrare la Riserva naturale speciale di Alfonsine. Si tratta di una piccola riserva regionale di circa 12 ettari, composta da tre stazioni in cui trovano dimora numerose specie animali e vegetali le quali testimoniano il paesaggio che un tempo caratterizzava la bassa pianura ravennate. Tutto il territorio è accessibile con visita guidata gratuita grazie anche ai sentieri che danno modo di entrare in contatto con una natura molto varia e particolare. Nelle strutture predisposte vi è la possibilità di praticare bird-watching. La prima stazione è denominata “Stagno della Fornace Violani”: si estende per 5 ettari, ospita un ampio specchio di acqua, incorniciato da un canneto, da un fitto arbusteto e da pioppi e salici. La seconda stazione è il “Boschetto dei Tre Canali”, un’area triangolare che si estende per circa 1 ettaro ed è delimitata dall'incrocio dei canali Tratturo, Arginello e Canalina. Il parziale allagamento della zona ha consentito lo sviluppo di un canneto e di un boschetto, caratterizzato dalla presenza del pioppo bianco, del salice e degli olmi campestri. La terza stazione è denominata “Fascia boscata del Canale dei Mulini”: si sviluppa per una superficie di circa sei ettari nel tratto finale del Canale dei Mulini. Nel letto del fiume abbandonato si è formata una densa fascia boscata dove prevalgono il salice bianco, il sanguinello, il sambuco ed il biancospino. Per quanto riguarda l’architettura religiosa di Alfonsine, i monumenti sopravvissuti e/o ricostruiti a seguito del secondo conflitto mondiale non sono molti, ma tutti di notevole pregio e interesse storico e artistico.
 
Itinerari

Il museo della Battaglia del Senio

Inaugurato nel 1981 dal Comune di Alfonsine, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Ravenna, con il contributo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, il Museo del Senio è nato con l’intenzione primaria di documentare la fase finale dell’attacco alla “Linea Gotica” nella parte del Senio compreso tra Alfonsine, Cotignola e Castelbolognese, zona di grande rilevanza strategica dal punto di vista militare per le importanti vie di comunicazione e i numerosi corsi d’acqua che la attraversano. Il Museo si propone, dunque, di testimoniare un evento militare particolarmente significativo non solo per Alfonsine ma anche per tutti gli altri Comuni collocati lungo il corso del fiume Senio. Per tale motivo questa struttura può essere definita, a tutti gli effetti, un Museo del territorio romagnolo, in cui oltre agli specifici eventi militari si ripercorre pure la storia di quelle popolazioni che da quegli eventi furono profondamente segnate. I materiali utilizzati per comunicare gli effetti di una guerra totale e tecnologicamente avanzata su un territorio, come quello padano, bagnato da diversi corsi d’acqua, coprono un’ampia gamma di fonti iconografiche: registrazioni sonore dell’epoca, fotografie provenienti dagli eserciti, filmati, materiali propagandistici e cartografia didattica e storica. Si trovano, inoltre, tracce di storia tecnologica e sanitaria che testimoniano da un lato, lo stretto rapporto tra guerra e territorio e dall’altro, l’influenza del conflitto nello sviluppo dell’innovazione tecnologica. Sono, infatti, esposti gli speciali mezzi anfibi, usati per la prima volta nelle valli, gli strumenti per lo sminamento e il Ponte Bailev, collocato nel cortile esterno del Museo. Le principali collezioni si compongono di uniformi, armamenti, bandiere e strumenti militari che vennero convertiti ad uso civile a causa del generale depauperamento portato in queste zone dal conflitto. Oltre alla sala attrezzata per le presentazioni didattiche e audiovisive, il Museo propone due percorsi tematici: quello relativo alla Resistenza in Romagna e quello inerente al passaggio degli Eserciti Alleati. L’Archivio conserva una preziosa documentazione audiovisiva e fotografica sulla guerra in Italia fino all’immediato dopoguerra, con particolare attenzione alla dimensione regionale. Una documentazione ulteriore si ritrova nell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della Provincia di Ravenna, che dal 1997 si trova affiancato al Museo. L’Istituto conserva una biblioteca storica di oltre 5.000 volumi, 120.000 documenti e 470 periodici.
 
Itinerari

Casa natale di Vincenzo Monti

Questa struttura padronale fu costruita verso la metà del XVIII secolo; attualmente l’edificio è sede di un Museo che conserva i cimeli del poeta Vincenzo Monti, personalità di spicco nel panorama letterario e politico italiano. La sala di accesso al museo è la Sala della Culla, che conserva alcuni mobili d’epoca, quali la culla settecentesca appartenuta alla famiglia del poeta, il letto, l’armadio ed una pregevole specchiera, oltre ad alcuni manifesti che ripercorrono le tappe fondamentali delle celebrazioni montiane. La Sala dei Documenti espone, invece, preziose edizioni originali delle opere del poeta che ripercorrono tutta la sua carriera dalla fase cosiddetta “romana” sino a quella “napoleonica”. I volumi hanno un grande valore storico sia per le rifiniture, spesso realizzate in preziosi caratteri e fregi oro, sia per la rarità dovuta alla limitatissima tiratura con cui vennero pubblicati. La Saletta Montiana, allestita nel 1928 in occasione del primo centenario della morte del poeta, costituisce il primo nucleo della struttura museale. Decorata dal pittore Marcello Mariani di Alfonsine, espone lungo le pareti una serie di festoni, all’interno dei quali sono racchiusi i titoli delle principali opere montiane, mentre nel soffitto è riprodotto l’epitaffio funebre scritto dal Manzoni. Al centro della stanza spicca, oggi come nel 1928, il busto marmoreo realizzato da Cincinnato Baruzzi, allievo prediletto del Canova, riconosciuto dalla stessa figlia del poeta come l’opera più confacente alle vere sembianze del padre. Dal punto di vista storico-artistico si segnalano, inoltre, altri edifici di notevole interesse: - Il Santuario della Madonna del Bosco, eretto nel 1721 sul precedente luogo di culto, che conserva una serie di ex voto databili al XVIII e al XIX secolo. - La Chiesa del Sacro Cuore, edificata sul luogo della vecchia Parrocchiale. - L’Oratorio di San Vincenzo Ferreri, risalente alla seconda metà del XVIII secolo, al cui interno è custodita una tela raffigurante la Madonna, opera della scuola del Longhi. - L’Oratorio del Fornazzo, ricordo della lunga presenza dei feudatari Calcagnini sul territorio alfonsinese.

Visita per

Scarica la App

Tutti i contenuti di ilmiocomune.it a portata di mano sul tuo smartphone!

Scarica l'app

Scopri i contenuti in mobilità con l'app completamente gratuita